Recensione Ace Combat 6: Fires Of Liberation

Namco decolla su Xbox 360.
Fabrizio Cirillo Di Fabrizio Cirillo
Una suggestiva cutscene in computer grafica racconta il dramma di una madre e degli abitanti della pacifica città di Gracemeria sconvolta dall'invasione delle armate della Repubblica federale di Estovakia. Sopraffatti per numero e potenza di fuoco, gli “angeli” dell'aviazione della repubblica emmeriana hanno dovuto cedere il passo all'imponente forza bellica estovakiana, ma il senso dell'onore e l'amore per la patria impone loro di tentare un ultimo disperato tentativo di riconquista. Una madre disperata, una figlia dispersa, un angelo caduto per proteggere ciò che considerava più caro. In mezzo, la furia di una guerra da cui probabilmente non usciranno ne vincitori ne vinti. Questo in sintesi l'incipit attorno al quale si sviluppa Ace Combat 6: Fires of Liberation, sesto capitolo del celebre “air arcade” made in Namco nonché primo appuntamento della serie sulla next gen console di casa Microsoft.
La sequenza di eventi descritti nel filmato d'apertura ed in quelli disponibili successivamente attraverso la modalità Campagna rappresentano di fatto la spina dorsale del gioco in single player. Il pratico quanto suggestivo espediente narrativo consente infatti non solo di conoscere i fatti susseguenti la capitolazione della città di Gracemeria, ma soprattutto di fornire alla consueta sequenza di missioni di volo un taglio cinematografico particolarmente d'effetto nonchè utile allo sviluppo del gioco.
Ace Combat 6: Fires Of Liberation - Immagine 1
Ace Combat 6: Fires Of Liberation - Immagine 2
Ace Combat 6: Fires Of Liberation - Immagine 3
La stessa trama è infatti determinante nell'evoluzione delle quindici missioni facenti parte la modalità Campagna, visto che proprio dallo sviluppo del conflitto dipenderanno poi l'assegnazione degli obbiettivi primari e secondari di ciascuna missione, da portare a termine nel tempo stabilito (del quale il giocatore non sarà informato se non durante l'ultimo minuto disponibile) secondo una sequenza non predeterminata.
A differenza di altri titoli dello stesso genere, la capacità tanto delle truppe alleate che di quelle nemiche di modificare autonomamente il proprio piano operativo unitamente alla necessità di assecondare le frequenti richieste di aiuto dei propri compagni, fa comunque si che a prescindere dall'incarico assegnatoci, ai fini della riuscita della missione e della valutazione finale (fondamentale per acquisire i punti necessari per acquistare nuovi armi e nuovi velivoli) conteranno non solo il raggiungimento degli obbiettivi indicati nel briefing (in alcuni casi alcuni di questi potranno essere addirittura ignorati), ma anche la capacità che avremo “nell'adattare” il nostro piano di volo alle esigenze imposte dall'evoluzione dello scenario.
E' chiaro che per ottenere una valutazione massimale sarà comunque necessario portare a termine con esito positivo sia gli incarichi pre-missione che quelli assegnati in corso d'opera, situazione questa che “imporrà” al giocatore ad affrontare la stessa missione più volte consentendo all'atto pratico un deciso incremento del fattore rigiocabilità del prodotto.

Come accennato in sede introduttiva, il modello di volo utilizzato da Ace Combat 6: Fires of Liberation ricalca in tutto e per tutto lo stile già adottato con successo nei precedenti capitoli della serie. Pur essendo un titolo dichiaratamente arcade, l'impostazione scelta dal team di sviluppo mette infatti a disposizione un gioco a metà strada fra un ottimo arcade ed un buon simulatore, in grado nonostante l'assenza di fattori quali il consumo di carburante, l'effetto turbolenza in conseguenza del passaggio su rottami o scie ed altri elementi secondari, di soddisfare tanto il giocatore meno esperto quanto l'hardcore gamer più sfegatato. Le evoluzioni effettuabili durante le fasi di combattimento sono non a caso le stesse dei simulatori di volo più rinomati: virate strette, imbardate, loop ed azioni evasive degne del miglior top gunner fanno infatti parte del DNA di questo gioco, mentre il numero di munizioni tutt'altro che esiguo ed un sistema di targeting (semi-automatico) decisamente efficace garantisce un buon margine di errore anche nelle fasi più serrate.
Sempre a proposito del sistema di gioco, decisamente ottima l'interpretazione dell'architettura del Pad Xbox 360 da parte del team Namco, per un risultato finale decisamente apprezzabile nonostante l'elevato numero di azioni eseguibili nel corso del gioco.
Ace Combat 6: Fires Of Liberation - Immagine 12
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Ace Combat 6: Fires Of Liberation - Immagine 15
I movimenti principali del velivolo sono effettuabili tramite l'uso esclusivo della levetta analogica di sinistra, scelta questa atta sia a consentire il giusto feeling fra il pilota ed il mezzo meccanico che soprattutto ad affidare alla croce direzionale il compito di gestire l'interazione fra il nostro aereo di testa ed il wingman affidatoci (gregario), a cui potremo assegnare sia compiti di copertura che di attacco. L'attivazione dei post bruciatori e degli aerofreni (entrambi riprodotti alla perfezione) sono invece assegnati rispettivamente al grilletto di destra e di sinistra, mentre l'imbardata nelle due direzioni (spostamento laterale dell'aereo lungo l'asse alare) è eseguibile tramite uno dei Bumper dorsali. Se premuti contemporaneamente, gli stessi bumper consentono poi di attivare il pilota automatico del veicolo, sistema questa che pur rimettendo l'aereo in assetto tenderà comunque a non tener conto di possibili ostacoli (segnalati comunque tramite l'emettitore acustico di prossimità) quali montagne, edifici, ed altri aerei impegnati in azione.

