Recensione Dragon Quest VII: Frammenti di un mondo Dimenticato

Di Valerio De Vittorio
Square Enix ci propone un vero tuffo nel passato, perfetto per i nostalgici di un modo di fare JRPG legato ad un'era videoludica lontana. Decine e decine di ore di gameplay che rinverdiscono l'ultimo capitolo della saga ancora inedito in Europa, rifatto completamente nella grafica e "asciugato" nei titanici e a tratti esageratamente verbosi contenuti. Dopo avervi raccontato solo pochi giorni fa della nostra prova in compagnia dell'atteso Dragon Quest VII, eccoci pronti a darvi il nostro verdetto.

Tre eroi di un futuro passato

Dragon Quest VII ci racconta la storia di tre giovani che vivono su di un isola, unica terra emersa di tutto il pianeta, che per il resto è coperto d'acqua, o almeno così si narra. I nostri non ci vogliono credere e fanno di tutto per scoprire la verità, finché un giorno entrano in contatto con una bizzarra entità, la quale gli svela che recuperando delle tavole magiche potranno viaggiare nel tempo e nello spazio ed è proprio da qui che parte la nostra avventura. La prima vera missione, infatti, ci porterà in un villaggio, dove tutte le donne sono improvvisamente scomparse. Aiutando la popolazione di questo triste paesino, troveremo il modo di tornare al presente e alla nostra isola, con però una novità.
Dragon Quest VII: Frammenti di un mondo Dimenticato
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Il suddetto villaggio farà la sua apparizione anche nel nostro spazio temporale, emergendo dall'acqua. In pratica la storia ci porterà a rivisitare tutta una serie di location colpite dalle più disparate sfortune. Risolvendo la situazione, garantiremo loro un futuro.La meccanica di gioco è strettamente legata al titolo, Frammenti di un Mondo Dimenticato. Con le tavole che i protagonisti trovano, viaggiano nel passato per risolvere problemi di alcuni luoghi del mondo. Salvandoli gli si da un nuovo futuro, così che compariranno nel presente. Pur non essendo pensata in origine per una console portatile, questa struttura si sposa benissimo con il 3DS. Ci ritroveremo così a muoverci tra diversi piani temporali, conoscendo persone e combattendo creature di ogni genere, per decine e decine di ore.
La traduzione italiana è davvero eccezionale!

Dragon Quest VII è uno dei JRPG più lunghi della storia. L'originale infatti vanta circa 200 ore di gameplay! Quando l'allora ancora solo Enix si ritrovò a lavorare per la prima volta su Playstation, con a disposizione un intero CD-ROM da riempire, questa decise infatti di sbizzarrirsi. Piuttosto che tentare di evolvere la serie verso il 3D, come avvenne ad esempio con Final Fantasy VII, sfruttò lo spazio a disposizione per infarcirlo di contenuti, creando una trama lunghissima, densa di cose da fare. Durante la progettazione di questo remake per 3DS, invece, si è optato per un motore grafico poligonale, con rendering in cel-shading per portare al meglio sul piccolo schermo della portatile Nintendo, lo stile animato di Toriyama, e ve lo diciamo da subito, il risultato è ottimo.

Non solo, tante ore di gameplay comportavano anche moltissimi tempi morti, ridotti e tagliati qua e là, per rendere l'esperienza ben più intrigante. Pensate che in origine prima di incontrare il primo combattimento passavano almeno 5 ore, ora dopo un paio starete già menando le mani. Grazie al lavoro di revisione, possiamo dire che nonostante un ritmo sicuramente non molto incalzante, l'avventura scorre via fluida, regalando momenti molto divertenti e altri toccanti, il tutto frutto anche di un adattamento in italiano davvero eccezionale, scritto e curato come ci capita raramente di vedere.

Abbasso la modernità

Anche il gameplay ha subito alcune importanti modifiche. Si fa notare infatti da subito l'eliminazione quasi totale degli scontri casuali, visto che ora i mostri sono ben visibili sulla mappa, fatta eccezione per le fasi in nave, uniche che fanno ancora uso della vecchia meccanica. Il sistema di combattimento richiama invece l'originale, che mostrava solo i mostri in una schermata statica e praticamente nessuna animazione. Ora, grazie anche all'engine tridimensionale, la telecamera si può muovere e mostrare il nostro party, così come abbellire la scena con animazioni ed effetti assortiti.

