Recensione La fabbrica di cioccolato

Il sogno proibito di tanti bambini diventa realtà.
Francesco Romagnoli Di Francesco Romagnoli
Cosa ci si potrà mai aspettare dalla trasposizione videoludica di “La Fabbrica Di Cioccolato”, ultimo film del visionario Tim Burton? Beh, difficile pensare ad un qualcosa di diverso da un banale platform o action game rivolto ad un pubblico molto giovane, il classico titolo con poche ambizioni, realizzato per suggerire un'idea regalo ai nonni e agli zii che hanno accompagnato i loro nipotini a vedere il film al cinema. Ed infatti si tratta perlopiù di questo, anche se c'è qualcosa da puntualizzare.

La fabbrica di cioccolato - Immagine 1
La fabbrica di cioccolato - Immagine 2

Il sogno di tutti i bambini (golosi)
L' ultima creazione del famoso regista Tim Burton e del suo “compagno di merende” Johnny Depp in realtà è il remake di un noto film degli anni '70 dal titolo “Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato” con protagonista il celebre Gene Wilder. L' originale a dire il vero era già visionario di suo, proponendo scenari a dir poco fantasiosi, fatti di fiumi di cioccolata e oche capaci di sfornare uova d'oro. Ed infatti il signor Burton offre una rivisitazione piuttosto fedele, dando una spolverata ai colori e ammodernando qua e là lo stile di una storia senza tempo.
Ma qual è la trama di questo film? La pellicola narra di un bambino, facente parte di una famiglia molto povera, che un giorno vede realizzarsi il sogno di ogni marmocchio sulla terra: trovare la tavoletta di cioccolato fortunata che contiene il biglietto dorato che consente di visitare la leggendaria fabbrica di cioccolato di Willy Wonka. La visita, che il bambino deciderà di affrontare con l'affezionato nonno, si rivelerà non solo un tripudio di emozioni, ma anche una profonda lezione di vita.
Il gioco ricalca in buona parte la trama del film: una volta trovato il mitico incarto potrete accedere alla meravigliosa proprietà del signor Wonka. A differenza della versione cinematografica questo titolo vi vedrà impegnati in una serie di compiti da portare a termine per poter aiutare la reincarnazione videoludica di Johnny Depp a risolvere i problemi causati dagli altri bambini che visiteranno con voi la fabbrica.
Impersonando quindi il piccolo Charlie dovrete tenervi pronti ad aggiustare macchinari, ad eliminare robot impazziti, a creare dolciumi dalle colorazioni più improbabili. Naturalmente non sarete lasciati soli. Il caro Willy vi fornirà il sostegno dei piccoli Umpa-Lumpa, in pratica gli inservienti della fabbrica. Grazie al loro aiuto ed al nostro ingegno, saremo in grado di risolvere tutti i grattacapi per i quali il proprietario della fabbrica richiederà cortesemente la vostra partecipazione.

La fabbrica di cioccolato - Immagine 3
La fabbrica di cioccolato - Immagine 4
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Richiedesi laurea in Wonkologia
Sopra avete letto bene: “ingegno”. Sì, perché il gameplay non si configura come un semplice platform dalle labili velleità, o almeno non solo. La struttura di gioco ricalca più che altro quella di un Action 3-d, con qualche sequenza fatta di salti, ma soprattutto con molti enigmi da risolvere utilizzando a dovere gli strumenti che vi verranno forniti, Umpa-Lumpa compresi. Infatti il contributo di questi ultimi sarà determinante per lo svolgersi dell'azione. I piccoli inservienti del signor Wonka saranno ai vostri ordini e voi dovrete impartirgli semplici comandi quali “seguimi”, “aspetta”, “ripara”... Questi ometti colorati vanno però prima di tutto scovati all'interno dei livelli, dopodiché bisognerà comprendere come poterli sfruttare adeguatamente in base alla loro categoria: sì, perché non sono mica tutti uguali. C'è l'Umpa-Lumpa “raccoglitore”, quello “riparatore” etc.
Oltre a far fronte ad enigmi logici vi troverete ad affrontare robot impazziti, per i quali spesso dovrete utilizzare, oltre all'intelligenza, una buona mira e una bella scorta di caramelle. Queste ultime possiedono le potenzialità più disparate: dalla caramella-rampicante in grado di intrappolare gli automi fuori controllo, a quelle in grado di fare da esca e così via.
A spiegarvi le funzionalità di ogni caramella e a suggerirvi come potervi avvalere dei preziosi inservienti ci sarà sempre il signor Wonka.
A dir la verità le sue spartane indicazioni non saranno mai particolarmente chiare, e nemmeno l'aiuto del nonno saprà chiarirvi le dinamiche di gioco cui dovrete sottendere. Insomma, spesso e volentieri ci si troverà scoraggiati e frustrati nel non riuscire a capire quale logica di fondo sta alla base delle meccaniche del gameplay. Quindi gli enigmi non si presenteranno tanto difficili in quanto a quantità di materia grigia da utilizzare, quanto piuttosto dalla capacità di riuscire a capire se la tale azione che avrete intuito rientra nei piani degli sviluppatori di questo gioco.
Questa difficoltà è dovuta anche alla grave imprecisione che domina i controlli. Di Charlie è problematico stimare la profondità dei salti, la direzione verso la quale sta puntando la mira. A sua volta sarà uno strazio comandare gli Umpa-Lumpa, essendo gli ordini conferibili facilmente equivocabili da questi ultimi, che a loro volta saranno protagonisti di “incastri grafici” a dir poco frustranti.
Sperando che questi problemi affliggano solo alcuni sfortunati livelli si cerca di sopportare e passare oltre, ma ad ogni nuovo schema non si può far altro che rintracciare gli stessi errori e le stesse situazioni che conducono, missione dopo missione, ad un prematuro esaurimento nervoso.

