Recensione Halo 3: ODST

Master Chief? Chi è costui?
Ferdinando Saggese Di Ferdinando Saggese
Cosa ha spinto i Covenant ad attaccare la Terra? E cosa si nasconde a New Mombasa? Queste sono solo solo alcune delle domande cui risponderemo giocando “Halo 3: ODST”, espansione stand alone con cui Bungie intende rivisitare un marchio che è entrato nella storia di Xbox e dell'intrattenimento elettronico in generale. Con questo progetto la software house statunitense ha voluto raccontare il conflitto tra la razza umana e quella dei Covenant da un punto di vista differente rispetto quello dell'eroico Master Chief, una nuova prospettiva che ha imposto una revisione, seppur leggera, delle meccaniche di gioco cui la serie ci ha abituato. 
 
Il punto di vista scelto da Bungie per questo titolo non ha un nome, è una giovane recluta arruolata di fresco in un team d'elite, le truppe orbitali d'assalto ODST. Questa squadra, che raccoglie i combattenti più preparati e talentuosi dell'universo, si occupa di missioni di spionaggio al limite dell'impossibile, il più delle volte al di là delle linee nemiche. I componenti di questa unità non sono tuttavia super soldati ciberneticamente modificati come Master Chief, non possono correre come lui, spiccare salti come lui od uccidere un Covenant con una spallata come fa lui, sono soldati “normali”, che in battaglia possono contare solo sull'addestramento e su una buona dose di fortuna. Mickey, Dutch, Romeo, Buck, Dare ed ovviamente la Recluta, sono i protagonisti di questa espansione, e li impersoneremo tutti grazie ad un interessante espediente narrativo poco sfruttato in ambito videoludico. Senza scendere troppo nei particolare, vi basti sapere che la missione assegnata alle truppe d'assalto orbitali è forse la più delicata del conflitto, gli ODST dovranno infiltrarsi nella città di New Mombasa pochi minuti dopo l'invasione delle forze Covenant, al fine di scoprire cosa ha spinto la bellicosa razza aliena ad attaccare la Terra. Inutile dire che l'incarico si rivelerà molto più complicato del previsto.
 
 
Le capsule da sbarco, con cui il team avrebbe dovuto raggiungere la città in sicurezza, verranno disperse da una frattura spazio temporale aperta da una nave nemica, ed i nostri eroi precipiteranno al suolo in diversi punti della gigantesca metropoli. Toccherà alla Recluta, l'ultimo componente della squadra a riprendere conoscenza, scoprire il destino riservato ai suoi compagni, che gli verrà rivelato attraverso frequenti flashback innescati dal ritrovamento di oggetti ed indizi chiave disseminati per i livelli. “Halo 3: ODST” salterà quindi spesso nello spazio e nel tempo, raccontando le vicende particolari di ogni protagonista come fossero tessere di un complicato puzzle, che solo la Recluta può ricomporre. Questo continuo alternarsi di personalità, oltre che catturare l'attenzione del giocatore, invogliato più che da altri capitoli della serie a seguire la trama del gioco, garantirà una discreta varietà a livello di gameplay. Ogni componente della squadra ODST sarà specializzato in una precisa branca dell'arte della guerra, come il combattimento a distanza, le armi pesanti, gli esplosivi, i mezzi di trasporto o le comunicazioni. Saremo quindi invitati a variare la nostra condotta a seconda del personaggio impersonato, caratteristica che non renderà mai banale l'azione di gioco.
 
Come abbiamo detto in precedenza, le truppe orbitali d'assalto non possono contare sulle modifiche cibernetiche di uno Spartan, non dispongono di uno scudo, ma della sola corazza, e non sono in grado di curare autonomamente le ferite inferte dai colpi nemici. Questa caratteristica ci spingerà ad adottare un approccio più ragionato alle situazioni di gioco, sicuramente differente da quello cui la serie ci ha abituato negli anni. Il design dei livelli, ora più aperti e ricchi di percorsi alternativi, il numero non elevato di unità nemiche e la vocazione “stealth” di molte armi a disposizione, ci inviteranno ad elaborare tattiche di guerriglia urbana, più conservative rispetto allo scontro in campo aperto, ed estremamente efficaci contro i gruppi di Covenant asserragliati nelle piazze e negli edifici della città. Tutti i personaggi disporranno inoltre di un visore integrato nel casco della tuta da combattimento, che oltre a migliorare la visibilità notturna, ci permetterà di consultare la mappa, evidenziare le unità nemiche e le strutture di particolare interesse, fornendoci tutti i dati necessari per pianificare con attenzione ogni attacco.
 
Nel caso della Recluta il visore integrerà anche l'intelligenza artificiale della città, chiamata Supervisore, che avendo osservato le vicende particolari di ogni componente della squadra tramite le telecamere di sorveglianza, guiderà il nostro beniamino proiettando utili suggerimenti su giganteschi cartelloni pubblicitari. Una trovata semplice, ma di grande effetto. Dobbiamo dire che nonostante il carattere aperto delle locazioni ed il visore, la chiarezza degli obbiettivi di missione ci spingerà a scegliere sempre il percorso più breve, o quello meno battuto dalle unità nemiche, mentre le armerie che i ragazzi di Bungie hanno predisposto in diversi angoli della mappa non ci sono sembrate un motivo sufficiente per esplorare a fondo i vicoli di New Mombasa.
 
