Recensione La Leggenda di Beowulf

Eroe o Tiranno? Beowulf non trova pace nemmeno su console.
Fabio Fundoni Di Fabio Fundoni
C’era una volta un eroe grande e grosso…
Beowulf è un eroe. Non certo senza macchia, ma indubbiamente un eroe. Arrivato sino ai giorni nostri grazie al lavoro certosino di copisti e archeologi, è il protagonista indiscusso dell’omonimo poema anglosassone. La vicenda originale narra di come Beowulf appunto, alla ricerca di gloria e potere, partì dalla Norvegia per andare in aiuto di Hrothgar, re dei danesi, signore del palazzo di Herot e bersaglio preferito delle scorribande di Grendel, fortissimo mostro dedito alla distruzione e al saccheggio della reggia e delle terre circostanti. Dopo aver avuto ragione (a suon di sane mazzate) dell’orco, il muscoloso combattente cade vittima dei suoi stessi successi: dopo gli iniziali festeggiamenti ed essere diventato lui stesso re della Danimarca, scopre che non è tutto oro quel che luccica e, dietro i festini e i tesori di corte, si cela una maledizione che lo trascinerà in un turbinio di lotte e avventure.  Forte come trenta uomini e ambizioso come cento, il nostro guerriero è tornato alla ribalta del grande pubblico grazie al film “La Leggenda di Beowulf”, con alla regia un pezzo da novanta come Robert Zemeckis e attori del calibro di John Malkovich e Angelina Jolie. Come ormai accade puntualmente, a far da contorno all’uscita cinematografica, arriva anche l’incarnazione videoludica, per la gioia di chi ha sognato davanti al grande schermo e per la titubanza di chi, in anni d’esperienza , ha imparato che non sempre a un buon film si affianca un altrettanto gradevole tie-in.
 
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 1
Attenzione, alla fine di ogni cunicolo potrebbero attendervi orde di nemici
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 2
No, non vuole baciarci teneramente...
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 3
Immagini poco rassicuranti si stagliano all'orizzonte
 
Gli studi interni di Ubisoft hanno così colto la palla al balzo, cercando di riproporre su Xbox 360 le vicende del combattente nordico, creando un prodotto idealmente basato su due punti cardine della sua storia: una forza ed una ferocia senza pari unita da un continuo conflitto interno tra ricerca di gesta eroiche ed una irrefrenabile aggressività capace di renderlo letteralmente cieco di rabbia. La strada scelta è quella dell’action in terza persona, dove saremo chiamati a guidare Beowulf tra lo sterminio di orde di nemici e il tentativo di guadagnare il rispetto dei propri sudditi. Dopo aver preso dimestichezza con i controlli di base nell’antefatto della trama (in pratica un vero e proprio tutorial), saremo nei panni del nuovo re dei danesi, districandoci tra i personaggi della reggia e pericolose missioni da compiere in difesa del popolo.

La linea sottile tra eroe e carnefice
Scendendo in battaglia sarà giunto il momento di scrivere a chiare lettere il nostro destino tramite le azioni che vorremo compiere. Ad aiutarci avremo alcuni cavalieri in numero che varierà da uno a dodici. Fermo restando che il fine ultimo rimane quello di sterminare ogni avversario presente sullo schermo, in base alle mosse che useremo aumenteremo la nostra fama di Eroe amato da tutti o di feroce Uccisore di Mostri temuto unicamente per la propria violenza. Beowulf  possiede infatti due capacità legate ad altrettante barre che vedremo sullo schermo, chiamate Furia Carnale e Tempesta Eroica. Dal modo in cui elimineremo i nemici, riempiremo gli indicatori e potremo sfruttare i poteri appena citati. Servendoci di armi e sfruttando le combo disponibili, aumenteremo il potere eroico, mentre mietendo vittime a mani nude con prese e mutilamenti vari, accresceremo quello carnale. Attivandoli poi con i grilletti del pad, daremo una vera svolta alla nostra personalità: la Tempesta Eroica ci renderà celebri e darà forza ai nostri seguaci che si legheranno sempre più a noi, la Furia Carnale invece si abbatterà senza pietà su chi vorrà intralciarci ma colpirà anche i cavalieri, in quella che potremo definire come una rabbia omicida, efficace si, ma estremamente deleteria per la nostra fama. Una volta tornati al palazzo di Herot, oltre a poter spendere in potenziamenti i punti guadagnati nelle varie carneficine, potremo anche osservare il variare delle opinioni che i sudditi si staranno facendo su di noi. Indubbiamente, nei piani di Ubisoft,  puntare su giocabilità snella e immediata, aggiungendo diversi elementi d’interesse, poteva essere una strada da battere per mettere a segno un buon risultato.
 
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 4
Scudo e spada sono solo due delle possibili armi del nostro eroe
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 5
Beowulf qui non è ancora Re, ma non manca certo di stima in se stesso
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 6
Nelle situazioni di pericolo, usare la Furia Carnale da i suoi frutti
 