La visione è sconsigliata a qualsiasi pubblico
Appurato che l'attenzione verso un gameplay accattivante è stata dimenticata a casa dagli sviluppatori, non si può dire che graficamente si possa scovare chissà quale conforto.
La fabbrica di Willy Wonka non restituisce minimamente la sensazione di stupore e meraviglia pennellati al contrario ottimamente nelle due trasposizioni cinematografiche. Le ambientazioni cercano di mantenersi fedeli ma, al di fuori di una scelta dei colori tutto sommato discreta, il resto ricorda quasi lo standard della passata generazione di console: le texture sono scarne, gli effetti grafici latitano (quando avrebbero potuto fare la differenza in questo tipo di rappresentazione) e pure le animazioni si presentano quantomai approssimative. A tutto questo va aggiunta una mancanza di fluidità scandalosa, ed uno scrolling che potrebbe essere preso come esempio per definire il termine stesso su di un vocabolario tecnico.
La parte audio invece si salva, presentando motivetti fedeli al contesto (seppur ridondanti sul lungo periodo) e un doppiaggio in italiano abbastanza curato.
Tutti questi aspetti riguardanti il comparto tecnico, uniti alla disarmante infelicità di un plurifalcidiato gameplay, rendono il gioco definibile come “longevo” solo per coloro che sono dotati di una sconfinata pazienza e di un gusto del macabro videoludico rasentante la cultura trash del genere. La capacità di sopportare qualche difetto tecnico sarà qui messa a dura prova, non trattandosi di casi sporadici ma del gioco nel suo complesso.

Se questo titolo targato High Voltage era diretto ad un pubblico dalla bassa fascia d'età l'obbiettivo è stato completamente mancato. Gli enigmi, già di per sé non alla portata dei videogiocatori principianti, rasentano il limite di sopportazione anche per chi non è alle prime armi. Questo non è causato dall'errato settaggio delle capacità logiche richieste, quanto da un'incomprensibile gestione delle meccaniche di gioco, massacrate a loro volta da errori di programmazione che causano un continuo stato di incertezza sul da farsi. Non consola nemmeno una realizzazione grafica di bassa lega, che poco ha a che vedere con il senso di meraviglia che incutono gli episodi originali su pellicola. Un titolo da lasciare sugli scaffali per non turbare i propri figli e nipoti alle prese con le prime esperienze videoludiche...potreste traumatizzarli.

La fabbrica di cioccolato - Immagine 5
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3,5
Se questo titolo targato High Voltage era diretto ad un pubblico dalla bassa fascia d'età l'obbiettivo è stato completamente mancato. Gli enigmi, già di per sé non alla portata dei videogiocatori principianti, rasentano il limite di sopportazione anche per chi non è alle prime armi. Questo non è causato dall'errato settaggio delle capacità logiche richieste, quanto da un'incomprensibile gestione delle meccaniche di gioco, massacrate a loro volta da errori di programmazione che causano un continuo stato di incertezza sul da farsi. Non consola nemmeno una realizzazione grafica di bassa lega, che poco ha a che vedere con il senso di meraviglia che incutono gli episodi originali su pellicola. Un titolo da lasciare sugli scaffali per non turbare i propri figli e nipoti alle prese con le prime esperienze videoludiche...potreste traumatizzarli.
voto grafica4
voto sonoro6
voto gameplay3
voto durata3,5
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