Recensione Hyrule Warriors

Link e la Princessa Zelda si danno al musou...
Roberto Vicario Di Roberto Vicario
Siate onesti, quanti di voi hanno storto il naso davanti all'annuncio di Hyrule Warriors? noi scommettiamo parecchi. Il titolo sviluppato da Omega Force in collaborazione con Team Ninja (sotto la sempre vigile supervisione di Nintendo) propone agli occhi del giocatore il classico gameplay della serie Dinasty Warrior, all'interno però dell'iconico universo di Zelda.

Come sarà andato questo matrimonio? scopriamolo insieme.

Un link un versione guerriero



Diciamo subito e senza troppo fronzoli. Per quanto il gioco risulti molto divertente - se avete già sbirciato il voto alla fine, avrete capito che ci è piaciuto - Hyrule Warriors è a tutti gli effetti un musou. Un genere molto particolare che nel nostro paese non spopola di certo, per via di un gameplay molto particolare e a tratti ripetitivo.

In questo senso, la mano di Omega Force (da 14 anni al lavoro su questo genere di prodotto) si sente tutta, a partire dalla trama, passando per il gameplay e arrivando persino alla componente tecnica. Ma andiamo con ordine.
La storia avviene in un universo parallelo a quello della saga originale, e ci narra di una piaga inedita che incombe sulla terra di Hyrule: la strega Cia. Questa mistica donna, gelosa del rapporto che hanno Link e la Principessa Zelda, decide di andare a colpire proprio quanto di più caro ha la nobile, la terra di Hyrule. Qui entreremo in gioco noi, che ne panni di Link e di altri 12 personaggi che scopriremo nel corso dell'avventura, dovremo respingere gli eserciti malvagi della strega. Per farlo viaggeremo attraverso tre mondi grazie a dei portali magici. Un escamotage che ci permette di entrare all'interno di tre titoli storici della serie Zelda: Skyward Sword, Twilight Princess e Ocarina of Time.

Purtroppo, come nella maggior parte dei titoli di questo genere, la trama non offre una profondità così esagerata, limitandosi a qualche dialogo in game e a delle cut scene che non vanno minimamente ad indagare nei rapporti tra i vari personaggi. Un peccato, soprattutto se si pensa all'enorme materiale “zeldiano” a disposizione degli sviluppatori.
Hyrule Warriors - Immagine 1
Tutto questo si tradurrà quindi in diciotto missioni in cui, attraverso la risoluzione di diversi compiti che ci verranno dati sul campo, dovremo far volgere a nostro favore le sorti dello scontro. Tutto punta ovviamente sulla spettacolarità e sull'enorme quantità di nemici presenti su schermo, con il nostro eroe nettamente in vantaggio sotto l'aspetto della forza rispetto ai soldati semplici nemici.

Oltre ai diversi compiti che porteranno avanti le fila della battaglia, molta attenzione dovrà essere riposta nell'attacco e nella difesa di alcuni avamposti strategici. Uccidere un capo avamposto ci permetterà di prendere il controllo di quell'area che a sua volta genererà soldati delle nostre fila. Perderle viceversa, rischierà non solo di compromettere la stabilità del nostro campo base (rendendolo più vulnerabile) ma di arrivare addirittura al game over.

Fortunatamente nonostante una varietà piuttosto bassa dei diversi compiti da svolgere, ci siamo divertiti parecchio a menare le mani in maniera piuttosto ignorante e quasi superficiale. Questo grazie ad un combat system davvero semplice ma altrettanto efficace. Due tasti di attacco da combinare tra loro per creare combo, un tasto parata, un utilissimo tasto schivata, il tasto per la mossa speciale e i due grilletti posteriori utili a bloccare la visuale sul nemico ed utilizzare diversi gadget tipici del mondo di Zelda, qui reinventati come armi offensive.
  • Hyrule Warriors - Immagine 2
  • Hyrule Warriors - Immagine 3
  • Hyrule Warriors - Immagine 4

Se con i nemici semplici le uccisioni saranno praticamente di massa, diverso è il discorso riguardante alcuni cattivi più potenti e ovviamente i boss. Qui il tempismo diventa più importante e schivare al momento giusto ci permetterà di effettuare un contrattacco dagli effetti devastanti, sia a livello di danno che di effetto cinematografico.

