Recensione Gauntlet: Slayer Edition

Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno
Forse non tutti sanno che, prima di Diablo (molto prima in realtà), ci fu Gauntlet: parliamo del 1985 e di quel coin-op Atari in cui si poteva impersonare il Barbaro, la Valchiria, il Mago o l'Elfo in un dungeon illimitato e zeppo di mostri, con la barra della vita che si riempiva inserendo gettoni – o monete – nell'apposito slot e con l'unico scopo di accumulare punti, simboleggiati dai tesori. Ovviamente, con uno schema del genere non è lecito parlare di “RPG”: si trattava infatti di un action-game “macina-gettoni” che gettò comunque le basi per altri giochi, come Golden Axe o lo stesso titolo Blizzard. Gauntlet fu anche uno dei primi giochi a presentare un Multiplayer cooperativo fino a 4 giocatori.
Gauntlet: Slayer Edition
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Quasi trent'anni dopo, Gauntlet è tornato ad opera di Arrowhead, prima su PC nel 2014 e adesso su PS4 in questa “Slayer Edition” che introduce anche qualche novità. Ovviamente il concept alla base non è più quello del coin-op dell'85, ma è interessante vedere come gli sviluppatori siano riusciti a mantenere lo spirito originale pur svecchiando il gameplay. La modalità principale di gioco è la Campagna, la quale consiste in una serie di livelli successivi, più alcuni altri opzionali, in cui gli eroi sono chiamati a cercare i tre frammenti di un potente artefatto, ovviamente custoditi da altrettanti boss.

La Campagna può essere giocata anche in Multiplayer fino a 4 giocatori, sia in locale sia online, ed all'inizio di ciascun livello sarà possibile scegliere l'eroe da impersonare tra i quattro succitati (a cui si aggiunge il Necromante via DLC) con l'unico limite che ciascun partecipante deve scegliere un diverso personaggio. Durante le missioni si accumulerà denaro che poi sarà possibile spendere per ottenere nuove armi, abilità speciali e reliquie: ciascun eroe ha un “portafogli” separato ma gli acquisti disponibili sono piuttosto limitati e di fatto tendono a modificare alcune sfumature del gameplay piuttosto che offrire un vero e proprio power-up.
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Ecco Morak, colui che ha creato il Gauntlet
Ogni eroe prevede un'impostazione di Gameplay differente: il Guerriero è forte e robusto e si getta nella mischia senza remore, mentre l'Elfo deve tenersi lontano e tempestarli di frecce; la Valchiria ha un'impostazione più equilibrata, soprattutto grazie alla possibilità di parare e respingere gli attacchi col suo scudo; il Mago, infine, può contare su ben 9 incantesimi (ottenuti combinando i 3 tasti azione), il ché lo rende un personaggio dalle molte sfaccettature ma anche più complesso da padroneggiare appieno.

Oltre agli attacchi di base, ciascun personaggio può utilizzare due abilità speciali, la prima delle quali è specifica della sua classe, legata ad un talismano (acquistando nuovi talismani si sbloccano dunque nuove abilità) e per essere utilizzata prevede l'uso di una pozione, risorsa decisamente limitata da reperire nel dungeon. La seconda abilità è invece legata alla reliquia equipaggiata e si ricarica col tempo: essendo l'elenco delle reliquie comune a tutti i personaggi, queste sono le uniche abilità universali.
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La Valkiria mostra con orgoglio la sua arma definitiva
Oltre alla Campagna, la Slayer Edition propone una modalità “Infinita”, in cui i giocatori si addentrano sempre più in un dungeon generato casualmente, con il solo scopo di accumulare tesori; a differenza della Campagna, però, non sarà possibile rigenerare o cambiare l'eroe tra un livello e l'altro, e questo porterà a spendere parte del bottino in curativi, pozioni o Monete Teschio. Queste ultime sostituiscono in un certo senso i gettoni del coin-op: quando un personaggio muore, può risorgere spendendo una Moneta Teschio, e solo all'esaurimento di queste si va incontro al game over.

Si tratta questa di un'ipotesi tutt'altro che remota in Gauntlet: fedele alla cultura “macina-gettoni” degli anni '80, e considerando l'impossibilità di curarsi indipendentemente – gli unici curativi sono tacchini e prosciutti sparsi in giro per il dungeon – il gioco tende infatti a non perdonare alcun errore o leggerezza da parte dei giocatori. Quando poi, nei livelli “Catacombe” (o nei multipli di 3 in Infinita) verrete anche inseguiti da “la Morte” che uccide col tocco ed è imbattibile, le cose si fanno ancora più complicate. Non sottovalutate dunque la possibilità di effettuare la prima Run a difficoltà “Facile” (su tre), anche se la possibilità di giocare in multiplayer aumenta notevolmente le possibilità di sopravvivenza ai ranghi superiori.
L'ultima modalità è il Colosseo: un'arena giornaliera, disponibile solo se si è connessi online, in cui i mostri arriveranno ad ondate. Superare una di queste arene è decisamente impegnativo, ma si viene premiati con una ingente quantità di denaro e con un mantello-ricordo. Tecnicamente Gauntlet: Slayer Edition non mira certamente ad essere un top-gamma ma offre una resa grafica onesta e fluida, ricca di effetti speciali; il campo visivo a volte può sembrare un po' troppo vasto e di conseguenza genera un po' di confusione nelle mischie, ma ciò è giustificato dalla necessità di avere abbastanza spazio di manovra in multiplayer. Buona la colonna sonora, con brani epici ben orchestrati: il gioco è doppiato in Inglese e sottotitolato in Italiano.

L'originale Gauntlet dell'85 fu una sorta di ponte tra gli shooter da sala e i picchiaduro a scorrimento, per poi portare fino agli Action-RPG: questa nuova incarnazione è fedele a tutti questi aspetti pur in una chiave certamente accattivante per il mercato odierno. C'è infatti azione, difficoltà, tracce di RPG; c'è soprattutto il multiplayer in 4 giocatori. Certo, non lo si può considerare un capolavoro, ma sicuramente un tributo onesto.
7
Gauntlet è un onesto tributo al grande classico del 1985, e in questa Slayer Edition, con l'introduzione della modalità infinita, rende ancora più omaggio allo spirito del coin-op. Per il resto, il gioco è piacevole, abbastanza difficile e veramente godibile in multiplayer, pur senza avere le pretese di farsi chiamare capolavoro. Discreto.
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Gauntlet: Slayer Edition

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