Recensione Berserk and the Band of the Hawk

Kentaro Miura vs Musou
Simone Rampazzi Di Simone Rampazzi

Quando si comincia a parlare di Berserk in una stanza, da qualche parte del mondo un amante dei manga percepisce un tremito nella forza, quasi della stessa potenza del proverbiale “uragano scaturito dal battito d’ali di una farfalla”. La storia dietro al manga disegnato da Kentaro Miura ha riscosso un incredibile successo planetario, che ha visto la sua epoca d’oro negli italiani anni ’90, quando la Planet Manga ne pubblicò le storie traducendole in lingua nostrana.

Potremmo disquisire ore ed ore sulle controversie legate al manga (nulla vieta di farlo nei commenti), ma in questo articolo ci concentreremo sul sodalizio avvenuto tra l’opera fumettistica e lo stile videoludico musou, sviluppato da Omega Force in collaborazione con la onnipresente Koei Tecmo.

Berserk and the Band of the Hawk
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Era un Oggetto troppo Grande per chiamarlo Spada. 

La narrazione del gioco su Berserk tallona l’iter seguito nel manga, lasciando temporaneamente in disparte la presentazione del Guerriero Nero (periodo Barone e Conte) per far conoscere sin da subito, al giocatore, la Squadra dei Falchi ed i suoi membri principali. Si parte dunque dalla prima battaglia di Gatsu come mercenario, nel quale viene sconfitto Bazooso, e si continua evento dopo evento, fino alla partenza di Gatsu (ed il suo nuovo gruppo) per l’isola degli elfi.

I capitoli affrontati, dunque, vengono trasformati per l’occasione in livelli strutturati nello stile del musou, dove il nostro alter ego è costretto a destreggiarsi in un’arena, piena zeppa di nemici, cercando di portare a termine determinati obbiettivi. Oltre a farvi completare la missione con successo, alcuni dei sopracitati sbloccheranno dei particolari Bejilit Dorati, utili a comporre dei puzzle che rappresentano alcune scene madre tratte dalla storia.

Berserk and the Band of the Hawk - Immagine 1

Andando avanti sarà possibile sbloccare alcuni personaggi legati alla storia, che potranno in seguito essere utilizzati nelle modalità Free Mode ed Endless Eclipse, di cui parleremo più avanti nel nostro articolo. È per questa ragione che vi consigliamo, oggettivamente, di completare prima di tutto la Story Mode, così che almeno vi troverete in mano un personaggio livellato almeno al 60, con annessi e connessi diverse tipologie di oggetti potenziati che vi saranno molto utili nelle altre modalità.

Restando in tema di gameplay, il vostro alter ego può accedere ad un moveset abbastanza variegato che alterna attacchi leggeri, a quelli potenti, in un sistema di combo gestito dai tasti Quadrato e Triangolo. Diversificare saggiamente le mosse a disposizione vi viene incontro soprattutto a difficoltà più elevate, dove i nemici possono vantare un discreto quantitativo di vita, coadiuvato peraltro da parate e resistenza ai colpi che rendono il combattimento più ostico, nonché più duraturo.

Al fine di poter gestire meglio questi scontri, il sistema vi permette di attingere ad un indicatore di furia, posto al di sotto della vita, che serve appunto ad entrare in uno stato di berserk (mediante la pressione del tasto Cerchio) dove i danni e la resistenza fisica vengono massimizzati. Una volta riempita un’ulteriore barra, mentre si è in furia, potrete effettuare una mossa finale che spazzerà via tutto ciò che avete di fronte. Ogni qualvolta caricherete la barra furia, questa assumerà più potere, arrivando ad un livello massimo utile a sbloccare mosse ancora più forti. Nel caso di Gatsu, personaggio che vi consigliamo di adoperare per la maggior parte delle modalità, potrete richiamare tramite il tasto R2 il potere dell’Armatura del Berserker, che vi trasformerà in una vera e propria macchina da guerra.

Tranquilli, non avrete sempre bisogno di Shilke per tornare alla normalità!

Entra in Scena come un Lampo! Risolve ogni Problema… è Super-Pak!

Oltre al combattimento fisico, con ira del berserker annessa, fanno capolino nel gioco anche dei power up molto utili, che vi semplificheranno non di poco la vita all’interno dei campi di battaglia. Ogni personaggio che utilizzerete nel gioco ha una sua scheda con diversi punteggi caratteristica (Vita, Attacco, Difesa, etc), i quali possono essere implementati grazie all’utilizzo di alcuni oggetti droppati dopo ogni missione. Tali oggetti, rappresentati come anelli, talismani o monili, possono a loro volta essere migliorati, grazie all’utilizzo di alcune pietre preziose dal fabbro, oppure essere addirittura fusi tra loro, scambiandone i modificatori.

