Bit.Trip Saga - Recensione

L'incredibile viaggio di Commander Video nel mondo dei cubettoni.

Di Massimiliano Pacchiano
Nata in ambito WiiWare, la serie Bit.Trip si è sempre distinta per l'estetica minimale ed il gameplay essenziale, il tutto accompagnato da una serie di tracce musicali davvero valide realizzate da musicisti specializzati in chiptunes. Tale tecnica, per chi non lo sapesse consiste nel realizzare tracce audio utilizzando strumenti arcaici tipici della tecnologia ad 8bit come vecchi processori audio (tra cui spicca il mitico SID 6581 del Commodore 64), tramite editor esadecimali o moderni sequencer con moduli e strumenti appositi. Questo stile, nato sui vecchi home computer per necessità (la potenza era quella che era) col tempo è diventato un vero e proprio genere musicale ed una moda, tanto che nella moderna discografia mainstream parecchi producer utilizzano strumenti e samples “rubati” proprio alla scena chiptune (emblematico fu lo scandalo di Timbaland che rubò un'intera traccia all'artista/scener finlandese Janne Suni, in arte Tempest).
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Bit.Trip è in sostanza un vero atto di amore nei confronti del videogioco pioneristico e del suo stile audiovisivo essenziale; i rimandi ai classici dell'Atari 2600 sono evidenti, tanto nella “Pixelart” proposta quanto nella palette di colori. Questa raccolta comprende tutti e sei i titoli della serie finora usciti, che illustrano un fantastico viaggio di Commander Video (la mascotte del gioco) attraverso una serie di dimensioni digitali atte a ripercorrere l'evoluzione (e l'involuzione) del media videoludico, sebbene in chiave rhythm game. Iniziamo infatti con Bit.Trip Beat, titolo che ci vede impegnati a muovere una racchetta (o meglio, bacchetta) per respingere cubettosissime palline a tempo di musica: la citazione verso Pong, Breakout e similari è evidente, così come il riferimento all'evoluzione della tecnologia legata al videogioco. Infatti se andremo male la grafica perderà colori e dettaglio, mentre la musica diverrà più spartana; al contrario, se giocheremo bene (oltre ad aumentare il punteggio in maniera esponenziale) il suono diverrà più ricco e corposo mentre il gioco sconfinerà nella terza dimensione grazie a fondali poligonali, che pur ricalcando l'estetica cubettosa dei vecchi giochi, lo faranno in maniera nuova e sorprendente. Oltre al già citato Beat abbiamo rispettivamente:
Bit.Trip Core, forse il più complesso, in cui dovremo sparare in quattro direzioni per distruggere i puntini danzanti mentre i fondali ci mostrano un suggestivo viaggio poligonale.
Bit.Trip Void, dove nei panni di un buco nero dalle dimensioni variabili dovremo accumulare i puntini neri che si avvicinano per poi convertirli in punti, mentre sarà opportuno evitare quelli bianchi.
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Bit.Trip Runner (forse il più apprezzato della serie) fa il verso a Pitfall ed a Tomena Sanner, dove finalmente impersoneremo un Commader Video antropomorfo intento a superare tutta una serie di ostacoli poligonali e non, saltando, abbassandosi, colpendo e facendo altre azioni sempre più intricate. Gli ultimi due giochi sono Bit.Trip Fate, in cui la nostra mascotte cubettosa volerà su un binario sospeso mentre noi lo proteggeremo sparando e spostandolo, ed infine Bit.Trip Flux, dove torneremo alle origini con le stesse meccaniche del primo gioco, Beat, ma con diverse sorprese come i boss e lo svolgimento particolare.
Questi sei giochi tracciano un percorso non solo stilistico ma anche di contenuto, percorrendo l'evoluzione del gioco pioneristico ed offrendo anche un messaggio di rinascita e ritorno alle origini, alle cose che magari oggigiorno si sono perse per strada. Azione arcade e meccaniche rhythm si fondono per dar vita ad un'esperienza unica.

Passiamo alle vera novità di questa versione 3DS, ovvero la rappresentazione tridimensionale ed i controlli riadattati. Riguardo questi ultimi, ovviamente variano di capitolo in capitolo, in quanto già in origine su Wii il sistema di controllo cambiava sensibilmente di gioco in gioco. In particolare, il primo BT Beat sfruttava il motion control per il movimento della racchetta: inclinando il wiimote si otteneva un controllo preciso e veloce del movimento. In questa versione 3DS abbiamo due alternative: una è il bottone analogico (veloce ma poco preciso, tanto che giocare con esso è decisamente ostico) e lo schermo touch, grazie al quale è possibile non solo effettuare dei movimenti molto rapidi e precisissimi, ma è possibile persino fare il “salto della quaglia” toccando più in alto a in basso della posizione corrente, facendo quindi “teletrasportare” la racchetta. Beat e Flux quindi si controllano meglio dell'edizione Wii, ma purtroppo gli altri quattro titoli intermedi non sono altrettanto comodi: la croce direzionale ed i pulsanti del 3DS sono certamente migliori per qualità costruttiva, ma anche più “duri” e scomodi da utilizzare in un contesto che richiede input così rigorosi, precisi e rapidi come la serie Bit.Trip. Allo stesso modo l'analogico funziona bene solo in Void, risultando deleterio sia in Fate che nei già citati titoli di apertura e chiusura della serie.
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Passiamo infine alla grafica, e quindi all'implementazione dell'effetto 3D. Purtroppo quella che doveva essere la caratteristica distintiva di questa riedizione portatile è tutt'altro che esaltante. L'effetto 3D stereoscopico si limita in larga parte a mettere in rilievo l'area di gioco, mentre il resto del fondale si trova in fondo alla scena. La profondità quindi appare molto fittizia e quando sullo sfondo passano oggetti poligonali, la cosa è piuttosto evidente vista la presenza di oggetti decisamente piatti. Tale pecca risalta soprattutto in Bit.Trip Runner, dove il gioco è interamente poligonale (pavimento prospettico compreso), ma l'effetto 3D scadente fa sembrare il tutto assolutamente piatto, come un diorama con una serie di cartoncini animati che scorrono. Una vera delusione che ci fa rimpiangere l'edizione Wii, ovvero Bit.Trip Complete, che non ha il 3D ed i comandi riadattati ma comprende tanti livelli extra e persino il meglio della colonna sonora su un CD audio a parte.

7.5
La serie Bit.Trip è estremamente pregevole sia da un punto di vista stilistico che per il gameplay: un sestetto di giochi che fanno del minimalismo estetico e contenutistico una forma d'arte. Ma vi consigliamo di sperimentare questi titoli sulla piattaforma originale, ovvero il Wii, perché questa raccolta su 3DS ci offre dei nuovi controlli leggermente inferiori agli originali ed un effetto 3D decisamente blando e mal realizzato; inoltre mancano le corpose aggiunte dell'edizione Complete disponibile su Wii, come i livelli extra e la soundtrack su disco. Se volete proprio impersonare Commander Video anche a spasso può essere un buon acquisto, ma noi continuiamo a preferire i cubettoni, i blip e la trascendenza tecnoludica di Bit.Trip solo sulla piattaforma originale.
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Bit.Trip Saga

  • Piattaforma: 3DS
  • Produzione: Rising Star Games
  • Sviluppo: Gaijin Entertainment
  • Distribuzione: Shardan
  • Genere: Rhythm Game
  • PEGI: +12
  • Uscita italiana: Maggio 2012
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