Recensione Halo 3

L'anello si chiude. Alla grande.
Luca Gambino Di Luca Gambino
Si chiude il cerchio. O l'anello, se preferite. Halo 3 rappresenta la fine di un viaggio e come ogni viaggio che si rispetti, la sua fine porta in dote un certo misto dolce/amaro. Da una parte dispiace salutare Master Chief & co una volta per tutte (anche se forse non sarà proprio così), dall'altra c'è l'esaltazione di vedere finalmente com'è andata a finire la guerra tra umani e Covenant e il chiudersi definitivamente di tutta una serie di discorsi lasciati aperti in Halo 2. Di sicuro possiamo dire fin da adesso che Halo 3 è la degna chiusura di una trilogia che, piaccia o no, ha segnato una pagina importantissima nella più recente storia video ludica. Sia chiaro, se il prodotto Bungie non vi ha mai attirato o se l'avete da sempre detestato, allora è meglio guardare altrove. Halo 3 è pregno della filosofia partorita negli studios di Harold Ryan e soci. L'ultima avventura di Master Chief (di cui sarà anche svelato il vero nome), è in un certo senso la “summa” di quanto visto nei due precedenti episodi.
Halo 3 - Immagine 1
Siamo all'inizio del gioco, ricco di vegetazione. Non sarà Crysys, ma l'effetto generale non è niente male.
Halo 3 - Immagine 2
Un Covenant ha attivato lo scudo a bolla, rendendosi immune dai nostri colpi.
Halo 3 - Immagine 3
Grazie alla funzione "cinema", possiamo rivedere i filmati delle nostre azioni ed essere registi di noi stessi. Spettacolare.
Halo 3 è più frenetico, più violento, più sincopato. Più bello. Non si poteva chiudere meglio, a patto però che siate dei fanatici della serie, lo ribadiamo. Si, perché al di là di una grafica che si tuffa in pieno nel mare next-gen con un motore tirato a lucido e tempestato da migliaia di effetti grafici e abbellimenti estetici, Halo 3 mostra lo stesso scheletro già ampiamente collaudato. Azione a 360°, utilizzo di veicoli/velivoli umani e alieni, armi a tutto spiano e soprattutto quella sapiente commistione di parti narrate e giocate che tanto hanno fatto il successo del brand. Certo, le novità non mancano ma sono da annoverare al “solo” rinfoltimento dell'arsenale del nostro Spartan, all'utilizzo di nuovi gadgets (più utili nel multiplayer che non nel singolo) e ad un approccio leggermente più aggressivo, ma anche tattico quando occorre, dei nemici di turno. Sia chiaro, gli aficionados porteranno a termine la campagna in una manciata di ore (circa 8, per l'esattezza), che potranno anche sembrare pochine ma non mancheranno di sicuro i momenti di pura esaltazione.

Senza volervi svelare troppo della trama, vi possiamo dire che così come anticipato dalla nostra estesa preview, Halo 3 inizia laddove finiva il secondo capitolo. Master Chief e l'ormai fedele Arbiter sono ancora una volta impegnati a fermare il diabolico piano dei Profeti e al contempo sono alla disperata ricerca di Cortana, che sarà uno dei punti cardine di tutta la trama del gioco. Antagonisti di turno saranno come sempre Covenant e Flood, ancora più famelici, armati di tutto punto e pronti a fermare la nostra trionfale avanzata. Al contrario di quanto visto nel secondo episodio, non verrà più concessa al giocatore la possibilità di impersona tanto Master Chief quanto L'Arbiter. E' lo Spartan geneticamente modificato la star indiscussa del gioco e tutti i riflettori sono puntati su di lui. Ne risente forse un po' la giocabilità che avanza verso la meta finale senza troppi scossoni o varianti di alcun genere, ma ne guadagna forse quell'immedesimazione nel personaggio che forse era mancato nell'episodio “mediano”.

