Recensione Akiba's Trip: Undead & Undressed

Spogliare donnine non è mai stato così insoddisfacente
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno

Ricordate Sempre di Leggere le Clausole

Nel quartiere di Akihabara - per tutti Akiba - di Tokyo vive Nanashi [potrete cambiargli il nome], un ragazzo che un giorno risponde all'offerta di lavoro sbagliata e si risveglia su un tavolo operatorio: control a sua volontà è stato infatti trasformato in un Synthister, una specie di super-uomo che però teme la luce del sole. A differenza degli altri Synthister, però, Nanashi conserva la propria volontà e, aiutato dalla misteriosa Shizuku, fugge dal laboratorio. Inizia così la sua lotta contro i Synthister, nemici insidiosi che è possibile sconfiggere in un unico modo: denudandoli alla luce del sole.

Akiba's Trip: Undead & Undressed, Akiba's Trip 2 in Giappone (il primo uscì su PSP), appartiene alla categoria degli Action-RPG open-world. Interpretando Nanashi e facendoci accompagnare volta per volta da una delle sue amiche dovremo svolgere un certo numero di missioni di trama contro l'organizzazione dei Synthister, intervallandole eventualmente con sub-quest o commissioni varie necessarie per ottenere esperienza e denaro.
Akiba's Trip: Undead & Undressed - Immagine 2
Bell'inizio...

Temono il Sole e la Buoncostume



Di riffa o di raffa, ben presto Nanashi si troverà a dover menar le mani - o qualsiasi altra cosa gli dovesse capitare di brandire, dalla spada di legno, al poster arrotolato, alla mazza da baseball, al laptop, a un set di pennarelli stretti tra le nocche. Il sistema di combattimento assegna a tre dei quattro tasti frontali altrettanti bersagli sul corpo dell'avversario: testa, tronco e gambe; l'animazione d'attacco e l'entità dei danni dipenderanno poi dall'arma utilizzata. Per rimuovere una parte di abbigliamento al nemico, dovrete prima indebolirla con vari attacchi: solo a quel punto potrete cercare di “spogliare” l'avversario, il quale sarà sconfitto solo quando tutte le parti saranno rimosse. La regola si applica tanto ai Synthister (che si dissolvono), quanto agli umani comuni (che fuggono terrorizzati).
Gli avversari saranno sconfitti rimuovendo loro gli abiti

Altri tasti di supporto permettono di saltare, di parare e di schivare. Indebolendo l'abbigliamento di più nemici prima di cominciare a spogliarli, inoltre, sarà possibile attivare delle “Chain-Strip”: solo al termine di una di queste particolarmente lunga si potrà effettuare una “Strip-Finisher” che rimuova anche la biancheria intima (con conseguente censura luminosa per le parti intime). Anche Nanashi può essere spogliato, ma basterà prendersi un attimo di respiro durante lo scontro per “riassettare” gli abiti e tornare in ordine. Completa il battle-system l'indicatore delle mosse di coppia da effettuare col partner.

Tecnicamente Sottotono



Che Akiba's Trip non ambisca ad essere un titolo dalla grafica top gamma, lo si capisce sin dalle prima immagini; di base, questo non comporterebbe un grosso problema: gli sviluppatori hanno semplicemente scelto di optare per lo stile “mangoso”, e non per niente hanno realizzato tutti i modelli in Cel-Shading. Gli ambienti sono parimenti “fumettosi” e colorati con tinte pastello, e i portrait bidimensionali dei personaggi sono ottimi. Il risultato non è malvagio, ma presenta diverse pecche.
  • Akiba's Trip: Undead & Undressed - Immagine 3
    Il bar MOGRA, sede della ''resistenza''
  • Akiba's Trip: Undead & Undressed - Immagine 4
    Ah beh...
  • Akiba's Trip: Undead & Undressed - Immagine 5
    Terribili nemici armati di spiedo da kebab

