Recensione Bayonetta

Bayonetta si accompagna al proprio Sequel su Wii U
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno

Fly Me To The Moon



Una donna si sveglia in una bara in fondo a un lago dopo 500 anni di sonno magico: non ricorda niente della sua storia, salvo che il suo soprannome è Bayonetta e che è una strega di Umbra, maestra di una letale scuola di magia e combattimento basata su calci, pugni, armi da fuoco ed evocazioni demoniache. Ben presto le schiere angeliche, nemiche delle Streghe, cominciano a perseguitarla, ma con l'aiuto del misterioso Rodin - gestore del locale Hell's Gate - riesce a mettersi in caccia di un gioiello che sembra essere il gemello di quello che si è ritrovata addosso al risveglio: gli Occhi del Mondo.

Questa storia ve l'abbiamo raccontata quattro anni fa: allora, infatti, Bayonetta faceva il suo esordio su PS3 e Xbox360. Concepita da Hideki Kamiya e il Team Little Angel di Platinum Games, e sovvenzionata da SEGA, la bella strega ha saputo abbattere il muro di perplessità che il suo aspetto smaccatamente volgare aveva prodotto grazie a una carica ironica incredibile e, soprattutto, un gameplay granitico. In occasione del lancio del sequel su Wii U, Nintendo e PG hanno pensato dunque di convertire anche la prima avventura per la console col controller schermo-munito.
Bayonetta - Immagine 1
Bayonetta nella sua versione originale

Let Me Play Among The Stars



Trattandosi sostanzialmente di un porting, naturalmente il gioco non si discosta eccessivamente dal titolo del 2010: il sistema di controllo di base rimane infatti quello di un tasto di salto e tre tasti di attacco. Di questi tre, uno è esclusivo per le raffiche a distanza con le pistole, mentre gli altri due saranno associati rispettivamente ai pugni e ai calci, o per meglio dire alle armi che equipaggerete nelle mani e nei piedi. Oltre alle 4 pistole, infatti, Bayonetta otterrà nel gioco altri strumenti di morte, come shotgun, spade, artigli o fruste: la cosa più interessante del battle-system è il fatto che le combo disponibili cambieranno in funzione delle accoppiate di armi equipaggiate, fornendo così alla strega un ventaglio di opzioni decisamente vasto.

Completa l'elenco dei comandi il tasto della schivata, il quale oltre essere chiave di volta di alcune tecniche particolari (come la sventagliata di pistole “Breakdance”) se eseguito con particolare tempismo attiverà il “Sabbat temporale”, ossia una manciata di secondi di slow-motion in cui Bayonetta potrà avvantaggiarsi sui nemici, soprattutto quelli più tosti.
  • Bayonetta - Immagine 2
    I comandi touch sono l'introduzione più rilevante in termini di gameplay
  • Bayonetta - Immagine 3
    Passione per gli abiti bianchi
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    Bayonetta Superstar

Nella versione Wii U è possibile sostituire tutti questi comandi con l'utilizzo dello stilo sullo schermo del GamePad, su cui l'intero gioco è replicato: un tocco per colpire, due tocchi per saltare, mantenere premuto per mitragliare, strisciare per schivare. Non nascondiamo però che questa innovazione ci è sembrata alla prova delle armi poco pratica, e che a conti fatti i comandi tradizionali risultino ancora la scelta migliore.

In omaggio alla casa Nintendo, Platinum Games ha messo a disposizione sin dall'inizio quattro vestiti particolari per la protagonista, ispirati ad altrettanti personaggi della grande N: questi abiti non si limitano a modificare l'estetica della strega, ma le garantiscono anche qualche caratteristica in più. Così, con le mise di Peach o Daisy i colossali cazzotti e calci terminali delle combo saranno sostituiti da quelli ancora più robusti di Bowser, con l'abito di Link si potrà effettuare uno speciale contrattacco e con l'armatura di Samus utilizzare il Laser al posto delle pistole - e che divertimento quando anziché le solite “aureole” raccoglierete coin o rupie, o quando aprendo uno scrigno sentirete il tipico jingle di Legend of Zelda!

