Recensione Mirror's Edge: Catalyst

Il parkour è ancora di moda!
Valerio De Vittorio Di Valerio De Vittorio
A fine 2008 Electronic Arts lanciò sul mercato due giochi completamente inediti, destinati ad entrare nel cuore di molti. Stiamo parlando di Dead Space, capolavoro dell'horror videoludico, e Mirror's Edge. Se il primo riuscì nel tempo ad affermarsi anche sul lato commerciale, aggiudicandosi ben due seguiti, il secondo non ebbe altrettanta fortuna. DICE si concentrò sulla serie Battlefield ed il nuovo Star Wars Battlefront, apparentemente lasciando nel dimenticatoio per sempre la runner Faith. E invece un annuncio a sorpresa ci svelò nel 2013 che un nuovo videogioco della serie era in via di sviluppo, Mirror' Edge: Catalyst. Non un seguito ma una vera e propria ripartenza per questo franchise.
Mirror's Edge: Catalyst
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Benvenuti nella città di Glass

Dimenticate la storia del primo Mirror's Edge, con Catalyst si azzera tutto per ripartire da capo. La protagonista è sempre la nostra Faith, agile esperta di parkour, che che nella vita corre per i tetti di una città futuristica, Glass. La societàè sottomessa da un totalitarismo orwelliano, che sembrava intenzionato a tollerare il crimine minore del contrabbando, attuato grazie proprio all'agilità dei runner come Faith. Qualcosa però è cambiato, la nostra protagonista appena scontata una pena minore in prigione, rimessasi al lavoro incapperà in qualcosa di grosso e diverrà il target numero uno della polizia di Glass.

La storia ci mostrerà diverse sfumature del gruppo underground per cui Faith tornerà a lavorare, legato ad un gruppo di rivoltosi e terroristi. Cercando di raccontarci una trama non del tutto scontata, che non mette nettamente buoni contro cattivi, Mirror's Edge: Catalyst fallisce nel punto più importante, ovvero tratteggiare dei personaggi a cui affezionarsi, a partire dalla nostra protagonista, affascinante più per il suo design che non per la sua personalità, scontrosa e poco affabile. I suoi comprimari sono piatti e ve li dimenticherete a pochi minuti dalla fine del gioco. E' un vero peccato che non si sia riuscito a dare il giusto spessore alla storia, che aveva dalla sua un'ambientazione decisamente accattivante.
Mirror's Edge: Catalyst - Immagine 1
Gli scenari vi lasceranno a bocca aperta

Corri, poi corri... e poi corri!

L'originale Mirror's Edge si presentava come un'avventura lineare, anche piuttosto breve, uno dei punti che ne aveva minato le valutazioni in fase di recensione. Catalyst cambia completamente rotta e ci mette a disposizione l'intera città di Glass, ora liberamente esplorabile. Come un classico free-roaming, il titolo DICE ci offre così missioni principali da completare in successione affiancate da varie quest secondarie ed un'infinità di compiti accessori. La megalopoli si aprirà un po' alla volta, ed in base al completamente della storia principale guadagneremo accesso a nuove aree, sempre cariche di segreti e cose da fare.Il gameplay è invece rimasto fedelissimo all'originale. La visuale in prima persona non deve trarvi in inganno, come il primo Mirror's Edge, Catalyst è fondamentalmente un platform game, basato interamente sull'affrontare dei percorsi ad ostacoli, con salti, camminate sul muro, rapide arrampicate, scivolate e tutto il repertorio che troviamo sul manuale del buon parkour.

A parte qualche nuova abilità, Faith si muove sostanzialmente come nel primo Mirror's Edge, e i controlli ci hanno soddisfatto nonostante qualche imprecisione di troppo. Dalla sua ha un nuovo rampino che le permette di dondolarsi tra un appiglio ed un altro o di tirarsi su per raggiungere un luogo sopraelevato, ma non sarà liberamente utilizzabile, visto che funzionerà solo in punti precisi della mappa. Da bravi runner, bisognerà sempre tenersi in movimento, per guadagnare "momentum", quindi velocità e fluidità dell'azione, se sbagliate il tempismo di un salto, rallenterete, se la scivolata finirà troppo presto perderete velocità e così via. L'interfaccia mostrerà anche un elemento nuovo, chiamato scudo concentrazione, la cui barra andrà riempiendosi in base alla nostra abilità di movimento e rappresenta una difesa contro i soldati della polizia di Glass, che prima di poterci infliggere danni dovranno abbattere il nostro scudo.
E a proposito di nemici, la componente di gameplay maggiormente stravolta è proprio il sistema di combattimento, che nel predecessore era fondamentalmente assente ed è invece stato implementato in Catalyst. Tranquilli, EA non ha trasformato Faith in una novella Bayonetta, ma sarà finalmente in grado di dare qualche pugno e calcio, possibilmente approfittando dell'ambiente circostante per darsi uno slancio e piombare così dall'alto sulle teste dei malcapitati di turno. Pugni e calci saranno l'unica arma a nostra disposizione e se le guardie semplici andranno giù facilmente, presto dovremo fare i conti con poliziotti ben più corazzati. Tendenzialmente la fuga sarà sempre la scelta preferibile, ma a volte dovrete per forza affrontare gruppi di forze dell'ordine. Dovrete sempre tenervi in movimento, per evitare i colpi avversari, guadagnare scudo concentrazione, e sfruttare lo slancio per infliggere colpi più potenti.
Non c'è una vera componente multiplayer, ma è possibile creare delle sfide per competere con amici e parenti