Tanto per cominciare, i volti dei modelli sono veramente troppo “finti”. In secondo luogo, le inquadrature troppo spesso mettono fuori schermo gli avversari, o peggio ancora a causa di ostacoli “stringono” sul protagonista senza che si veda granché altro. In terzo luogo, le animazioni talvolta generano spostamenti o “balzi” assolutamente imprevisti e incontrollati. Andando avanti, ogni volta che si accede a una parte della mappa, il gioco impiega tempo a caricare i passanti, con un campo visivo anche piuttosto limitato. Infine - ed è decisamente il problema più grave - talvolta il gioco “scatta” in virtù di un bug che sembrerebbe essere legato al caricamento di certi banchi sonori.

Sonoro che per il resto non presenta problemi di sorta: le musiche realizzate sono piacevoli e piuttosto varie, e i dialoghi di trama sono doppiati sia in Inglese sia in Giapponese, entrambi in buona qualità. Le stesse due lingue sono disponibili per i sottotitoli (crediamo di immaginare quali sceglieranno la maggior parte degli utenti Europei).

Un Sorriso Effimero



Inutile girarci intorno: lo scopo del gioco è quello di spogliare l'avversario. Una pratica che le prime volte riesce anche a strappare un sorriso, e che spinge a cercare di ottenere la “Strip-Finisher” giusto per il gusto della sfida, ma a cui in effetti ci si assuefa rapidamente. Una volta superata questa fase di puerile divertimento (non pensate neanche lontanamente che lo cosa possa avere un'attrattiva di natura erotica...), ciò che rimane è un battlesystem che fa acqua da tutte le parti inserito in un contesto open-world comunque limitato e tendenzialmente ripetitivo.
L'aspetto non è malvagio ma presenta numerose pecche
Anche dal punto di vista puramente RPG-istico, il gioco non ha niente da dire: il livello del protagonista indica solo i suoi valori di attacco/difesa, mentre l'abilità di “spogliare” aumenta man mano che si rimuove quel tipo di indumento. Anche i valori di attacco delle armi sono totalmente sconclusionati, con un poster arrotolato che può fare più danno di una spada di legno - e può essere potenziato a piacere col sistema di fusione. Non che ci aspettassimo “il nuovo Yakuza”, ma un certo grado di profondità di gameplay in più sarebbe certo stata ben gradita.

Per quanto riguarda la trama, ovviamente occorre accettare a priori il fatto che questa sia a livelli di un Harem-Shonen Manga - quelli ossia in cui il protagonista fa un sacco di combattimenti attorniato da donnine in abiti succinti. Nella sua assurdità, comunque, mantiene un minimo grado di coerenza sufficiente a renderla gradevole, e in virtù di alcune scelte effettuabili, ad esempio per favorire una ragazza piuttosto che un'altra, porta anche a finali alternativi. Tanto per variare un po', è anche presente un mini-gioco (assolutamente fine a sé stesso).

La longevità, in sostanza, non è certo un problema per Akiba's Trip, viste le numerose missioni secondarie che offre e la succitata variabilità. Il problema rimane però alla base, perché per quanto si è detto il gioco in sé è scarno sia tecnicamente sia, e questo è peggio, sotto il profilo del gameplay.
Akiba's Trip: Undead & Undressed - Immagine 7
L'arena, dove allenarsi e ottenere premi
5,5
Simpatico nell'idea, sebbene un po' puerile, ma scadente nella realizzazione: questo Akiba's Trip: Undead & Undressed riesce a strappare qualche sorriso ma rivela ben presto tutti i suoi limiti, sia tecnicamente, sia nel contesto del GamePlay. Se state cercando un passatempo lunghetto in cui poter strappare di dosso i vestiti delle gothic-lolita, allora dategli un'occhiata, ma in tutti gli altri casi passate oltre.
voto grafica5
voto sonoro6
voto gameplay5
voto durata7
Sky TG24: guarda la diretta

Akiba's Trip: Undead & Undressed

Disponibile per: PS4, PS3 , PS Vita, PC
Akiba's Trip: Undead & Undressed PS3 Cover
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