Recensione I'm Not Alone

Orrore tricolore
Andrea Bruni Di Andrea Bruni
Patrick Weber è più che abituato ad avere a che fare con casi bizzarri: egli infatti è un medium, dotato del dono di poter entrare in contatto con una dimensione parallela, il "Daemon World", in cui si annidano spiriti e altre innominabili creature. Il buon Patrick, caratteraccio cincico d'ordinanza e look da rockstar, è un autentico professionista del sovrannaturale ed è un esperto in esorcismi e qualunque altra forma di "disinfestazione" dalle presenze maligne, eppure nulla di tutto ciò potrà prepararlo a quest'ultimo lavoro: varcata la soglia della lussuosa magione appartenuta un tempo a un musicista misteriosamente scomparso, il novello investigatore dell'incubo si renderà conto che non si tratta del "solito" caso. Qual'è il mistero della casa e del suo precedente occupante? Chi è realmente e cosa ci sta tenendo nascosto l'anziana proprietaria? Ma soprattutto, Patrick Weber si renderà presto conto, che a villa Von Gruber, non si trova affatto solo...
I'm Not Alone - Immagine 1
Il nostro alter ego, da solo, nel buio. M... dove l'ho già sentita questa?
I'm Not Alone - Immagine 2
I combattimenti non lesinano in spargimentio di sangue
I'm Not Alone - Immagine 3
Gli incontri coi boss spesso termineranno con truculente "fatality"
Come probabilmente avrete pensato, queste non sono esattamente le premesse più originali per un survival horror, ma dopotutto, ciò è facilmente perdonabile a un gioco, che già a partire da un titolo che è un omaggio al capostipite del genere, mette in chiaro con grande onestà d'intenzioni di non voler puntare a inventare nulla di nuovo. E del resto, trovare altri motivi di interesse verso questo "I'm Not Alone" non è così difficile: in primis, un nuovo survival horror nella mischia è cosa ben gradita, in un momento il cui il genere non sta vivendo uno dei suoi momenti più prolifici (e men che meno se si resta in ambito PC), e soprattutto, per una volta, abbiamo il piacere di avere tra le mani un prodotto completamente made in Italy.

I'm Not Alone infatti rappresenta l'esordio nel campo dei videogames commerciali dei partenopei Pix-Rev, ed è mosso da un engine altresì sviluppato nel Belpaese, il motore S2 di Profenix, già visto all'opera nello sparatutto Power of Destruction. Che un progetto del genere sia riuscito a vedere la luce, ed ottenere grazie al Digital Delievery una distribuzione mondiale, è già di per sé un traguardo non da poco, per una realtà che tuttora stenta terribilmente a decollare qual'è l'industria videoludica italiana. Ora non resta che scoprire se quest'opera prima del team campano sarà in grado di farsi valere e ritagliarsi un proprio posticino nel mercato, e nelle preferenze del pubblico.

La formula alla base di I'm Not Alone è semplice quanto fedele alla tradizione del genere, proponendo un mix di azione e puzzle solving, equamente dosati nel corso dell'esplorazione che il nostro alter ego dovrà portare avanti nei nove capitoli che compongono il gioco. E qui, purtroppo è il caso di dirlo, iniziano subito i problemi. Partiamo proprio dalla fase investigativa, che pure è sicuramente la parte più riuscita: gli enigmi da risolvere sono molti e non difettano di qualche spunto di interesse, ma nella maggior parte dei casi non ci si discosta dal raccogliere oggetti e utilizzarli al punto giusto con ben poche possibilità d'errore, altre volte la risoluzione dell'arcano appare un pò troppo guidata e senza alcuna sfida, e succede anche -specie nelle fasi finali-, al contrario, di ritrovarsi impantanati di fronte a situazioni in cui gli indizi sono forniti col contagocce.
I'm Not Alone - Immagine 4
La schermata d'inventario. Molto comoda.
I'm Not Alone - Immagine 5
La nostra fedele torcia elettrica fornisce un buon effetto visivo
I'm Not Alone - Immagine 6
Poteva mancare un puzzle a base di pianoforte?
Ma se il puzzle solving, con un pò di benevolenza, può essere definito "rivedibile", il versante d'azione risulta inappellabilmente un autentico disastro. Troppe cose che non vanno in partenza nel combat-system, troppo semplicistico nella sostanza e inutilmente astruso nelle meccaniche: in prossimità di un nemico, Patrick potrà rispondere ai suoi attacchi solo una volta entrato nel Daemon World, (di per sé una procedura irritante, bisogna tenere premuto il tasto Q per aprire una barra di concentrazione, cliccare una volta raggiunto il livello corretto, che di fatto è spaventosamente impreciso e costringerà il più delle volte a rifare il tutto più e più volte), solo da lì potrà sfoderare l'arma selezionata e affrontare l'aberrazione di turno. Il che è traducibile con una serie di click col giusto tempismo, con ben pochi margini tattici.