 
“Halo 3: ODST” non presenterà quindi la contaminazione free roaming che in molti auspicavamo in sede di anteprima, ed è forse questo l'unico “difetto” che ci sentiamo di imputare all'intera produzione. Ad ogni modo il gioco ci è parso mediamente più coinvolgente del capitolo che va ad espandere, almeno sotto il profilo emotivo. La solitudine silenziosa della Recluta, i successi e le sconfitte dei suoi compagni, la costante sensazione di pericolo che il non essere Master Chief trasmette, ci hanno appassionato quanto l'epilogo della serie principale, mentre alcuni scorci della città di New Mombasa, e l'evocativa colonna sonora, hanno appagato i nostri sensi.
 
Nonostante il motore grafico sia lo stesso utilizzato per confezionare “Halo 3”, la confidenza raggiunta dai grafici di Bungie con gli strumenti di sviluppo si è concretizzata in una resa grafica leggermente superiore a quella raggiunta dal capitolo principale, anche se dobbiamo annotare la presenza di alcune locazioni dal design meno ispirato di altre. Il comparto audio si attesta invece su livelli di eccellenza, sia per quanto riguarda il doppiaggio, sia per ciò che concerne l'accompagnamento musicale, che proporrà brani differenti a seconda del protagonista impersonato, assecondandone lo spirito. Come era lecito aspettarsi; l'offerta di “Halo 3: ODST” non si fermerà alla nuova campagna singleplayer. Alle dieci ore di gioco necessarie per veder scorrere i titoli di coda dobbiamo aggiungere quelle che passeremo online, giocando all'inedita modalità multigiocatore Sparatoria.
 
Trovati tre fidati compagni, potremo organizzare una partita multiplayer cooperativa, che ci vedrà impegnati a respingere ondate sempre più numerose di nemici, in arene strutturate appositamente per fornire un aiuto a chi difende. Ogni ondata sarà generata casualmente ed il livello di difficoltà, selezionabile dal menù di creazione della partita, non condizionerà gli attributi di ogni singolo avversario, ma la composizione delle ondate stesse. Interessante la scelta di non impostare alcun limite alle partite in modalità Sparatoria, ma di fissare solamente il numero di respawn disponibili per squadra, che aumenterà progressivamente a seconda della prestazione della stessa.
 
Questa caratteristica, che diversifica questa produzione dalle molte concorrenti, invoglierà i giocatori a lavorare per il team, aiutando i compagni in difficoltà senza badare troppo al punteggio personale, riproponendo almeno in parte lo spirito che permea la campagna in singolo giocatore. “Halo 3: ODST” andrà poi ad espandere l'apprezzata modalità multiplayer dell'ancora giocatissimo “Halo 3”, installando tutte le mappe aggiuntive pubblicate sinora e tre new entry: Cittadel, Heretic e Longshore. Come se non bastasse, Bungie riserverà a tutti i possessori di una copia originale del gioco la possibilità di provare in anteprima l'atteso “Halo Reach” partecipando alla beta del gioco prevista per i primi mesi de 2010.
 
8,5
“Halo 3: ODST”, non solo espande degnamente l'ultimo capitolo della serie, ci fa intuire il possibile futuro di un brand storico come quello di “Halo”. Le nuove meccaniche di gioco, la trama coinvolgente e ben costruita e le svariate ore di sano divertimento mutigiocatore sarebbero già un motivo sufficiente per aggiudicarci una copia dell'ultima fatica dei ragazzi di Bungie, e se a questo aggiungiamo la raccolta di mappe multiplayer per “Halo 3”, ed un posto in prima fila per la beta di “Halo Reach”, beh non c'è scusa che tenga! In conclusione, “Halo 3: ODST” è un esperienza che ci sentiamo di consigliare senza riserve ad ognuno di voi, anche perché Microsoft, consapevole dell'abbuffata di titoli tripla A in uscita nei prossimi mesi, ha saggiamente deciso di proporla all'interessante prezzo di 49€. Un vero affare, non c'è che dire!
voto grafica8,5
voto sonoro8,5
voto gameplay9
voto durata8
Sky TG24: guarda la diretta

Halo 3: ODST

Halo 3: ODST Xbox 360 Cover
  • Piattaforma: Xbox 360
  • Produzione: Microsoft
  • Sviluppo: Bungie
  • Genere: FPS
  • Data di uscita: Settembre 2009
Empire
Star Trek Enterprise
Star Trek Enterprise

Arriva anche in Italia il cofanetto completo della serie cult degli anni 2000

Madame Secretary
Madame Secretary

Il political drama di Tea Leoni arriva alla seconda stagione in DVD

Suburra

3

Suburra

La lotta per il potere in una Roma allo sbando

Prison Break

6

Prison Break

Il grande ritorno di Michael Scofield.

Marvel - i Difensori
Marvel - i Difensori

Tutti insieme appassionatamente

Empire
WWE 2K18

3

WWE 2K18

Il Wrestling Made in WWE, torna sulle nostre console!

NBA Live 18
NBA Live 18

Un nuovo inizio

Rogue Trooper Redux

10

Rogue Trooper Redux

Puffo forzuto, strafatto di nandrolone, va alla guerra!

South Park: Scontri Di-Retti

2

South Park: Scontri Di-Retti

L'universo di Trey Parker e Matt Stone ridiventa un videogioco. Ed è bellissimo.