Siamo rimasti molto soddisfatti del nuovo sistema di combattimento, capace di non snaturare lo spirito del gameplay, ma di aggiungere qualcosa di nuovo al titolo in modo davvero efficace.Un'ultima novità è rappresentata dall'interfaccia, che oltre al sistema classico che evidenzia in rosso i punti della mappa da sfruttare per saltare ed arrampicarsi, introduce una modalità ancora più immediata. Grazie ad una striscia rossa, infatti, il gioco ci segnalerà costantemente la strada da percorrere, quella giusta non necessariamente la più rapida. Per quanto efficace, ci è parso semplificare eccessivamente il gioco, togliendo il piacere di esplorare e scoprire il percorso acrobatico, ma essendo opzionale è assolutamente una novità ben venuta.

Un plauso sincero agli sviluppatori che nel menu apposito offrono molteplici personalizzazioni dell'interfaccia.In generale il gameplay funziona, è ben calibrato ed implementato e si adatta alla nuova formula aperta. Purtroppo si fa notare una certa ripetitività, perché nonostante i compiti da portare a termine siano moltissimi, alla fine non si fa altro che correre e saltare, pochissimi elementi interrompono un fluire dell'azione sostanzialmente sempre uguale a se stesso. Un prodotto lineare e breve come il predecessore ne risentiva poco, moltiplicare questo mix per le decine di ore che Mirror's Edge: Catalyst offre, evidenziano invece una mancanza di varietà. La storia un po' piatta e poco accattivante non aiuta ad incollare allo schermo il giocatore. A quello ci pensa la splendida componente grafica.

Il Frostbyte corre!

L'ultima edizione del motore Frostbyte è ormai come il prezzemolo e la ritroviamo in ogni titolo Electronic Arts. Non fa eccezione Mirror's Edge: Catalyst, che lo sfrutta per riproporre il medesimo splendido stile asettico visto nel predecessore. Il design della città di Glass è freddo, caratterizzato da pochi colori e forme geometriche nette. Gli occhi del giocatore vengono travolti da un'orgia di effetti impressionante, un sistema di illuminazione brillante e curatissimo, riflessi sgargianti, superfici lucide, specchi, teli che si muovono seguendo il vento e moltissimo altro. L'apertura a free-roaming non ha intaccato il livello di dettaglio, davvero elevatissimo. La visuale interna non permette purtroppo di apprezzare la cura riposta nel modellare ed animare la protagonista, più splendida che mai, una spanna sopra rispetto a tutti i comprimari, che invece non ci hanno entusiasmato.
Il gameplay è rimasto fedele all'originale, e grazie a qualche novità si fa apprezzare ancora di più

La versione fornitaci per questa recensione è quella PC, che a patch rilasciata, permette di spingere il livello di dettaglio oltre l'Ultra, per arrivare l'Iper, dotato di occlusione ambientale ulteriormente avanzata, una distanza per i dettagli maggiore, ombre definite in modo praticamente perfetto ed effetti post-processing impressionanti. Un vero titolo di ultima generazione, nemmeno troppo esoso in termini di richieste hardware, visto che siamo riusciti a tenere i dettagli a livello alto, mantenendo un frame rate di 60 FPS costanti con una CPU AMD FX 8350 e scheda video AMD R9 380X. Con qualche altro compromesso, è facile che configurazioni anche più economiche siano capaci di far girare il titolo in modo più che dignitoso. Anche su console, versione che al momento non abbiamo ancora visionato, sono comunque promessi i 60 frame per secondo, che non sono un mero orpello estetico, ma un elemento che influenza direttamente il gameplay, garantendo una risposta ai comandi senza lag.Promosso anche il comparto audio, che offre una colonna sonora elettronica d'atmosfera ed azzeccata, ed un doppiaggio italiano ben fatto.
Mirror's Edge: Catalyst - Immagine 2
Faith apprenderà nuove abilità, di movimento ma anche in combattimento
8
I fan di Mirror's Edge possono gioire, Catalyst ne è un degno successore. Nonostante sia un reboot, il nuovo lavoro dei ragazzi di DICE riesce a mantenerne il gameplay originale, aggiungendo alcune caratteristiche interessanti, come il sistema di combattimento e qualche piacevole nuova mossa. L'apertura al free-roaming ingigantisce l'offerta ludica, ma allo stesso tempo amplifica i limiti di un titolo che soffre di una certa mancanza di varietà. La trama un po' scialba non aiuta a mantenere alto l'interesse per il titolo, che d'altro canto offre un comparto tecnico ed estetico davvero spettacolare. Consigliatissimo agli estimatori dell'originale titolo DICE, ma sicuramente merita una chance da parte di tutti, non fosse altro per scoprire un prodotto genuinamente diverso e fresco, lontano dall'offerta media che popola i negozi di videogiochi.
voto grafica9
voto sonoro8,5
voto gameplay8
voto durata8

Mirror's Edge: Catalyst

Disponibile per: PC , Xbox One, PS4, PS3, Xbox 360
Mirror's Edge: Catalyst PC Cover
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