Alla levetta analogica di destra è invece affidato sia il compito di ruotare la telecamera attorno all'aereo che di gestire le tre visuali disponibili nel gioco ( una mostrante l'HUD del mezzo, una che ci porta all'interno della cabina di pilotaggio e una terza visuale esterna) mentre i restanti pulsanti di azione sono rispettivamente dedicati al cambio bersaglio (Y) , all'uso della mitragliatrice (A) ed all'attivazione dell'arma secondaria (B), che potrà essere scambiata con i classici missili aria-aria attraverso la pressione del tasto Back. Relativamente a quest'ultima considerazione, è opportuno far presente che in Ace Combat 6 l'esperienza accumulata in battaglia sarà infatti tramutata in vera e propria moneta di acquisto, che potrà essere utilizzata nel corso del gioco sia per acquistare mezzi di combattimento più performanti che per migliorare l'efficacia del proprio aereo, intervenendo nello specifico sulla qualità delle armi secondarie. Sebbene questo particolare possa sembrare del tutto circostanziale ai fini del risultato finale, la presenza di un notevole numero di obbiettivi sia di terra che di mare comporterà di fatto un'attenta analisi del proprio armamento in sede di allestimento pre-missione.

Dal punto di vista puramente tecnico Ace Combat 6: Fires of Liberation rappresenta un vero e proprio stato dell'arte. Il team di sviluppo è infatti riuscito nell'intento di sfruttare al massimo l'hardware Xbox 360, garantendo nello specifico una qualità generale a dir poco impressionante sia per la vastità e la varietà delle locazioni, che per la cura a dir poco maniacale dei numerosi velivoli presenti nel gioco.
Sempre a proposito di aspetti più che positivi, da segnalare la presenza di un motore grafico capace di garantire i canonici 60 FPS nonostante la costante presenza di un notevole numero di elementi dinamici sullo schermo e dell'uso diffuso di effetti avanzati (da quelli particellari al sistema di illuminazione passando per i suggestivi fenomeni di fogging) particolarmente d'effetto, mentre qualche dubbio sorge per la qualità delle texture facenti parte le diverse locazioni di gioco, leggermente al di sotto della media generale.

Capitolo a parte merita invece il comparto audio, un vero e proprio plus per il titolo made in Namco. La presenza di effetti sonori tanto credibili quanto vari (dal classico rumore dei motori a quello assordante delle mitragliatrici fino alle esplosioni dei bersagli diversificate in funzione sia della distanza che del tipo di impatto) unitamente alle frequenti conversazioni via radio udibili nel corso del gioco, contribuiscono infatti ad immergere ancor più il giocatore nel vivo dell'azione, per un risultato complessivo a dir poco appagante tanto per gli occhi che per le orecchie.

In ultimo, è doveroso aprire un breve inciso sulla modalità multiplayer. Se in singolo Ace Combat 6 è infatti in grado di garantire non meno di 15 ore di gioco complessivo prima di giungere alla classica schermata dei crediti, in multiplayer via Xbox Live la curva di longevità del prodotto raggiunge invece picchi mai visti in nessuno dei precedenti capitoli della serie. Al momento, non è ancora dato sapere la qualità del servizio offerto (il gioco debutta sugli scaffali proprio oggi), lacuna questa che cercheremo di colmare nei prossimi giorni.
Ace Combat 6: Fires Of Liberation - Immagine 10
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8,5
Stando alle dichiarazioni precedenti l'uscita del gioco, il debutto di Ace Combat su Xbox 360 avrebbe dovuto rappresentare una vera e propria rivoluzione. E rivoluzione effettivamente è stata, visto che il prodotto sfornato da Namco Bandai riesce nell'intento di offrire al giocatore un gioco immediato, divertente ma soprattutto incredibilmente coinvolgente grazie all'ottimo lavoro in sede di regia. Un'azione di gioco mai troppo scontata e la presenza di numerosi sbloccabili in corso d'opera rappresentano poi la classica ciliegina su una torta che gli appassionati dei simulatori di volo ed in particolare i possessori di Xbox 360 attendevano da tempo. Complimenti.
voto grafica8,5
voto sonoro9
voto gameplay8,5
voto durata8,5

Ace Combat 6: Fires Of Liberation

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