Recensione Napoleon: Total War

Il ritorno del “piccolo caporale”. In grande stile, da Creative Assembly!
Marco Modugno Di Marco Modugno
Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore, orba di tanto spiro, così percossa, attonita, la terra al nunzio sta, muta pensando all'ultima ora dell'uom fatale...
Recitano così le prime memorabili strofe del 5 maggio, ode scritta nel 1821 da Alessandro Manzoni sull'onda dell'emozione per aver appreso della morte di Napoleone Bonaparte a Sant'Elena. Imparate a memoria da generazioni di studenti di un'era forse più ingenua ma anche più serena e spensierata, in cui infilare una kappa in una parola italiana costava un'insufficienza in italiano e nessuno si sarebbe mai sognato di comunicare con il proprio vicino di banco a colpi di SMS, le fatali strofe esprimevano a nome della gente del periodo l'impressione percepita dallo spegnersi di un uomo che aveva, nel bene o nel male, condizionato per decenni gli scenari europei dell'era proto industriale e post rivoluzionaria.
Nulla di strano, dunque, che il “piccolo caporale”, così lo chiamavano gli uomini della Vecchia Guardia della Grande Armèe, per la sua abitudine di condividere le fatiche e i rigori del campo con le sue truppe, si sia meritato, al pari di Alessandro di Macedonia e Giulio Cesare, un titolo dedicato dell'ormai celeberrima serie Total War.
Napoleon: Total War - Immagine 1
La Grande Armèe torna a casa, vittoriosa.
Napoleon: Total War - Immagine 2
Il nemico tenta l'accerchiamento. Ripiegare!
Napoleon: Total War - Immagine 3
Prossima tappa: le piramidi!
La cura nei dettagli storici, affidata ancora una volta da SEGA al team Creative Assembly, è garanzia di realismo e fedeltà agli eventi, anche se nulla vieta ad un bravo giocatore che indossi la giubba e la feluca dell' “empereur”, o quella di uno dei suoi nemici, da Wellington a Francesco I d'Austria, di riuscire a stravolgere la storia, raggiungendo e occupando Mosca con i francesi, ad esempio, o mettendoli in rotta ad Austerlitz e a Jena.

Uniformi, armamenti, dettagli dei paesaggi e delle ambientazioni mostrano tutti i risultati di un duro lavoro di ricerca e progettazione che farà impazzire di gioia i fan del tridimensionale napoleonico, allontanandoli per più di qualche ora, io credo, dai loro plastici di balsa e polistirolo e dai loro eserciti di lega di piombo pazientemente dipinti a mano. Il motore grafici, comparato con il recente Empire: Total War, si comporta bene, merito probabilmente della performance del nostro nuovo I7 quad con 1 giga di RAM video dedicata. Niente impacci, scatti e blocchi inopportuni. Il gioco si comporta bene con Windows 7 come con Vista, e il clipping e gli inevitabili pop-up sono davvero limitati al minimo. Decisamente di qualità anche il sonoro, gratificato da stacchi musicali degni dell'atmosfera dell'epoca e da effetti speciali a livello cinematografico, che non vi faranno rimpiangere un centesimo di quanto avete speso per il vostro impianto surround. Fa eccezione il chiacchiericcio francese delle truppe, non sempre all'altezza della solennità delle grandi battaglie presenti nel gioco.

Una nota critica, in vece, la merita l'IA che gestisce le truppe. A parte l'oggettiva difficoltà riscontrata in più di un'occasione nel gestire i cambi di formazione del nostro esercito, specie quando si tratta di unità molto numerose, inclini a comportarsi più come studenti di un istituto tecnico in gita scolastica che come soldati di un'armata della fine del diciottesimo secolo, il nemico è apparso spesso un po' troppo passivo. Non di rado ci è toccato andare a stanare gli avversari comodamente schierati con sortite offensive di cavalleria, mentre se ne stavano comodi schierati a scambiarsi con i nostri al più qualche scarica di moschetto, come se le battaglie si vincessero stando fermi sul posto. E nello scenario strategico di campagna, abbiamo percepito più la difficoltà di gestire in modo efficiente l'organizzazione della logistica, dei rifornimenti e dell'occupazione delle zone appena conquistate, per mantenere il morale della popolazione su livelli controllabili, che non la pressione di armate nemiche anche più imponenti della nostra.
Il gameplay si snoda attraverso tre campagne separate, Italia, Egitto e Supremazia in Europa, che ricostruiscono gli eventi delle guerre napoleoniche dai primi anni fino alla fatale Waterloo, attraversando le quali non si può, da un lato, non sentirsi parte di un romanzo o di una monografia storica. Per chi ha studiato con passione e obiettività la storia di un periodo cruciale dell'era contemporanea, spesso trattato con superficialità o pressappochismo dai testi scolastici (in pochi sanno, ad esempio, che il termine “crociate” venne coniato proprio da Napoleone quando, durante le campagne in Egitto e Vicino Oriente, tentò di sobillare i musulmani dell'Impero Ottomano contro i regni cristiani dell'Europa, suoi nemici: in quel modo sperava, e la storia attuale ci dice quanto purtroppo i suoi argomenti abbiano attecchito, di accendere l'odio dell'islam contro l'Occidente facendo riferimento a fatti storici di un periodo ormai vecchissimo al quale gli stessi ottomani, che invece avevano seguitato anche in tempi recenti ad assalire l'Europa e a praticare la pirateria nel Mediterraneo, non tenevano affatto in gran conto), la “chicca” più gustosa è però senz'altro rappresentata dalla Campagna della Grande Coalizione, che permette di rivivere tutta la carriera del generale corso dagli albori alla caduta e al definitivo esilio a Sant'Elena. E' proprio giocandola, nei panni dei francesi o di uno dei quattro poteri maggiori che si opposero loro (Inghilterra, Austria, Prussia o Russia), in attesa che il popolo dei modders si mobiliti per sbloccare, ad esempio, l'armata svedese, o quella del ducato di Varsavia, che gli appassionati potranno davvero prendere in mani le sorti della storia d'Europa, accelerando, oppure impedendo per sempre, la Restaurazione avvenuta con il Congresso di Vienna che seguì la caduta di Bonaparte.

