Recensione J-Stars Victory Vs+

Un cross-over assurdo? E perché no?
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno
Compie 45 anni la celeberrima rivista Giapponese Shonen Weekly Jump, vero e proprio trampolino di lancio per alcune delle più amate - e vendute - serie di Manga per ragazzi della storia. In occasione di questa ricorrenza, Namco Bandai realizza un gioco che, senza pudore ma con tanta ironia, mischia insieme un gran numero di personaggi tratti dalle pagine della rivista e li arrangia in modo che possano fare tra di loro ciò che da sempre sanno fare meglio: picchiarsi. Da Ken il Guerriero a Naruto, da Dr. Slump e Arale a Toriko, da Rouruni Kenshin a Bleach, da Dragon Ball a One Piece... la scelta è veramente sterminata tra protagonisti e antagonisti.

Il gioco propone sostanzialmente tre modalità, di cui una è ovviamente lo scontro libero (VS) tra giocatori o contro l'IA, ovviamente anche online. Le altre due modalità sono una serie di “tornei” successivi a difficoltà crescente, e la cosiddetta “storia”, che può essere vissuta nei panni di 4 differenti equipaggi a bordo di una nave in giro per il mondo: i “capitani” saranno Rufy (One Piece), Naruto (Naruto), Toriko (Toriko) o Ichigo (Bleach), ma naturalmente gli altri lottatori si aggiungeranno lungo strada. E' indubbio che questa sia la modalità più corposa per il giocatore singolo (ma è anche possibile farsi assistere da un amico) che tra storia principale, missioni secondarie e scontri occasionali con altre navi può regalare tantissime ore di gioco.
J-Stars Victory Vs+ - Immagine 1
Arale...
Gli scontri saranno combattuti a squadre da uno o due giocatori (anche sbilanciate), più eventualmente un personaggio di supporto: a questo proposito, sebbene qualsiasi personaggio “giocabile” possa essere inserito come supporto, sarà presente anche una lista di combattenti esclusiva per questo ruolo. Tutti i lottatori condivideranno comunque il medesimo set di comandi, composto da attacco veloce, attacco potente, attacco speciale (che consuma “aura”, “ki”, “concentrazione”, “cosmo”, “mana” o in qualsiasi altro modo lo vogliate chiamare), salto (doppio), scatto e parata: quest'ultima può inoltre essere utilizzata in connubio con gli altri tasti per generare ulteriori mosse.

Ciascun personaggio avrà le sue peculiarità, ma determinate differenze troppo evidenti sono state livellate: per esempio, alcuni personaggi potranno saltare più in alto o più lontano di altri, ma nessuno sarà in grado di “volare”, se non in uno scatto rasoterra. Per vincere lo scontro sarà necessario accumulare un certo numero di “KO”, di solito 3 (ma talvolta 2 o addirittura 1): quando l'energia di un avversario arriva a 0 si segna un punto, e poi il lottatore viene rigenerato. Questo significa che è possibile vincere anche picchiando ripetutamente lo stesso avversario - utile quando c'è disparità di forza tra i lottatori.

Dal punto di vista grafico, l'impatto non è affatto male: tutti i personaggi sono realizzati con un buon livello di dettaglio e le animazioni rendono abbastanza giustizia alle loro tecniche più famose. Anche gli ambienti sono ben ricreati, sebbene tendano a divenire un po' semplici quando si comincia a “distruggere” pareti e strutture. Stranamente, si è scelto di non applicare la tecnologia del Cell Shading - un po' uno standard quando si parla di trasposizioni da Manga e Anime - ma il risultato è parimenti gradevole. Unico evidente difetto: talvolta le inquadrature antepongono degli ostacoli tra noi e il nostro personaggio, col risultato di ostruire la visuale.
Dal lato del sonoro, le musiche presenti riprendono o adattano i temi degli Anime tratti dai Manga in maniera molto gradevole, sebbene quando ci si ritrova in esplorazione o nei menù possano divenire un po' ripetitive. Le voci dei personaggi, prestate dai doppiatori originali, sono ottime in battaglia ma un po' petulanti nei dialoghi. Purtroppo per noi, il gioco è interamente in lingua Giapponese: ok che parliamo di importazione parallela (il titolo è infatti in vendita sullo store di Play-Asia.com, che ci ha gentilmente inviato la promo), ma la comprensione della Storia è totalmente compromessa se non avete una conoscenza almeno basilare dell'idioma, e talvolta potreste addirittura avere problemi a capire “cosa bisogna fare per andare avanti”.