Uccidere i nemici ci farà raccogliere le famose rupie e degli oggetti speciali. Questi due elementi potranno essere spesi all'interno del bazar tra una missione e l'altra per potenziare i nostri personaggi, sbloccare nuovi elementi, “craftare” le armi (ce ne saranno di diverse tipologie per ogni personaggio) e far salire di livello i personaggi non utilizzati. Un sistema basilare ma allo stesso tempo in grado di stimolare il giocatore ad uccidere sempre più nemici per recupere gli oggetti utili a creare i diversi power up.

Effetto nostalgia



Se quindi la modalità storia ricalcata pedissequamente il gameplay dei più classici musou, diverso è il discorso per la modalità leggenda. Questa variante di gioco ha una carica nostalgica che tutti i fan di Zelda non potranno non notare, a partire dalla musichetta introduttiva in pieno stile 8 bit.

Sfruttando una mappa, anch'essa in 8 bit, del mondo di Hyrule tratta dal primo The Legend of Zelda per NES, dovremo esplorare diversi rettangoli che conterranno ognuno una singola sfida da portare a termine. Vincere vorrà dire accaparrarsi nuovi oggetti speciali da porter utilizzare sia nella crescita del nostro eroe che all'interno della mappa stessa per rivelare ulteriori segreti nascosti.

Per quanto il gameplay rimanga fondamentalmente lo stesso, grazie a questa modalità Omega Force ha dimostrato che in termini di contenuti il titolo non si è certamente risparmiato. A completare le varianti di gioco ci pensano la modalità libera e la modalità sfida. Non mancherà nemmeno la modalità cooperativa offline che permetterà a due amici, uno sullo tv e l'altro sul gamepad, di giocare in contemporanea.
Tutto perfetto? non proprio. Sopratutto sotto il livello tecnico si intravedono diverse magagne. Se da una parte abbiamo dei modelli poligonali degli eroi estremamente dettagli, non si può dire lo stesso dei nemici e soprattutto di alcuni dettagli all'interno dell'ambiente di gioco, con texture in bassa definizione, pop up e vistosi cali di frame rate. Nulla che una semplice patch non possa risolvere, ma noi giudichiamo quello che vediamo allo stato attuale. A questo dobbiamo aggiungere anche una pessima gestione della look on, con la telecamera troppe volte imperfetta nella scelta delle inquadrature.

Alti e bassi anche per quel che riguarda la scelta della componente musicale. Da una parte troviamo brani estrapolati dall'universo di Zelda e quindi estremamente validi ed evocativi, meno di impatto e quasi anonimi quelli generici. Non essendoci dialogo tramite le voci, la localizzazione riguarda principalmente i sottotitoli, curati come sempre in maniera maniacale da Nintendo.

Insomma, Hyrule Warriors è a tutti gli effetti un Dinasty Warrrios vestito da Zelda, con qualche leggera modifica che però non cambia la sostanza del gameplay. Se siete amanti del genere, l'acquisto è più che sensato dato che come avrete intuito, nonostante le imperfezioni, la solidità di gioco è più che presente. Se invece il musou proprio non vi aggrada, difficilmente sarà questo il titolo che vi farà cambiare idea.
Hyrule Warriors - Immagine 6
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Hyrule Warriors altro non è che un musou costruito attorno al mondo di Zelda. Omega Force ha quindi portato all'interno del titolo tutti i pregi e i difetti che questo genere ha dimostrato di possedere in circa 14 anni di vita. Certo, la presenza di un personaggio così amato potrebbe far propendere all'acquisto qualche scettico, ma la sostanza delle cose non cambia. Se amate il genere prendetelo, altrimenti state sicuri che non sarà questo il gioco che vi farà cambiare idea sul genere.
voto grafica7,5
voto sonoro7
voto gameplay8
voto durata8

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