Recensione Key of Heaven

Spade cinesi e tanto Chi per la vostra PSP.
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno
Il mondo di Ouka è diviso in cinque principali regioni: una per ciascuno dei quattro punti cardinali più una quinta centrale. Ciascuna di queste regioni è governata da una setta di monaci dediti alle arti di spada, e i cinque stili si rifanno ciascuno ad uno dei cinque elementi della filosofia orientale. Il clima di equilibrio della regione comincia però ad essere alterato nel momento in cui i governanti della città centrale attaccano i templi circostanti, in particolare quello della regione Est, legata all'elemento “Albero”, dove vive Shinbu, un guerriero che è stato allontanato dal Tempio per aver “bruciato le tappe” ed essersi accostato troppo presto alle magiche arti del Chi. Accorrendo al richiamo della giovane e graziosa Sui Lin, unica superstite del tempio e pertanto legittima caposcuola, Shinbu riprenderà in mano la spada, precisamente la spada di suo padre, e si metterà all'opera per riportare in auge il suo Tempio, ritrovandosi così coinvolto in una questione magico-politica di proporzioni continentali.
Key of Heaven - Immagine 1
Shinbu chiacchera con una compaesana, mentre Sui Lin attende spazientita
Key of Heaven - Immagine 2
Shinbu e Sui Lin hanno appena accertato il furto della spada del loro maestro
Key of Heaven - Immagine 3
Due contro uno? Non è un problema per il nostro atletico eroe!
Key of Heaven è un JRPG dalle tinte molto Action: in esso ci ritroveremo a condurre il buon Shinbu nel corso delle sue avventure, vagando per le terre di Ouka, affrontando combattimenti con mostri e truppe minori, nonché gli immancabili duelli coi generali nemici (leggasi “Boss”). Come in ogni RPG che si rispetti, man mano che accumulerà esperienza, Shinbu diverrà via via più forte, agile e possente, col risultato che le sue arti di spada e magia, la già citata magia del Chi, si incrementeranno col tempo. A parte questa progressione per così dire “lineare”, il personaggio affinerà il suo stile di combattimento rinvenendo dei “Rotoli” e delle “Pergamene” di arti marziali: in ogni Pergamena è descritta una mossa, ma una Pergamena da sola è inutile in quanto per essere utilizzata dovrà essere inserita in uno dei Rotoli, i quali risultano pertanto essere elenchi ordinati di Pergamene. Ciascun Rotolo che Shinbu riuscirà a riempire, totalmente o parzialmente, gli consentirà di effettuare delle determinate combinazioni di attacchi, ovviamente destinate a diventare più lunghe e devastanti col progredire della trama.

Il funzionamento delle arti Chi è relativamente più semplice. Una volta ottenuto l'accesso ai poteri Chi di una delle cinque scuole, Shinbu non dovrà far altro che “concentrarsi” per riempire un indicatore e poi scaricare il potere in un singolo inarrestabile attacco ad area. Man mano che si utilizza una specifica arte Chi, questa raggiungerà dapprima il secondo ed infine il terzo (massimo) livello di potere, ma naturalmente per utilizzare questi poteri superiori sarà necessario riempire maggiormente l'indicatore. “E la parata?” chiederanno molti. Non c'è. Scordatevela. L'unico modo per evitare un attacco in Key of Heaven è quello di non essere lì quando arriva, e se malauguratamente vi beccate il primo colpo di una combo, allora state ben certi che vi prenderete tutti gli altri, a meno che (unica remota chance di salvezza) non abbiate l'indicatore Chi abbastanza carico da poter attivare perlomeno un potere di primo livello.