Senza dimenticare che il gioco, finalmente, prevede anche una modalità multiplayer che farà la felicità di quanti, da sempre, preferiscono confrontarsi con avversari umani piuttosto che con l'IA spesso non del tutto rispondente alle aspettative. Integrata con un efficiente sistema di comunicazione vocale, di un accessibile e intuitivo editor per le uniformi e di un sistema di obiettivi Steam e bonus da sbloccare con le partite online, l'esperienza multigiocatore rappresenta un complemento essenziale del titolo.
Che il gioco sia stato pensato proprio in funzione del confronto online lo dice la saggia implementazione di uno schema di gameplay che limita al massimo il tedio che in questo genere di titoli assale chi deve attendere le mosse dell'avversario prima di accedere al proprio turno d'azione. Durante la fase strategica, infatti, possiamo continuare a gestire le risorse logistiche e la costruzione, nonché modificare alcune opzioni di gestione dei nostri territori, anche dopo aver premuto il bottone di fine turno. Mentre durante le battaglie, mentre il nemico combatte contro altre fazioni, nulla c'impedirà di assumerne il controllo temporaneo sul campo, per dare una mano al comandante virtuale nell'infliggere al vostro avversario una sonora quanto auspicata batosta.

Senza dubbio, come d'altronde i suoi predecessori, Napoleon resta un titolo di nicchia. Dedicato ad una schiera ristretta, anche se affezionata, di appassionati, forse manca proprio nel proporre una varietà di situazioni che avevano invece caratterizzato, anche per motivi derivanti dal periodo storico trattato, i suoi predecessori. Ciò nonostante, il titolo SEGA resta uno dei migliori strategici “seri” in uscita in questo periodo. Se per voi il massimo della strategia resta Starcraft, tenetevi alla larga. Se invece il fumo dei campi di battaglia di fine settecento e inizio ottocento, l'odore acre della cordite, il rombo assordante delle artiglierie da campagna, il sibilo e lo schiocco delle palle da moschetto che vi ronzano intorno come micidiali calabroni di piombo, le urla d'incitamento degli ufficiali e i gemiti strazianti dei moribondi non vi spaventano, non lasciatevelo scappare. Un ripassino di storia non vi farà male e servirà, quanto meno, ad evitarvi castronerie clamorose come la famigerata uscita di Luca Luciani, manager Telecom rampante, declamata davanti ad uno stuolo di dipendenti in convention, secondo cui “Napoleone, a Waterloo, fece il suo capolavoro!”. Come no?! Tanto riuscito da finire, pochi giorni dopo, definitivamente sconfitto, in esilio perpetuo su un'isola in mezzo all'Oceano Atlantico.
Napoleon: Total War - Immagine 5
Ussari contro dragoni. La vittoria si contende sul filo delle sciabole
Napoleon: Total War - Immagine 6
Il generale Inverno sta per giocare le sue carte.
Napoleon: Total War - Immagine 7
Tra noi e Mosca, c'è solo un battaglione zarista, mon general!
8
Ripassone di storia in questo ultimo capitolo della saga Total War che ripercorre da cima a fondo il tormentato periodo delle guerre napoleoniche. Impreziosito da un motore grafico che permette di rivivere con impressionante realismo le epiche battaglie delle campagne dell'epoca, e di filmati d'intermezzo che legano i vari eventi e le missioni delle campagne di gioco tra loro permettendoci di ripercorrere le vicende e, se saremo all'altezza della situazione, di modificarle, il gioco regalerà agli appassionati ore di divertimento. Finalmente dotato di un sistema multiplayer decisamente efficiente, il titolo sviluppato da Creative Assembly presta il fianco a qualche critica solo dal punto di vista dell'IA e di qualche ingenuità di doppiaggio. Voto pieno meritatissimo. Vive la France!
voto grafica8
voto sonoro7,5
voto gameplay8
voto durata8
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