Purtroppo però, all’atto pratico, il tutto si è tradotto in una estrema povertà ludica. Apprese un paio di combo adatte all’uso di qualsiasi arma e fatta un po’ di pratica con i due poteri utilizzabili di cui parlavamo sopra, non dovremo far altro che spazzare dalla faccia della terra decine e decine di mostri in gran parte identici tra loro, per altro dotati di una scarsa intelligenza artificiale che li renderà estremamente prevedibili dopo una breve osservazione delle loro tecniche. Ai fini della vittoria poco importa se saremo sanguinari o degni d’onore; nonostante in un primo momento la Furia Carnale sembrerà essere più efficace, la Tempesta Eroica si dimostra altrettanto utile con un minimo d’esperienza, facendo decadere le velleità legate al doversi impegnare di più per dimostrarsi veri eroi. Un minimo di varietà viene portata dai vari boss che troveremo in alcuni livelli, dove però, compresa la tattica e le tempistiche d’attacco, tutto tornerà sui binari della monotonia generale. Per tentare di alleviare  la piattezza che si respira, i programmatori hanno inserito alcune sezioni di gioco dove, dopo aver assegnato particolari compiti ai cavalieri come spostare una roccia, attivare un meccanismo o remare sulla nostra nave, saremo impegnati a eseguire la Canzone dei Cavalieri, inno che li spronerà a compiere al meglio il loro dovere. Il tutto è reso con un semplicissimo minigame in cui dovremo premere i tasti X e Y nei tempi e nelle modalità segnalate sullo schermo. Certo, in alcuni casi dovremo guidare Beowulf per scovare alcuni segreti o trovare particolari armi (tra l’altro presenti in gran numero ma in scarsa varietà), ma anche in questo caso la linearità delle azioni non riesce ad aumentare il livello generale di sfida.

Sono così cattivo che mi spavento da solo
Riguardo al lato squisitamente tecnico, Beowulf soffre di una realizzazione innegabilmente altalenante. Graficamente passeremo dal guardare paesaggi e personaggi pregevoli per poi ritrovarci a storcere il naso di fronte ad elementi di fattura dozzinale. Lo stesso protagonista denota alcune componenti estremamente curate ed altre che non rendono giustizia alle capacità di Xbox 360. I nemici non fanno eccezione a questo trend, con l’aggravante però di apparire in fiumane formate dal medesimo modello poligonale ripetuto alla nausea. Il sonoro è invece composto interamente da temi piacevoli e particolarmente adatti a sostenere l’atmosfera epica che si voleva dare al titolo. Peccato però che anch’essi siano in quantità esigua e forzatamente ripetuti. Lo stesso doppiaggio poi è di buona fattura, e solo poche voci sembrano stonare dal contesto. Ancora una volta tuttavia, l’uso delle stesse va a rovinarne la qualità. Tralasciando i dialoghi per cui si è avuta una certa cura, durante i combattimenti ascolteremo sia la voce di Beowulf, sia le grida dei cavalieri, sia una voce “interna” (su cui non aggiungiamo altro, per non rovinarvi la trama) che ci spingerà a usare la Furia Carnale e liberare i nostri istinti più bassi.  Come detto, nonostante siano tutte ben rese, le frasi dette saranno spesso replicate di continuo, rendendole più che altro fastidiose e grottesche.
 
Dopo aver giocato a La Leggenda di Beowulf, non possiamo che rammaricarci per il risultato finale. Molti elementi e diverse idee denotano la presenza di buone qualità in chi ha lavorato al titolo, ma tutto impallidisce  a confronto con molti i maggiori fattori negativi. La monotonia sembra poi un virus che ha contagiato ogni byte del gioco, partendo dai combattimenti per arrivare alle ambientazioni, passando per l’audio. Per rendere appetibile Beowulf era forse necessario un ampliamento di tutte le varie parti del gioco, mantenendole al livello di quel poco che maggiormente spicca nella realizzazione. Non neghiamo che possa essere divertente gettarsi nella mischia per provare le varie mosse a disposizione ma ,dopo alcune ondate di demoni che sembrano usciti da una fotocopiatrice, tutto cede il passo inevitabilmente alla noia, tra l’altro suffragata dalla assoluta mancanza di una modalità multiplayer. Un altro titolo  che mestamente va ad ingrossare la già abbondante lista dei tie-in mediocri, lasciando a pochi eletti il fregio di aver sfruttato una licenza cinematografica a dovere.
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 7
Premendo al momento giusto alcuni tasti, potremo avere ragione anche dei mostri più grossi
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 8
Incitare i compagni ai remi della nave è un semplice intermezzo tra le varie carneficine
La Leggenda  di Beowulf - Immagine 9
Con questa interfaccia potremo ordinare ai nostri guerrieri di azionare enormi meccanismi o spostare pesanti pietre
5
Una cosa è certa: se negli anni futuri Beowulf continuerà ad essere ricordato come uno dei miti più affascinanti mai raccontati, non sarà sicuramente grazie a questa sua apparizione nel mondo dei videogame. Un titolo che poteva essere interessante non solo per il nome altisonante ma per una concezione di gioco semplice e divertente, naufraga malamente sullo scoglio della monotonia e della quasi nulla profondità del gameplay. Pochi si sarebbero attesi un capolavoro da questo tie-in, ma premesse e idee per offrire un prodotto gradevole c’erano tutte. Fa quasi male poi, vedere sprazzi di buona qualità grafica e sonora perdersi in un contesto mediocre e ripetitivo. Come Beowulf visse tormentato dalle continue tentazioni carnali, il giocatore che volesse avvicinarsi al titolo preso in esame, rischierebbe di trovarsi sopraffatto da avversari quasi sempre identici e frasi ripetute allo stremo, il tutto mentre i combattimenti scorrono via usando sempre il medesimo colpo…
Ricordiamo inoltre che per la violenza delle immagini e il tipo di temi trattati, La Leggenda di Beowulf è un prodotto indirizzato ad un pubblico maturo.
voto grafica6
voto sonoro6
voto gameplay4,5
voto durata5
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La Leggenda di Beowulf

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