In effetti, però, lo scoglio più grosso da superare per iniziare a divertirsi è “trovare” il tutorial (è all'inizio della Storia, tranquilli) e superarlo a tentoni: questo dovrebbe essere sufficiente per capire le meccaniche di base ed il resto è sperimentazione applicata a ciascun personaggio. Una cosa un po' rognosa del sistema è il fatto che all'inizio solo pochi personaggi siano disponibili: per avere accesso agli altri sarà infatti necessario non solo accumulare la moneta di gioco e spenderla nell'apposito shop - e fin qui niente di strano - ma anche “sbloccare gli slot personaggio” proseguendo nella storia - e questo invece può essere più laborioso.

Come ogni picchiaduro che si rispetti, la Storia - sebbene da giocare 4 volte coi quattro equipaggi se proprio la si vuole completare al 100% - è in effetti la punta dell'iceberg delle possibili ore di divertimento che il gioco potrebbe fornire in multiplayer. In verità, l'impatto con J-Stars Victory Versus è decisamente divertente durante i primi scontri e man mano che si esplorano i 39 personaggi giocanti (più 13 esclusivi per il supporto), ma in effetti in seguito diventa un po' meno accattivante. Il sistema di gioco, semplice, immediato e flessibile, è studiato per mettere immediatamente i fan nelle condizioni di sfruttare appieno i loro beniamini, ma è indubbiamente scevro di quelle “finezze” che rendono veramente GRANDE un picchiaduro.

Ad ogni modo, il gioco realizzato da Spike Chunsoft è un tributo rispettoso, divertente, godibile e bilanciato di ciò che ha consentito a Shonen Weekly Jump di arrivare a 45 anni di pubblicazioni. Sicuramente non ci aspettavamo niente di più, e anzi forse temevamo di trovarci di fronte a molto di meno. L'unico peccato, a conti fatti, è che non siano presenti ancora più personaggi, ma si è dovuto indubbiamente fare delle scelte: è sicuramente dovuto a sondaggi diretti ed indiretti il fatto, per esempio, che ci siano quattro personaggi tratti da One Piece e uno solo da Saint Seiya. Ma se siete fan anche solo di due o tre di queste serie e non temete la lingua Giapponese, il consiglio è di gettare l'occhio all'importazione parallela - o attendere speranzosi una possibile traduzione di cui finora però non si è mai accennato...
J-Stars Victory Vs+ - Immagine 2
...SPACCA!!!
J-Stars Victory Vs+ - Immagine 3
Incontreremo molti personaggi che saranno però limitati a portrait
J-Stars Victory Vs+ - Immagine 4
A spasso per i cieli, con sottofondo di mari di lava
J-Stars Victory Vs+ - Immagine 5
Il buon Pegasus/Seiya è chiamato a reggere da solo il vessillo dei Cavalieri
8
Divertente, semplice, immediato, abbastanza vario, in linea di massima ben realizzato: J-Stars Victory Versus riesce a rendere onore ai personaggio che riunisce limitando al minimo i compromessi necessari per equilibrarli e ricreando un'esperienza veramente appagante per i fan di anche solo una parte del nutrito cast. Un acquisto obbligato per chi vive di Pane e Giappone - e soprattutto ne mastica la lingua - un passatempo alternativo per gli altri. Visto il risultato, la possibile traduzione diventa qualcosa in cui sperare.
voto grafica8
voto sonoro7,5
voto gameplay8
voto durata8
Sky TG24: guarda la diretta

J-Stars Victory Vs+

Disponibile per: PS4, PS3 , PS Vita
J-Stars Victory Vs+ PS3 Cover
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