Recensione How to Survive 2

Il Grande Ritorno di Kovac .. o forse no?
Simone Rampazzi Di Simone Rampazzi

Sviluppato da Eko Software sotto la direzione di 505 Games, How to Survive è stato un titolo che ha saputo mischiare elementi hack’n’slash, stile Diablo, con una buona dose di crafting, schede inventario anguste ed un pizzico, tanto per gradire, di elementi survival.

Il brand ha riscosso un discreto successo, considerato soprattutto il passaggio sulle console casalinghe seguito da una successiva, forse meno fortunata, versione in terza persona stand-alone. Questo non ha comunque fermato il lavoro degli sviluppatori, tanto da permettere la pubblicazione di un secondo capitolo del brand prima su PC e poi, solo ultimamente, anche sulle console Sony e Microsoft.

Siamo di fronte al solito gioco di zombie, oppure i difetti sono stati risolti per lasciar spazio solo ai pregi?

Kovac è Tornato!

La timeline del titolo viene spostata a quindici anni dopo gli eventi di How to Survive, ed il nostro beniamino Kovac è tornato alla carica, attirando nelle sue isole inospitali nuove reclute da mandare al macello, con l’unico scopo di liberare il territorio dai famigerati zombie.

La struttura essenzialmente non è cambiata di una virgola, tanto è vero che il nostro interlocutore non farà altro che darci diverse missioni da portare a termine, utili per acquistare esperienza da spendere per far livellare il nostro alter ego, nonché il campo base dove abitiamo. Il tutto è fin troppo lineare, lo scopo delle quest verte sostanzialmente a farvi muovere dal punto A al punto B, dandovi in pasto un quantitativo di zombie discreto da macellare, così da ottenere risorse da utilizzare nel pannello crafting.

Ci è dispiaciuto constatare che le medesime, una volta acquisite dal PNG di turno, vi faranno spostare in una zona a sé stante, con tanto di caricamenti annessi piuttosto lenti che penalizzano la permanenza in gioco. Durante le nostre sessioni di gioco, infatti, abbiamo notata una scarsa diversità nelle zone esplorate, coadiuvata peraltro da alcuni effetti grafici poco convincenti. Certo, il level-design porta alla luce alcune magagne tecniche, ma bisogna comunque dar atto agli sviluppatori che l’intenzione di “popolare” lo scenario con oggettistica e quant’altro c’è stata, anche se con scarsi risultati.

How to Survive 2 - Immagine 1

Parlavamo poco sopra della mistura di elementi utili a formare, nella sua interezza, il gameplay del gioco. Ebbene, anche in questo caso ci troviamo a constatare una sorta di rinuncia per quanto riguarda gli elementi “survival”, dato che ora viene a mancare la barra dedicata al sonno (che in passato ci ha dato non poche gatte da pelare), seguita da un inventario forse fin troppo capiente già dall’inizio del gioco.

Il crafting è rimasto, ed ora include tra le sue possibilità quella di poter gestire il campo base, in una sorta di semi-gestionale dove ogni costruzione, seppure insignificante, può fare la differenza nel momento in cui dobbiamo armarci per affrontare nuove missioni. Vi ricordiamo che il livello del campo base, implementabile tramite la spesa di punti esperienza, va di pari passo con quello del vostro alter-ego. Motivo in più per incentivare la rigiocabilità, affrontando magari le stesse missioni ad un livello più alto, così da ottenere un maggior numero di punti esperienza. L’aspetto ruolistico sopravvive nella gestione del personaggio, grazie ad una serie di pannelli dedicati che permettono un miglioramento oculato di diverse skill che potenziano: attacchi ravvicinati, attacchi a distanza oppure resistenza a fame o sete, e così via.

In termini di giocabilità il titolo è rimasto lo stesso. Il nostro alter-ego può muoversi per il mondo di gioco seguendo la solita configurazione comandi, alternando attacchi in mischia con attacchi a distanza. Nel primo caso basta sfruttare il tasto Quadrato per effettuare attacchi normali e potenti (pressione prolungata), mentre lo stick analogico del controller sarà utilissimo per mirare gli zombie con armi a distanza. Gli oggetti rapidi vengono invece consultati mediante il grilletto L1, mentre l’inventario sarà consultabile mediante il tasto Cerchio.

Quando la Co-Op è Fondamentale

Tirando le somme circa il giudizio finale del titolo, emergono lampanti alcuni difetti strutturali maggiormente legati alla longevità dell’intera opera. Non sarà facile affrontare la serie di missioni disponibili in solitaria, visti i difetti suddetti, ed è una fortuna sapere che è disponibile una modalità cooperativa online e locale, utile per farvi giocare delle partite fino a quattro giocatori.

I server, durante la nostra esperienza, si sono rivelati abbastanza popolati, anche se ci siamo divertiti molto di più ad invitare amici a casa per condividere l’esperienza. Le missioni più complicate acquistano più senso, soprattutto nell’ottica di condivisione degli oggetti.

How to Survive 2 - Immagine 2

6,5
How to Survive 2 ha imparato qualcosa dai suoi errori del passato ma purtroppo, come spesso accade, ne sono venuti fuori molti altri, sinceramente anche parecchio grossolani. Il mix di generi utilizzato per il gameplay funziona, ma pensare di dover giocare le missioni in successione senza uno scopo ben preciso (oltre il farming più aggressivo) non dà soddisfazione. A tentare di aggiustare il tiro interviene una modalità online, particolarmente sfruttata, che però non può da sola reggere la formula, che alla lunga diventa fin troppo ripetitiva.
voto grafica7
voto sonoro6,5
voto gameplay7
voto durata6
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How to Survive 2

Disponibile per: PS4 , PC, Xbox One
How to Survive 2 PS4 Cover
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