Recensione Call of Duty: Black Ops

Dopo una lunghissima attesa, siamo riusciti a mettere mano sull'ultima fatica di Treyarch
Roberto VicarioDi Roberto Vicario (9 Novembre 2010)
Chi di voi è a conoscenza delle dinamiche di questo ambiente e bazzica nel mondo dei videogiochi da un po' di tempo, conoscerà sicuramente il ruolo che ha ricoperto Treyarch nel corso di questi ultimi anni. Essere il secondo team arruolato per sviluppare il brand di Call Of Duty - uno dei più redditizi nella storia dei settore video ludico -  li ha sempre lasciati piuttosto in disparte, vivendo perennemente sotto l'immensa ombra di Infinity Ward. Dopo il terremoto successo in Infinity, e la loro quasi chiusura, Treyarch si è trovata a diventare il team principale e sulla quale Activision ha riposto oltre che tutte le sue speranze anche le sue risorse. Si arriva cosi a quello che oggi è Call Of Duty: Black Ops. Il titolo lascia finalmente quell'inutile fardello della seconda guerra mondiale che ormai non aveva più di nulla da raccontare in termini di novità o innovazione. Allo stesso tempo però, sapientemente, non entra in diretta competizione con il brand Modern Warfare, portandoci in un periodo storico di indubbio fascino ovvero quello della guerra fredda e del conflitto in Vietnam.
Call of Duty: Black Ops - Immagine 1
Call of Duty: Black Ops - Immagine 2
Call of Duty: Black Ops - Immagine 3
La storia copre un lasso di tempo che va dal 1961 con la tentata invasione di Cuba nella famosa operazione “baia dei porci”,  al 1968 ovvero nella fase più calda della guerra fredda. Il protagonista nel quale dovremo immedesimarci è il soldato speciale Alex Mason, appartenente ad un gruppo dell'esercito americano specializzato in operazioni segrete. Il gioco inizia in una maniera decisamente atipica: ci troviamo infatti legati ad una sedia con tanti televisori davanti a noi sulla quale scorre una sequenza di numeri di cui non si  conosce il significato. Non faticheremo subito a capire che siamo sotto interrogatorio e che tutto l'impianto narrativo del gioco sarà strutturato basandoci sui nostri flashback. I posti che visiteremo nel corso dell'avventura spaziano per l'intero globo: US, URSS, Laos, Vietnam, Kowloon e molte altri. Quello che colpisce fin dall'inizio è l'accuratezza della ricostruzione storica. Senza entrare troppo nei particolari, per non rovinarvi i vari colpi di scena che la trama saprà regalare, possiamo tranquillamente affermare che pur trattandosi di pura fanta politica, il mondo in cui saremo immersi sarà contornato da figure storiche realmente esistite che aggiungo quel tocco di realtà che di sicuro non guasta. Verso l'inizio del gioco, ad esempio, visiteremo il pentagono i cui interni sono stati realizzati sulla base delle reali cianografie dell'epoca.

Come detto poco sopra, la trama è scritta molto bene, rendendo black ops per certi versi ancora più cinematografico di quello che sono stati i vecchi Call Of duty. Pur trattandosi di un titolo action a tutti gli effetti, il writer di Treyarch - con il quale abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro battute - è riuscito ad inserire degli elementi da thriller psicologico con un finale davvero a sorpresa. Quello che più fa piacere inoltre è che la trama funziona. Per tutta la durata della campagna single player non ci sarà mai un momento in cui percepiremo un calo di ritmo. La tensione rimarrà sempre alle stelle, con continui colpi di scena che ci spingeranno sempre più al limite. Il nemico pubblico di turno questa volta sarà Nikita Dragovich, un veterano dell'armata rossa che tradendo il suo paese è entrato in possesso di un arma biochimica dagli effetti devastanti chiamata “Nova Six” ,  sviluppata da uno scienziato pazzo di nome Steiner, al soldo del terzo reich durante il secondo conflitto mondiale. Come sempre accade in questo genere di giochi saremo incaricati di debellare questa incombente minaccia che mette in pericolo tutta la popolazione statunitense. Questa la linea guida del gioco, ma vi assicuriamo che sarà solo la base su cui si svilupperanno svariati colpi di scena, che lasciamo a voi il piacere di scoprire.

UOMINI IN GUERRA

Esaurita la descrizione del background storico, andiamo ad analizzare il gioco sotto il profilo prettamente più tecnico. Anche qui siamo rimasti estremamente soddisfatti del lavoro svolto dagli sviluppatori. In particolare il level design si assesta su livelli di assoluta eccellenza. Pur rimanendo sempre costretto all'interno di una strada predefinita, per via dei vari script che sono inseriti nella storia, il gioco cerca di offrire approcci diversi al livello; dovremo sempre muoverci da un punto A ad un punto B ma questa volta potremo farlo scegliendo strade diverse. Inoltre tutto sembra essere sempre al posto giusto: casse, barili, trincee e via discorrendo non saranno mai messe li per caso e tutto potrà tornare utile sia per creare dei diversivi oppure semplicemente per ripararci dal fuoco nemico. Apprezzabile anche lo sforzo di cercare di rendere un po' più interattivo quello che ci circonda. Anche se molto lavoro va ancora fatto sotto questo punto di vista, ci sono molti più oggetti distruggibili,  dando un senso positivo di confusione all'interno del livello e rendendo leggermente più reale la sparatoria. Come se non bastasse, lo scontro risulterà sempre molto vario grazie all'enorme quantitativo di armi che si potranno recuperare sul campo.

Oltre  a modelli diversi, ci saranno un sacco di varianti della stessa arma, con ottiche e accessori sempre diversi. La resa grafica sia del nostro arsenale che dei livelli di gioco riesce a superare quanto visto in modern warfare 2. I modelli poligonali dei nostri compagni e dei nemici si attesta su livelli altissimi con texture molto definite e un espressività facciale mai vista cosi sviluppata in un titolo della serie. La varietà dei livelli aiuta ancora di più ad apprezzare il lavoro svolto dai grafici. Passando da foreste rigogliose, a piovosi villaggi costruiti su palafitte fino ad arrivare a luoghi che hanno fatto la storia come Cuba, Kowloon o Hue City, affronteremo battaglie all'interno di contesti sempre molto affascinanti. Come se non bastasse gli effetti particellari e le esplosioni in particolar modo rendevo visivamente in maniera molto realistica.  Ad appoggio dell'ottimo livello grafico raggiunto dal titolo, c'è un comparto audio di assoluto spessore. Per quanto ancora leggermente inferiore a quello che si è visto in Bad Company 2, la campionatura dei rumori delle armi è molto migliorata. La versione da noi testata ci proponeva il doppiaggio in lingua inglese, anch'esso ottimamente realizzato con le voci dei vari personaggi molto credibili, come ciliegina sulla torta, il cameo del grande Gary Oldman. D'impatto invece la colonna sonora che ci accompagnerà per il corso di tutta la nostra avventura con temi sempre in pieno stile kolossal ma mai superflui o staccati dal contesto. Apprezzabile anche l'inserimento di alcune tracce dei Rolling Stone che durante la missione in Vietnam, per chi è appassionato di film di guerra, strapperà più di un sorriso di compiacimento.
Call of Duty: Black Ops - Immagine 4
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Call of Duty: Black Ops - Immagine 6
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Call of Duty: Black Ops

Disponibile per: PS3, Xbox 360 , PC
Call of Duty: Black Ops Xbox 360 Cover
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