In questo modo è possibile potenziare un personaggio con diverse caratteristiche, che non vanno solamente a braccetto con i parametri principali, ma tendono anche migliorare velocità, tecnica, fortuna e molto altro ancora.

I miglioramenti passivi lasciano spazio anche ad altre due tipologie di oggetti, che vengono richiamati attivamente durante lo scontro mediante la pressione del tasto R1. I primi, unici per ogni personaggio, possono essere ad esempio il cannone o la balestra a ripetizione di Gatsu, mentre i secondi si suddividono in incrementi di attacco e difesa, oppure ripristino di vita e furia. Ognuno di questi oggetti ha anche un diverso livello (bronzo, argento e oro) che ne determina l’effetto in una scala di potere progressiva.

Ammettiamo che, soprattutto con Gatsu, ci siamo trovati molto spesso nella situazione di utilizzare a go-go le granate, utilissime per provocare effetti di stun ai mini-boss, così da affettare i nostri avversari senza troppe preoccupazioni. Niente a che vedere con i boss veri e propri, sia ben chiaro, visto che quelli dovrete buttarli giù con le vostre uniche forze.

Il mio Motto è: Divertirsi e ... ALT!

Una volta completata la storia principale, molto lunga di per sé questo va ammesso, avrete quindi la possibilità di affrontare al meglio le altre due, ovvero la Free e la Endless Eclipse. La prima l’abbiamo trovata molto fine a sé stessa, considerato che vi fa solamente affrontare le missioni della storia con un personaggio diverso dal principale, mentre la seconda è forse la perfetta antagonista di chi vuole andare più a fondo, pronto a voler sbloccare tutti gli extra che il gioco ha da offrire.

In una ladder di un centinaio di livelli, questa eclisse infinita tende a farvi scendere fino nel profondo di questa dimensione demoniaca, dandovi la possibilità di sbloccare diversi oggetti e/o costumi a seconda del livello che raggiungerete. Ogni personaggio ha diversi elementi sbloccabili unici, fattore che regala al giocatore una discreta longevità, soprattutto quando la si lega a doppio filo con una difficoltà più elevata, che da normale sale a Difficile e Berserk. Giocare con Gatsu vi permetterà di sbloccare, ad esempio, la Dragon Slayer come equipaggiamento dorato per aumentare i danni, mentre invece scendere fino al livello massimo con Grifis vi darà l’occasione di sbloccare la sua versione finale vista nel manga. Se non avete livellato tutti i personaggi nella modalità libera non preoccupatevi, dato che il sistema permette inoltre di spendere i soldi recuperati per comprarvi letteralmente i lvl-up.

Ci sono diverse note di demerito che ci sentiamo di porre alla vostra attenzione. In primis, parlando del roster dei personaggi disponibili, ci sarebbe piaciuto avere la possibilità di utilizzarne di più, piuttosto che rimanere legati a quelli un po' più di spicco. La presenza di Zodd nel roster ci aveva fatto ben sperare nella presenza di altri apostoli, ma purtroppo ci siamo dovuti ricredere sul finale. Altra nota va spesa in termini di storia, dove la maggior parte dei capitoli si sono dimostrati legati sapientemente con la storia del manga (tra l’altro, alternati benissimo con filmati del nuovo anime e filmati con grafica in-game), mentre altri sono risultati dei filler interminabili e un po' privi di senso. Ci è mancata Lucine, ci sono mancati i seguaci di Mogzus, insomma qualcosa di più si poteva fare!

Concludiamo con altre due note di demerito. La prima è legata al sistema di gestione della telecamera, rivelatosi troppo confusionario durante le boss-fight anche facendo il lock sul nemico (Tasto R3), mentre la seconda è sul filtro violenza, che poteva essere leggermente più spinto.

Lasciar terminare la storia con la partenza verso l’isola degli elfi, invece, è stata una genialata, soprattutto in concomitanza della ripresa di Miura sulla pubblicazione dei capitoli dedicati al manga. Ci sarà un finale, di qualsivoglia tipologia, anche per il nostro Gatsu?

Berserk and the Band of the Hawk - Immagine 2

8
Giudicare un titolo come questo non è stato semplice. Da un lato la passione per l’opera fumettistica di Miura ha fatto la sua giusta parte, mentre dall’altra l’antagonista avversione verso i titoli musou ci ha fatto puntare l’occhio su alcune piccole magagne. Trattandosi di questo genere è normale intravedere una certa ripetitività nel gameplay, ma dobbiamo ammettere che il gioco nel complesso si presenta benissimo, grazie ad una grafica lodevole accompagnata da un buon level-design. Al momento il titolo è in lingua giapponese, sottotitolato in inglese.
voto grafica8
voto sonoro7
voto gameplay7,5
voto durata7,5

Berserk and the Band of the Hawk

Disponibile per: PS4 , PC, PS Vita
Berserk and the Band of the Hawk PS4 Cover
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