Recensione Babel Rising

Essere Dio? No, grazie.
Valentina Barranco Di Valentina Barranco
“Thorah” è la parola ebraica per “legge di Dio”. No, qui in redazione non ci siamo improvvisamente ammattiti e nessuno è posseduto da qualche demone sadico che lo costringe a parlare in latino o geroglifico. La legge di Dio è ciò che dobbiamo ri-stabilire in “Babel Rising”, dove l'uomo, da gran maleducato, cerca di raggiungere il celestiale cancello dorato con l'aiuto della sempre più alta torre di Babele, a meno che Dio non si operi nel distruggerla. Abbiam detto Dio? Volevo dire “noi”.


Hanno sempre avuto un pessimo senso dell'umorismo lassù

“Babel Rising” inizialmente nasce come app per il nostro aggeggio apple. Sviluppata da Bulkypix diventa presto un successone, tale da far scendere in campo Ubisoft e MandoProduction con una versione per console aggiornata in grafica ed in gameplay, e che ovviamente rende disponibile l'uso di Kinect e Playmove. Non sapete ancora di cosa stiamo parlando? Facciamo una rapida immersione nella trama di questo Tower Defense.
Babel Rising - Immagine 1
Vedete quel fascio di luce? Ecco, Dio.
Babel Rising - Immagine 2
Meteoriti? Un classico.
Babel Rising - Immagine 3
La Torre di Babele in tutto il suo splendore.
Come detto sopra, i Babilonesi hanno deciso di costruire una Torre per arrivare fino al cielo, e quindi, fino a Dio. Biblicamente, Dio impedì loro di costruire la suddetta torre facendo in modo che le persone parlassero lingue differenti tra loro. Il Dio che andremo ad impersonare noi sarà un pochino più crudele. Ma solo un pochino.

A disposizione avremo i poteri dei 4 elementi: terra, aria, fuoco e acqua. Potremo scagliare portentose saette, aprire voragini, bruciare vivi gli operai, evocare enormi rocce o bagnatissime alluvioni che distruggeranno i Babilonesi. O almeno, la prima ondata. Esatto, per chi non conoscesse la precedente versione di Babel Rising, il gioco si compone appunto di ondate di piccoli operai che man mano cercheranno di percorrere la via per costruire la famosa torre, e il nostro compito è semplicemente di impedirglielo. Tutto qui.

Sebbene la grafica, paragonata a quella dell'applicazione originale, sia nettamente migliorata, lo stesso non si può dire del gameplay, estremamente ripetitivo e monotono.
In un gioco in cui gli obiettivi sono “resisti per 8 minuti” o “uccidi 450 operai” e il cui svolgimento è sempre lo stesso “mira&colpisci”, possono un po' di fiamme e qualche fulmine cambiare la sua triste sorte? No. Nemmeno l'inserimento di alcuni elementi volti a creare difficoltà (vedere i sacerdoti che forniscono protezione agli operai da un certo elemento), riesce a trasformare la noia in emozione o divertimento. Ma non è finita qui.
Babel Rising - Immagine 4
Anche i Giardini Pensili urtano un pò la vista, però eh... abbattiamoli!
Babel Rising - Immagine 5
Zot!
Babel Rising - Immagine 6
Ultime notizie: Il fuoco purifica.
Della serie: le disgrazie non vengono mai sole.
 
Se usando il pad la giocabilità è semplice, immediata ed intuitiva ciò non accade con Kinect: imprecisa, faticosa sia nei movimenti basici di gioco (ruotare intorno alla torre, mirare ed utilizzare un qualsiasi potere) sia nell'approcciarsi ai menù. Più che essere Dio, ci sentiamo l'ultimo scemo di questa terra, agitandoci come degli indemoniati davanti alla televisione con pochi risultati. Stanchezza e nervosismo. Di certo non quelli desiderati.

Il comparto sonoro non ci regala grandi gioie, è a tema certo, ma alla lunga fastidioso, soprattutto gli urletti dei poveri operai che somigliano alla versione brutta della voce del pulcino pio. Doppio fastidio, insomma.

In conclusione, niente riesce a ri-sollevare questo Tower Defense dagli abissi in cui è sprofondato. Anche il multiplayer, solitamente  associato ad un “doppio divertimento!” qui è sinonimo di “doppia noia”. Niente ci spinge a consigliarvi di acquistare questa recente uscita XBLA.
Se avete 800 mp da spendere, non usateli per sentirvi Dio. Per quello basta un buon headshot. O un goal da centrocampo.
Babel Rising - Immagine 7
Ultra-Zot!
Babel Rising - Immagine 8
Che barba, che noia, che noia, che barba...
Babel Rising - Immagine 9
Inondazione! Salvate i Liocorni!
5
Se sul piccolo schermo di un iPhone poteva regalare qualche sorriso, di certo ciò non accade sulle nostre console. Parole chiave? Noia e monotonia. Kinect fa cento passi indietro, e torna la voglia di prenderla a pugni. Proprio non ci siamo!
voto grafica6,5
voto sonoro5
voto gameplay4,5
voto durata5

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