Let Me See What Spring Is Like



Dal punto di vista tecnico, il gioco sente indubbiamente i quattro anni di età, e sebbene Wii U operi un upscaling a 1080p, è piuttosto evidente che siamo al cospetto di un 720p che si “accontentava” dei 30 Frame al Secondo, tra l'altro con qualche defajance nelle situazioni più cariche. Ad ogni modo, i modelli, le animazioni, gli ambienti, le texture e gli effetti speciali svolgono ancora il loro dovere, ed anche se ogni tanto le inquadrature durante i combattimenti possono diventare fastidiose, le pose ancheggianti della protagonista ci sono tutte.

Niente da eccepire per quanto riguarda il sonoro: la musica è arrivata su Wii U invariata - l'arrangiamento di “Fly me to the Moon” operato da PG è diventato un Cult nel mondo videoludico - così come i doppiaggi in Inglese, a cui sono state accostate anche le voci originali Giapponesi. La qualità di entrambi i banchi è eccellente, ed è incredibile quanto simili siano le voci dei personaggi nelle due lingue. Tutti i testi sono in Italiano.
Bayonetta - Immagine 6
Questo capitolo non è andato molto bene

In Other Words, I Love You



Come s'è detto, uno dei principali motivi del successo di Bayonetta risiede nel gameplay, o per meglio dire nel battle-system. Questo perché a conti fatti ciascuno dei livelli (Capitoli) del gioco non è altri che una sequenza di arene (Versetti) intervallati da brevi esplorazioni e frequenti animazioni o dialoghi, ma è bene non sottovalutare l'importanza di queste esplorazioni. Ciascun livello cela infatti svariati Versetti “opzionali”, alcuni dei quali - come i portali per Alfeim - sono tutt'altro che semplici da superare.

In effetti, giocare a Bayonetta a difficoltà “Normale” (la più alta disponibile all'inizio) è una sfida decisamente interessante anche per giocatori piuttosto esperti, mentre per quelli meno scafati o occasionali sono presenti ben due difficoltà inferiori. Chi fosse dunque interessato alla mera storia e ad un passatempo veloce (4-5 ore) in compagnia di una combattente sexy dovrebbe probabilmente optare per una di queste due, mentre chi cerca un gioco completo - e complesso - può buttarsi sul Normale e mettersi a caccia di tutti i segreti (e raddoppiare il tempo di gioco).

Per il resto, penseranno la verve, l'irriverenza, la smaccata ed eccessiva volgarità - tanto eccessiva da essere indubbiamente una macchietta - della protagonista a farci amare ogni singola scenetta, ogni riga di dialogo, ogni espressione, ogni animazione, ogni secondo del gioco. Bayonetta è un personaggio che non si dimentica: chi ancora non avesse avuto il piacere di provare la sua Lap-Dance non dovrebbe perdersi quest'occasione - soprattutto considerando la contemporaneità col sequel.
Bayonetta - Immagine 7
Bayonetta (con l'abito di Link) ci presenta Luka - a modo suo
8,5
Dopo quattro anni, Bayonetta mantiene ancora alta la sua verve, la sua carica ironica e quella volgare/dissacrante, talmente esacerbata da essere indubbiamente una macchietta. Certo, l'impatto grafico si è un pochino arrugginito, ma per il resto l'esperienza di gioco è ancora divertente, frenetica e, alla giusta difficoltà, complessa come la ricordavamo. Si Wii U sono inoltre presenti alcune novità, dai comandi Touch a nuovi costumi con poteri speciali: è sufficiente per concedere alla bella strega un altro giro di Lap-Dance?
voto grafica7,5
voto sonoro8,5
voto gameplay9
voto durata8,5
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Bayonetta

Disponibile per: Wii U , Xbox 360, PS3, PC
Bayonetta Wii U Cover
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