I nostri compagni di squadra possono essere controllati direttamente durante il nostro turno, oppure affidare alla CPU le loro mosse, scegliendo un comportamento da tenere. Il titolo non offre spunti particolarmente originali sul fronte del battle system, fedele alla tradizione, ma mette sul piatto una grande profondità tattica e tantissime classi, una cinquantina comprese le imitazioni dei mostri, con cui personalizzare i propri personaggi. Tra l'altro, la scelta della specializzazione si riflette anche sull'estetica, un'altra novità per il titolo. Con ore di gameplay sulle spalle possiamo dire che il tutto funziona egregiamente, sebbene possa risultare un po' articolato da gestire per i meno avvezzi a questo livello di profondità.
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Spariscono questi del tutto i combattimenti casuali, fortunatamente
Tante possibilità di scelta, infatti, può rendere il tutto piuttosto dispersivo. Fortunatamente il grinding è stato pesantemente ridimensionato, più che altro per via di un livello di difficoltà sensibilmente ridotto, soprattutto nelle fasi iniziali, tanto che i primi combattimenti saranno facilmente gestibili in automatico.Altre novità di questa versione sono i riassunti che ci riepilogano la trama, così da non perdere il filo, e i fragment detector, che ci aiutano nell'esplorazione, segnalandoci la vicinanza di una tavola magica. Un dettaglio non da poco, se si pensa alla vastità delle mappe. Alcuni di questi sono tra l'altro inediti e sbloccano dei dungeon speciali, pensati per i giocatori più esperti, i quali possono affinare la propria tecnica sfidando mostri più potenti, alcuni provenienti da altri capitoli della saga.
Dragon Quest VII è un JRPG indispensabile per gli amanti del genere
Non solo livelleremo i nostri personaggi, ma i nemici stessi, che tramite StreetPass potremo poi decidere di inviare ai nostri amici per sfidarli. Un'ottima maniera di incentivare a riprendere in mano il gioco anche dopo l'end-game.Non è invece stata toccata per nulla la gestione dell'inventario, macchinosa all'inverosimile, in pieno stile Dungeon & Dragons, vera fonte di ispirazione per la saga originale. Ogni personaggi ha infatti il proprio, ai quali si somma l'inventario comune. Perché i membri del party possano utilizzare un particolare item, questo dev'essere prima spostato nel suo zaino, procedura a dir poco tediosa.
Eppure è un marchio di fabbrica della serie e gli sviluppatori non hanno voluto metterci mano, perché "ai fan piace così". Sarà che ci siamo abituati troppo bene con serie di JRPG più moderne, ma abbiamo trovato questa scelta scomoda, resa tra l'altro ancora più antipatica da menu poco eleganti ed arcaici. Magari si sarebbe potuto parzialmente migliorare la situazione sfruttando il touch del 3DS, che è invece stato completamente ignorato. In generale, Dragon Quest VII, forse anche perché è un semplice remake, non stravolge una formula arcaica, caratteristica che farà piacere ai fan dei JRPG più vecchio stile, ma rende il titolo poco potabile per una fetta d'utenza meno avvezza a certi usi e costumi.

Toriyama experience!

L'esperienza ludica offerta da Dragon Quest VII è solida, corposissima e godibile, sebbene come vi abbiamo illustrato, fortemente legata alla tradizione. Non abbiamo davvero appunti da fare agli sviluppatori sul fronte tecnico, invece. Il motore grafico tridimensionale, grazie ad un azzeccato cel shading, riesce ad esaltare il character design di Akira Toriyama, come e più dell'originale. Personaggi curati e fondali coloratissimi rendono l'aspetto estetico del gioco davvero riuscito, e la telecamera liberamente "ruotabile" permette di goderne al meglio. Nulla da eccepire nemmeno sul sonoro, fatto di musiche orchestrali, purtroppo non registrate in studio, ma renderizzate comunque ottimamente la chip audio di 3DS. Non esistono dialoghi, e tutto il parlato è scritto, tradotto come vi abbiamo già detto, in un italiano davvero eccellente. Lo ribadiamo, la scrittura di livello altissimo è uno dei punti forti di questo titolo, che riesce ad intrattenere anche grazie a dialoghi piacevoli e situazioni memorabili.
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I menu avrebbero sicuramente meritato una revisione e svecchiamento maggiore
8,5
Se siete appassionati della saga o del genere, Dragon Quest VII non vi deluderà. Il gameplay è a volte macchinoso e "vecchio", ma fa parte del suo fascino, e grazie ad un intelligente lavoro di sintesi, il titolo è decisamente più scorrevole e piacevole da giocare. Il livello di difficoltà avrebbe potuto essere tarato un po' più in alto, ma la profondità del battle system e le innumerevoli cosa da fare che Dragon Quest VII offre vi terranno impegnati senza annoiarvi per ore. Un plauso alla traduzione italiana, di altissimo livello, ed in generale alla sceneggiatura, scritta e curata come ci capita di vedere solo di rado. Non avrà i modernismi dello splendido Bravely Default e seguito, né il suo gusto estetico, ma Dragon Quest VII è un eccellente JRPG dedicato ai fan, da giocare.

Dragon Quest VII: Frammenti di un mondo Dimenticato

Dragon Quest VII: Frammenti di un mondo Dimenticato 3DS Cover
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