Recensione Grand Theft Auto V

Salutate fidanzate, amici e parenti, il re dei free roaming è tornato!

Di Valerio De Vittorio (16 Settembre 2013)
Cinque anni di polemiche su GTA IV potrebbero essere nulla di fronte ad un quinto episodio ancora più controverso, brutale e disturbante. Ma la serie Rockstar a differenza di quanto vogliono farci crede i notiziari non è solo violenza gratuita. Il signore dei free-roaming è talmente tante cose da rappresentare un'esperienza videoludica a sé stante, che mescola con abilità magistrale una sceneggiatura curatissima, sequenze di gameplay mozzafiato e libertà d'azione più unica che rara. GTA V è tutto questo e ancora di più, rappresentando, ve lo diciamo subito, il capitolo meglio riuscito della serie.
Grand Theft Auto V - Immagine 1
Il sistema di controllo dietro il volante è stato rivisto, preparatevi a corse esaltanti!
Ci sono un pensionato, un gangsta ed uno psicopatico...
Michael, Franklin e Trevor sono il bizzarro trio di protagonisti di una vicenda che sa di Rockstar sin dal concitato prologo. Non vi sveleremo nulla di una trama che già da sola vale il prezzo del biglietto per Los Santos, grazie ad una sceneggiatura invidiabile, che setta nuovi standard con i suoi dialoghi sopra le righe, volgari, densi di un umorismo nero piacevolmente irritante. GTA V, come ci si poteva aspettare, non è un gioco per stomaci deboli. I personaggi che popolano la storia vissuta tra le strade di San Andreas sono folli e senza scrupoli. Hanno un'unica regola: sopravvivere. Lo sa bene Michael, ex-ladro di professione, che spera di ritirarsi per dedicarsi ai suoi amati film e alla sua famiglia che lo disprezza. Franklin lo imparerà strada facendo, mentre da stereotipato afroamericano gangsta cercherà di far carriera nel mondo del crimine, sperando nella nuova amicizia con Michael. E poi c'è Trevor. Uno psicopatico fatto e finito, che per certi versi rappresenta insieme il meglio ed il peggio di GTA V. Le sue azioni non sono sempre ben spiegate, la parte di sceneggiatura a lui dedicata a volte scricchiola, ed altre volte raggiunge i punti più alti.

Quello che riesce a fare in pieno è disturbare, mettendo il giocatore nei panni di una persona senza una coscienza. Instaurare una relazione con Trevor tramite il pad scatena delle emozioni difficili da descrivere, ma possiamo tranquillamente affermare che le azioni che vi costringerà a compiere faranno sembrare le vecchie polemiche sulla violenza nei videogiochi una barzelletta. GTA è sempre stato un prodotto controverso e d'altronde quando fai vestire al giocatore i panni di un criminale è difficile che non sia così. Eppure Rockstar va oltre e con questo capitolo supera nuovi limiti spingendo con forza sulla volgarità dei dialoghi, che fanno sembrare le chiacchierate tra veneti una conversazioni di due bambini dell'asilo.

Non sempre stemperare le situazioni con l'umorismo funziona purtroppo, sottolineando se ce ne fosse ancora bisogno come GTA V sia un titolo che, come potrebbe essere per un film di Tarantino, solo un adulto può capire ed apprezzare realmente. Micheal rappresenta il personaggio più interessante, meglio caratterizzato e tratteggiato dei tre. I suoi scatti d'ira vi faranno ridere di gusto, non ne dubitiamo. Al contrario Franklin ci è parso fin troppo stereotipato, e fino a metà avventura stenta a brillare di luce propria. Trevor come già detto è un po' un caso a parte e rappresenta un'occasione in parte mancata. Il suo essere psicopatico giustifica solo in parte quanto vedrete a schermo, risultando troppo spesso gratuito ed inutilmente provocatorio. La sensazione è che gli sceneggiatori abbiano voluto approfittare del personaggio per rompere nuovi taboo, dimenticandosi però a volte di intrattenere anche il giocatore che difficilmente troverà divertente certe sequenze. Non possiamo andare troppo oltre, purtroppo, nel descrivervi di cosa parliamo per non incappare in fastidiosi spoiler, ma aspettatevi il peggio.
A parte questo elemento che riteniamo una parziale caduta di stile, la trama di GTA V funziona egregiamente, risultando molto più organica e godibile rispetto a quanto visto nel diretto predecessore, grazie anche alla riuscitissima alchimia fra i tre protagonisti. Rimane la barriera linguistica, difficile a tratti da superare visto l'accento forte di alcuni personaggi ed il tipo di linguaggio utilizzato, e non sempre i sottotitoli aiutano. Chi ha giocato ai predecessori sa bene quanto sia difficile leggere e guidare allo stesso tempo. D'altro canto la qualità del doppiaggio in inglese è tale che sarebbe impossibile pensare ad una traduzione anche del parlato e la scelta di localizzare unicamente la parte scritta ci sembra ancora oggi la migliore.

