Recensione F-Zero: GP Legend

Stefano Guzzetti Di Stefano Guzzetti
F-Zero: GP Legend - Immagine 1
Più veloci della luce
In Giappone, si sa, la gente è un po' particolare e soprattutto maniacale; di ogni cosa ne producono gadgets in mille salse, colonne sonore, articoli in edizione limitata e quant'altro ancora. La Nintendo, inoltre, non fa eccezione e spesso e volentieri si cimenta in iniziative tra le più disparate pur di intraprendere qualche campagna di merchandising su qualcosa. Questa volta il turno è toccato al brand di F-Zero che ha fatto partorire dal nulla una serie di cartoni animati sulle vicende di Capitan Falcon e soci; vuoi perché stimolati dalla modalità storia in F-Zero GX, vuoi perché nella casa di Mario non sono nuovi a certe iniziative (chi ha detto Pokémon?), fatto sta che il cartone è stato messo in onda e con un conseguente e considerevole successo di ascolti. Ed ecco che allora viene a nascere l'esigenza di un prodotto nuovo di zecca dedicato a glorificare l'hype generato dal cartone, e quale piattaforma migliore se non il GBA per portare F-Zero nelle mani di tutti? Abbandonato il vecchio team che produsse F-Zero Maximum Velocity (e che ha partorito il mediocre Tube Slider) la Nintendo fa da sé e, rispettando un altro assioma (chi fa da sé fa per tre), sforna un titolo migliore del precedente, almeno per ciò che riguarda il profilo tecnico... ma andiamo per gradi e analizziamo ben bene la faccenda.
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Ah, il buon vecchio SNES...
Ad animare il motore di F-Zero Maximum Velocity è il famigerato Mode 7 già strausato ai tempi del Super Nintendo e usato per la prima volta proprio nel primo episodio di F-Zero nel lontano 1991; questo engine che genera un effetto di semi-tridimensionalità si presta bene al genere che F-Zero copre (non per niente fu usato anche per Super Mario Kart su Super Nintendo e per Mario Kart Super Circuit per Game Boy Advance) e, con la potenza del nuovo portatile della grande N, rende molto bene il senso di velocità (cosa che non avveniva nel lontano 1991 ai tempi del 16 bit). C'è inoltre da sottolineare che chi avrà stragiocato Maximum Velocity noterà subito la differenza di clock, è davvero impressionante. Non c'è che dire, sotto questo punto di vista la Nintendo ha fatto un ottimo lavoro. Ma... eh, già, c'è un ma... andiamo avanti please...

Ah, i bei vecchi giochi tosti di un tempo....
Ma, se da un lato grafico e di velocità, il nuovo episodio di Capitan Falcon fa la sua degna figura, è proprio sotto il profilo della sfida che le cose denotano una serie di lacune che è difficile lasciare passare, soprattutto calcolando quanto può venire a costare oggi un gioco nei negozi. In pratica gli opponenti sembra che abbiano dimenticato una parola: intelligenza. Non sono per niente difficili da battere e spesso e volentieri si arriva primi staccando il resto della ciurma (di bradipi) di parecchi secondi. Questo avviene almeno nei primi due livelli di difficoltà, il che rende perfettamente l'idea di quanto possa essere inutile un titolo come questo a un'utenza più o meno smaliziata.
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Il suono della cloche
Per quanto riguarda i controlli la Nintendo ha lasciato tutto inalterato sin dai tempi del Super Nintendo, ovvero: i tasti A e B per accellerare (Accellerate) e frenare (Brake) e i dorsali per i turbo freni laterali. Nulla di nuovo quindi, ma la formula è azzeccatissima e sarebbe un vero peccato abbandonarla. Si consiglia, comunque, l'utilizzo di un Game Boy Advance primo modello piuttosto che di un SP per il semplice fatto che a seconda del tragitto che si sta percorrendo si ha bisogno di avere le mani più o meno distese piuttosto che contratte nel mantenere Sua NON-Ergonomicità il GBA Sp. Da un punto di vista sonoro è abitudine non aspettarsi miracoli da un GBA (a meno che non si parli di rpg stile Square o Golden Sun ecc) e anche questo nuovo episodio di F-Zero non fa eccezione. Vecchi brani remixati insieme a nuove tracce andranno a costituire un commento sonoro che in linea di massima non farà gridare al miracolo né tanto meno ci lascerà melodie in testa da fischiettare (stile Luigi's Mansion per intenederci).

E la storia continua....
La vera novità di F-Zero GP Legend, che alla fin fine è un gioco pressoché identico al precedente se non per alcune migliorie tecniche, consiste nella modalità storia e nella presenza di varie missioni da superare per poter andare avanti nella succitata modalità. Una squisita aggiunta quindi che va a portare un pelino più in avanti il discorso della longevità già di per se, comunque, abbastanza alta (a patto che ci si appassioni al genere e si vogliano prendere tutti i trofei del gioco). La sensazione che rimane è che Nintendo abbia cercato di fare un paio di cose contemporaneamente: continuare a perpetuare lo spirito di F-Zero GX anche sul portatile, sfruttare ulteriormente l'hype di un cartone dal successo inaspettato (e che da noi non è mai andato in onda), cercare di dare nuova linfa a un brand ormai vetusto e forse stanco di vivere. Forse in queste cose è riuscita un po' in ognuna, o forse in nessuna, fatto sta che tra le mani ci rimane un buon racer ben realizzato e nulla più.
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7
Dopo le alte aspettative nel vedere un brand ormai vetusto rinnovarsi un po' ci troviamo, invece, di fronte al solito F-Zero, più veloce, più definito, ma pur sempre il solito F-Zero.
voto grafica8
voto sonoro7
voto gameplay7
voto durata8
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F-Zero: GP Legend

Disponibile per: Game Boy , Wii U
F-Zero: GP Legend Game Boy Cover
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