Oltretutto, un'IA deficitaria, un sistema di collisione non esattamente ineccepibile e una varietà di armi (solo due!) e di nemici ridotta all'osso, non contribuiscono per nulla a migliorare la situazione. Se è vero che boss e mini-boss riescono talvolta a mettere un pò di pepe in più rispetto alle normali scazzottate, il combattimento in I'm Not Alone finisce per essere più una seccatura da liquidare il più presto possibile che altro. Se non altro si può dire che la telecamera (in terza persona al pari di quanto visto in Silent Hill Homecoming o nell'ultima incarnazione di Alone in the Dark) si comporta bene e permette di mantenere una visuale pulita e funzionale anche nel mezzo degli scontri più concitati.

Il profilo tecnico non manca di mostrare discrete potenzialità: l'S2 Engine mette in mostra modelli sufficientemente dettagliati e una buona resa di luci e ombre, e seppure non tutti gli elementi sono stati realizzati a regola d'arte e la scarsa varietà di textures e modelli si faccia sentire, il comparto estetico riesce a svolgere il proprio dovere in maniera dignitosa: cosa più importante, l'atmosfera di fondo funziona, gli ambienti sono tetri e curati il giusto per garantire l'effetto desiderato; tra l'altro, seppur il livello di tensione non è sempre a livelli da cardiotonico, aspettatevi qualche riuscito balzo sulla sedia, il che non è affatto una brutta cosa. La vera magagna, piuttosto, risiede in una ingiustificata pesantezza del motore, che si traduce in cali di framerate tutt'altro che occasionali.

Per carità, nulla di veramente penalizzante, ma l'esperienza di gioco, sicuramente non ne beneficia. Confidiamo nella prossima versione dell'S2, perchè l'impressione è che con molto lavoro e le giuste migliorie, il motore abbia le carte in regola per rivelarsi piuttosto competitivo.
Sotto il versante sonoro, gli esiti sono estremamente discontinui: bene le musiche, minimali ma d'effetto, benino il doppiaggio (solo in inglese, paradossalmente l'italiano non è presente nemmeno nei sottotitoli), molto male gli SXF, i versi dei mostri in particolare, sono perlopiù da sentire per credere.

Ebbene, arrivati al termine di I'm Not Alone (che arriverà dopo un 6-7 ore di gioco, pochissimo anche per gli standard del genere, che non ci hanno abituati a vere e proprie maratone), la sensazione predominante è il rammarico per l'occasione persa. Sebbrnr siano evidenti l'impegno e la passione profusi da parte degli sviluppatori, ci sono molte, troppe, cose che non sono andate per il verso giusto. Un pò per limiti produttivi, un pò per inesperienza, I'm Not Alone non riesce a convincere del tutto e strappare una sufficienza piena, specie alla luce di un prezzo di vendita (attorno ai 30 euro), che non sarà pari a quello di una grande produzione, ma che comunque autorizza ad aspettarsi qualcosina di più. Con l'augurio che comunque questo si tratti solo del primo di una lunga serie per PIx-Rev, confidiamo che il team sappia mettersi al lavoro per correggere tutti quei difetti che rendono I'm Not Alone un gioco ben al di sotto delle proprie possibilità. Vi aspettiamo!
I'm Not Alone - Immagine 7
Come on baby... Don't fear the reaper...
I'm Not Alone - Immagine 8
Il nostro Patrick ha sempre pronto qualche suggerimento su come agire
I'm Not Alone - Immagine 9
Uhm... una giornata interessante, vedo.
5
Purtroppo, neppure con tutta la benevolenza possibile, ci si può ritenere pienamente soddisfatti dal survival horror degli italianissimi Pix-Rev: i buoni spunti di partenza non riescono a mettere in secondo piano una giocabilità balbettante e una confezione tecnica discontinua. Un vero peccato, perchè c'erano tutte le premesse per offrire agli appassionati del genere un titolo onestissimo e apprezzabile. Sarà per la prossima...
voto grafica6
voto sonoro6
voto gameplay5
voto durata4,5
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