Ben tornati a San Andreas
Il debutto in questa generazione per la serie ha portato con se un motore di gioco impressionante, non solo esteticamente ma soprattutto nella gestione della fisica. Ciò ha però anche costretto gli sviluppatori a pesanti rinunce, riducendo la mappa del titolo notevolmente rispetto a quanto fatto con San Andreas. GTA V in tal senso rappresenta un gradito ritorno ai fasti di un tempo, grazie ad un'estensione impressionante, che supera in quanto a chilometri quadrati i predecessori. Non pecca neanche in varietà, visto che l'area di gioco comprende la città vera e propria e la periferia agricola, con zone costiere, collinari e desertiche. Non mancano poi le cose da fare, e Los Santos ospita intrattenimenti di ogni genere, dalle gare in moto d'acqua al golf, passando per tennis, triathlon, yoga e quant'altro. Si potrà poi personalizzare i tre protagonisti, con abiti e capigliature e persino i mezzi.

Il titolo Rockstar, insomma, non deluderà i fan dei compiti accessori, ulteriormente arricchiti da una folta schiera di missioni secondarie chiamate Sconosciute e Folli, nome quanto mai azzeccato. Il perché vi lasciamo il piacere di scoprirlo giocando! L'esplorazione della mappa permette di scovare diversi segreti, zone dove poter ad esempio compiere delle acrobazie in macchina o di venire coinvolti in eventi casuali. Notevole il lavoro di restauro subito dalle fasi di guida, che partendo dall'iniezione di fisica calcolata in tempo reale effettuata nel precedente capitolo, garantisce ora un feeling al volante davvero eccezionale. Qualsiasi sia il mezzo controllato da uno dei tre protagonisti, le sensazioni pad alla mano sono al contempo credibili e piacevoli, con reazioni alle sollecitazioni profondamente diversificate ma mai frustranti. Sfrecciare a tutta velocità in mezzo al traffico è un piacere ben più governabile che in passato, così come mettersi al volante di un enorme camion fa sentire tutto il peso del rimorchio che si sta trascinando.
Grand Theft Auto V - Immagine 2
Ben tornati a Los Antos...
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Ecco Trevor, non proprio il fidanzato da presentare alla mamma
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La storia di Franklin è un po' troppo stereotipata, ma funziona e si incastra molto bene con quella degli altri due protagonisti
Mettere in scena la storia di tre personaggi non è servito a Rockstar solo come pretesto narrativo, ma implica delle conseguenze anche a livello di gameplay. Durante le fasi libere è possibile in ogni momento passare da uno all'altro, per occuparsi delle faccende personali che ognuno avrà. Che siano missioni legate alla trama o secondarie, queste saranno uniche per ogni personaggio, nonostante spesso si intreccino con le trame degli altri. Il conto in banca sarà unico per ognuno, così come i folli protagonisti saranno caratterizzati da un potere peculiare e statistiche fisiche differenti. Trevor è un mago del volo, mentre Michael è il più bravo con una pistola in mano e Franklin è un asso al volante. Un po' come accadeva in San Andreas, le caratteristiche fisiche possono essere migliorate, ad esempio facendo sport o prendendo lezioni di volo. Per quanto l'idea sia azzeccata e nelle missioni a tre impreziosisca la pianificazione assegnando ruoli adeguati alle capacità del trio, le conseguenze a livello di giocabilità sono poco evidenti. Inoltre nulla vieta di massimizzare ogni statistica rendendo di fatto i tre personaggi molto più simili. Rimane la skill peculiare di ognuno, ovvero una sorta di bullet-time attivabile però in occasione diversa a seconda del personaggio. Franklin potrà farne uso in macchina, Michael trasformarsi in un novello Max Payne attivandolo durante le sparatorie, mentre Trevor oltre a rallentare il tempo fucile a pompa alla mano, guadagnerà un boost nei danni inferti, scatenando tutta la sua follia.
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Nei panni di Franklin potrete portare a spasso Chop, il vostro cane
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La revisione del modello di guida coinvolge anche i velivoli, difficili al punto giusto da manovrare
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Il sistema di illuminazione è davvero notevole
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I colpi rappresentano una delle novità più interessanti di GTA V
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