Questa limitazione del Battle System costituisce probabilmente il difetto più grosso del gioco, tale che si fatica a credere di come si possa aver dimenticato un elemento così importante come la parata. E dire che un tasto “utilizzabile” c'era, dato che la Croce, tasto solitamente utilizzato per interagire con l'ambiente, in battaglia serve per lanciare la spada: una mossa che – è vero – colpisce automaticamente un avversario e lo paralizza finché l'arma rimane conficcata, ma che parimenti lascia Shinbu disarmato per lo stesso tempo ed in sostanza risulta essere totalmente inutile, se non deleteria. Gli altri 3 tasti Figura sono impegnati per l'attacco, l'uso delle arti Chi (tenendolo premuto si carica l'indicatore) e dell'oggetto di inventario selezionato; ai tasti alterali rimane l'incombenza di selezionare il succitato oggetto e il Rotolo da utilizzare in battaglia.
Key of Heaven - Immagine 4
Un primo duello, piuttosto impegnativo visto che probabilmente lo affronterete al primo livello
Key of Heaven - Immagine 5
Ecco come si svolgono i dialoghi più importanti: i labiali e le espressioni sono pregevolmente animati
Key of Heaven - Immagine 6
Questi energumeni potrebbero darci del filo da torcere
Un vero peccato che il lavoro dei ClimaX sia così, se non rovinato, sicuramente reso meno bello a causa dell'estrema difficoltà di molti combattimenti: per il resto, la trama avvincente, l'ambientazione interessante, un cast di personaggi ben studiati, carismatici e ricchi di personalità, garantiscono al gioco una giocabilità d'insieme piuttosto buona. Soprattutto il personaggio di Shinbu è ben delineato, in quanto non è né il tipico “paladino” né l'ormai abusato “anti-eroe”, ma semplicemente un ragazzo abile nella spada che non si tira indietro di fronte alle difficoltà della vita, e che affronta i problemi con la dovuta serietà solo per poi poter tornare dai suoi cari col sorriso sul volto. La trama, piuttosto lunga ed intricata, garantisce al tutto una notevole mole di ore di gioco, e per quanto manchi una vera e propria modalità MultiPlayer, è comunque possibile confrontarsi con altri giocatori via Rete ed addirittura scambiarsi Pergamene in modo da completare i Rotoli, rendendo la longevità anche più interessante.
Tecnicamente parlando, il giudizio non può che essere irrimediabilmente soddisfacente. A cominciare dalla grafica, che propone dei modelli 3D piuttosto dettagliati (ovviamente stiamo parlando degli standard della PSP), ottimamente texturizzati e altrettanto pregevolmente animati, e che si esibiscono in una moltitudine di tecniche a livello di esperti duellanti Tai-Chi. Questa cura dei dettagli diviene particolarmente sbalorditiva durante i dialoghi più importanti, quando vengono inquadrati i primi piani dei personaggi, dimostrando una cura impressionante dei modelli e delle animazioni dei labiali.

Gli ambienti non sono da meno, in quanto presentano con un dettaglio rimarchevole alcune aree anche piuttosto estese, e soprattutto con un campo visivo da fare invidia a molti sistemi da home entertainment. Gli effetti speciali, presenti negli attacchi speciali di alcuni mostri, nell'utilizzo di tutte le arti Chi e in elementi come fontane e fiaccole, sono altresì pregevoli.
Altrettanto entusiasta il giudizio sul sonoro: la colonna sonora del gioco propone una serie di brani dalle tinte orientali che naturalmente si sposano alla perfezione con l'ambientazione così simile ad una fiaba cinese, e gli effetti speciali svolgono perfettamente il loro lavoro. Dulcis in fundo, i doppiaggi sono disponibili tanto in Inglese quanto in (udite udite) Giapponese, per la gioia dei puristi; tutti i testi sono tradotti in Italiano, e la traduzione non dimostra mai vizi di forma o imprecisioni imbarazzanti.

Concludendo, Key of Heaven non è affatto un brutto gioco: l'ambientazione, la trama, i personaggi, la realizzazione tecnica e la longevità sono tutti elementi al top. Purtroppo, però, l'errore madornale di realizzare il Battle System in maniera così incompleta, oseremmo dire monca, compromettendo alla base il sistema di gameplaying e rendendo l'intero gioco difficile fino ad essere snervante ci impedisce di etichettarlo come un capolavoro. Neanche la possibilità di salvare liberamente in qualunque momento è di un qualche aiuto, in quanto il gioco rigenera i nemici ogni volta che si accede ad un'area... persino se vi si accede tramite caricamento! Il risultato è perciò che salvare in una zona piena di mostri si traduce nell'essere attaccati immediatamente non appena si ricarica il blocco. Un vero peccato...
Key of Heaven - Immagine 7
In arrivo un attacco Chi
Key of Heaven - Immagine 8
Ed ecco che i fulmini piovono sugli avversari
Key of Heaven - Immagine 9
Da questa immagine si evince la vastità del campo visivo
6,5
Key of Heaven sarebbe senz'altro potuto essere un gioco migliore se si fosse dato un maggior peso alla giocabilità vera e propria piuttosto che alle beghe magico-stilistiche, le quali hanno senso di esistere e sono bene accette solo se il contesto in cui vengono applicate è già di per se efficiente. Il battle system non sarebbe neanche troppo malvagio se ci fosse un qualsiasi sistema di schivata o parata, ma così com'è e soprattutto a causa degli squilibri di gioco il tutto diventa, se non ingiocabile, perlomeno dannatamente difficile. Per il resto, una realizzazione grafica di prima scelta, una colonna sonora eccellente, un'ambientazione interessante in cui si muovo personaggi carismatici ed una trama piacevole, per un gioco che non è certamente brutto ma che, lo ripetiamo, sarebbe senz'altro potuto essere un gioco migliore.
voto grafica8,5
voto sonoro8,5
voto gameplay5,5
voto durata8
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