Le (poche) novità apportate si rivelano comunque efficaci nei termini della giocabilità pura, con l'inserimento di armi quanto tattiche (come il laser), quanto più da “mischia”, come il martello Covenant che se utilizzato al momento giusto è in grado di liberarvi dalle attenzioni di numerosi nemici. Imponenti (quanto di facile abbattimento), alcuni boss di fine livello che a fronte di una impressionante imponenza poligonale e strutturale si rivelano i classici mostri grandi ma stupidi, dove basta premere il tasto giusto per buttarli giù in un attimo. In generale, però, la difficoltà di gioco è ben equilibrata e si alterna in fasi di carnage assoluta, dove riflessi e padronanza delle armi a disposizione sono necessarie, ad altre dove invece la sapiente arte del cecchinaggio porterà a casa risultati di gran lunga migliori. Tutte la vastissime aree (dieci in tutto) che compongono il mondo di Halo 3, possono essere raggiunte attraverso l'utilizzo dei classici veicoli (il Warthog su tutti, ma anche i Ghost alieni), a cui devono essere aggiunte le Mongoose, ovvero dei QUAD dalla futuristica forgia e i Brute Chopper, utili soprattutto per “stirare” ingenti quantità di avversari.
Halo 3 - Immagine 4
Gli effetti di luce (notare anche gli effetti particellari sullo sfondo), sono a dir poco eccellenti.
Halo 3 - Immagine 5
E via! Due Jackal sono andati! La palette utilizzata è come da tradizione al limite del fluorescente.
Halo 3 - Immagine 6
Covenant da tutte le parti, navicelle aliene che mi sparano addosso, i miei compagni di squadra non si vedono e si mette anche a piovere !?!?!
Com'era facile attendersi dall'ultimo saluto di Halo in versione FPS (è probabile che la saga continui sotto altre vesti), la confezione grafica che avvolge l'intera produzione Bungie è di primissimo ordine. Forti anche dell'appartenenza dello studio alla stessa Microsoft e di poter quindi entrare nelle più intime meccaniche della console, Bungie ha veramente fondo alle risorse tecniche dell'hardware Xbox. Quello che abbiamo sotto gli occhi è un titolo dalla cosmesi forse non impeccabile al 100% ma di sicuro impatto e soprattutto complementare al gameplay. Come sempre ritroviamo imponenti spazi aperti molto evocativi e ambienti più circoscritti, dove l'azione di gioco subisce brusche variazioni di ritmo, passando dallo smodato “carnage” ad una battaglia di trincea (ma sempre molto action, sia intesi) a tratti snervante. Sugli scudi, soprattutto, gli effetti luce e l'ampio utilizzo (mai troppo invasivo), degli effetti HDR (High Dynamic Range), che contribuiscono a dare agli ambienti di gioco un giusto tocco di realismo. Tutto questo ben di dio in termini grafici sono costati però piuttosto cari a Bungie, dal momento che in alcuni frangenti Halo 3 non si dimostra essere un mostro di fluidità. Ad una velocità media ancorata solitamente a 30 frame al secondo (che già di per sé non sono tantissimi), fanno da contraltare alcuni momenti di particolare criticità dove si avvertono fastidiosi rallentamenti che pur non intaccando la giocabilità generale del gioco, gettano qualche ombra sul lavoro di ottimizzazione svolto sul codice finale.

Laddove Halo recupera ampiamente i punti lasciati sul campo da un versante grafico buono ma non eccellente è sicuramente nel multiplayer, da sempre punto di forza dell'intera produzione. Al di là delle modalità di gioco più classiche (a cui dedicheremo a brevissimo uno speciale dedicato), ci ha favorevolmente colpito la possibilità di poter giocare sul Live la campagna in singolo in compagnia di altri tre giocatori. Un'esperienza di gioco appagante, forse un po' più caotica rispetto a quella vista in Gears of War ma ugualmente esaltante. Una modalità che rappresenta forse l'unico motivo per rigiocare l'avventura single player, dal momento che una volta portata a termine (in sette/otto ore di gioco), difficilmente potrà essere rigiocata. Prima di chiudere, un cenno alla colonna sonora, ancora una volta stupenda (anche se è sempre la stessa) e una bacchettata sulle mani e un giro dietro la lavagna a chi ha deciso di coinvolgere Linus all'interno di un progetto così importante e serio. Non ce ne voglia il patron di Radio Deejay, ma la sua prova non è stata certo esaltante, anche se a fargli buona compagnia nella colonna dei cattivi c'è il doppiatore di Master Chief stesso, che non regge assolutamente il confronto con il dirimpettaio americano. Peccato.

Siamo giunti anche noi al termine di questo viaggio, non prima di raccomandarvi di NON saltare i titoli di coda, perché il vero finale di Halo 3 sarà immediatamente dopo la lunghissima lista di chi ha preso parte a questo straordinario progetto. Salutiamo con un velo di malinconia Cortana, Master Chief e tutti coloro hanno fatto di questo “semplice” gioco, un fenomeno di costume che ha contribuito a portare i videogames ben oltre i confini fisici delle console. Addio John, ci mancherai.
Halo 3 - Immagine 8
Com'era facile intuire, gli occupanti del Wraith non sono esattamente d'accordo con il mio approccio "diretto"...
Halo 3 - Immagine 9
...ma alla fine ho avuto ragione io.
Halo 3 - Immagine 10
il Chopper è un ottimo mezzo per fare piazza pulita di un'ingente quantità di nemici da stirare amabilmente sotto le sue potenti ruote.
9,5
Halo 3 è la degna conclusione del viaggio intrapreso da Bungie nel lontano 2001. E come capitolo finale della trilogia è pregno dell'essenza stessa di un titolo che, piaccia o meno, ha portato veramente tanto all'interno di un genere che si è imposto all'interno di un mercato che gli era da sempre precluso. L'ultimo lavoro di Bungie non fa assolutamente niente per piacere ai non appassionati della serie, questo sia chiaro da subito. Se vi sono piaciuti i primi due capitoli, allora Halo 3 rappresenterà davvero il “botto” conclusivo. Se, al contrario, Master Chief & Co. non sono mai riusciti ad ammaliarvi, allora statene lontano. Halo 3 non fa per voi.
voto grafica8,5
voto sonoro8,5
voto gameplay9
voto durata9

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