Recensione Academy of Champions - Football

Pelè ci insegna a giocare a calcio
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno
Un ragazzo (o una ragazza, fate voi) appassionato di calcio vede recapitarsi la tanto attesa convocazione per la prestigiosa accademia di Brightfield, il cui preside è nientemeno che l'immortale giocatore brasiliano Pelé. La sua gioia rischia di essere di breve durata quando, arrivato all'accademia, scopre che il suo contratto è contraffatto e che il rinomato preside non ha mai sentito parlare di lui: la causa è lo spregevole VonTrappen, preside dell'accademia di Scytemore e rivale di Pelé. Ma quando poi il ragazzo mostra le sue abilità, il brasiliano non ha dubbi e decide di convalidare il contratto: comincia così la carriera accademica del ragazzo, ma quali saranno i loschi intrighi orditi da VonTrappen?

Academy of Champions - Football (o Soccer nella versione americana), che promette di essere il primo di una lunga serie dedicata ai vari sport di squadra, è essenzialmente un gioco di calcio, reinterpretato in modo da presentarlo sottoforma di un cammino studentesco: l'accademia di Brightfield, in cui trovano posto indifferentemente ragazzi e ragazze (...e rabbids...) è presentata in modo molto simile a quella di HarryPotter-iana memoria, e le varie partite sono intervallate da sessioni di allenamento, acquisti al negozio, tentativi di ingaggi di giocatori sfaccendati, test teorici e occasionali chiacchierate. Per ogni giornata del calendario (la vicenda si snoda in 4 “trimestri” da 20 giornate ciascuno), avrete più attività da svolgere, e talvolta anche la possibilità di scegliere a cosa dedicarvi.
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Ecco Pelè con i due possibili protagonisti (maschile e femminile)
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Tipico duello: è un minigioco che farete spesso
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Questa giocatrice gioisce per il goal effettuato
Ovviamente, però, il grosso del gioco si terrà sul campo erboso, dove due squadre da cinque giocatori si sfideranno all'ultimo goal. Cominciamo subito col dire che, in stile streetball, non esisterà la rimessa dall'esterno: ogni volta che la sfera toccherà le linee di fondo, semplicemente rimbalzerà nuovamente in campo come se ci fosse un muro. Unita alla totale assenza di falli, sostituzioni o infortuni (entrare in scivolata sul piede piuttosto che sul pallone sarà la norma, con tanti saluti al fair play), questa caratteristica darà al gioco un ritmo serrato, visto che le uniche interruzioni all'azione saranno i goal segnati o le parate con trattenuta da parte del portiere.

Il sistema di controllo di base contempla l'utilizzo di Wiimote+Nunchuck, per quanto esista un sistema semplificato che fa a meno della seconda periferica. È possibile aggiungere il WiiMotionPlus per effettuare pallonetti o passaggi più di fino, ma la cosa non è assolutamente limitante per chi ne fosse sprovvisto. Di base, come sovente accade nei giochi di sport (anche quelli “sui generis” come questo), la configurazione varierà a seconda se siate in possesso di palla o meno. In attacco avrete un tasto per il passaggio (breve o, tenendo premuto, cross), uno per il tiro e uno per la schivata; in difesa avrete lo scatto, la scivolata e il cambio giocatore.

Nella parte alta dello schermo sarà indicata la barra del “talento”, ossia quella che potremo definire come la parte più “arcade” del gioco. Questa barra si riempie effettuando passaggi, scivolate o in generale eseguendo manovre efficienti, e si consuma utilizzando lo scatto o le schivate, il ché è già un utilizzo piuttosto utile. Quando è completamente piena, però, consente di eseguire le mosse speciali di cui i giocatori sono forniti: queste possono andare da un tiro particolarmente insidioso (il mitico “Effetto cobra” di cui è fornito il protagonista), a una temporanea invulnerabilità, a uno scatto fulmineo e quant'altro gli sviluppatori si sono inventati. Per attivare queste mosse sarà sufficiente scuotere il wiimote al comparire dell'apposita icona.
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Ecco il protagonista nella sua cameretta: la sua vita sta per cambiare
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L'elenco completo delle squadre
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A giudicare adi punti che abbiamo da parte, Jeff sta per essere discretamente "pompato"
Per gestire i contrasti, il gioco fa largo uso di minigiochi: in caso di cross e possibile colpo di testa, vincerà il contrasto chi preme più velocemente il tasto A, mentre in caso di palla a terra sarà necessario premere prima dell'avversario i tasti corrispondenti alle icone che compariranno volta per volta sullo schermo. Altri minigiochi costituiranno le varie sessioni di allenamento: si va dal tiro al bersaglio, allo slalom tra i birilli, all'inseguimento dei rabbids, alla difesa del centrocampo, alle parate, più uno specifico “freestyle” per i possessori di BalanceBoard. Questi minigiochi avranno lo scopo primario di aumentare i punteggi “potenziali” del protagonista, mentre per incrementare i valori “effettivi” dei vari giocatori dovrete spendere i punti-esperienza guadagnati. Altri premi sono costituiti dal denaro per l'acquisto dell'equipaggiamento e dalle “stelle talento” necessarie per sbloccare le abilità speciali.

La realizzazione grafica è abbastanza semplice, ma trattandosi di un titolo essenzialmente cartonoso è sufficiente alla bisogna ed è comunque costellata di piccole ricercatezze che non possono non renderla simpatica. Tralasciando i modelli, piuttosto semplificati, è bene dare un'occhiata al campo: in quasi tutti (fa eccezione proprio quello di Brightfield), ad ogni goal segnato andrà a costruirsi una parte del fondale, diventando pertanto più ricco man mano che la partita prosegue. Gli effetti speciali sono anch'essi semplici, ma ben resi.

Il sistema di inquadratura tende a tenere al centro dello schermo il pallone e sul fondo la porta avversaria; purtroppo, però, non è possibile vedere bene la disposizione dei giocatori in campo, e talvolta si viene spazzati da avversari imprevedibili. Paradossalmente, le cose migliorano in Multiplayer, quando la visuale passa ad una neutrale visuale da bordo di centro campo (tipo commentatore). Il sonoro si avvale di musichine allegre e intonate ai vari campi di gioco (brasiliano, americano, caraibico eccetera), mentre i doppiaggi sono limitati ad un buffo biascicare dei personaggi: pensano i testi a gestire i dialoghi.

Prendere confidenza col sistema di controllo è questione di una o due partite (dopotutto parliamo di gestire solo tre tasti), ma un minimo di attenzione sarà necessario, soprattutto durante le prime partite, complice una squadra con valori infimi e senza abilità speciali. Ben presto cominceranno anche le partite “strane”, su campi minati o contro avversari dalle abilità speciali. In seguito, con la pratica, le cose si fanno più facili, e addirittura diventano TROPPO semplici quando comincerete ad avere a disposizione giocatori iper-pompati con abilità assurde: giocando senza troppo impegno si termina la modalità storia per la prima volta dopo cinque-sei ore di gioco vincendo la finalissima per 6-1 (l'abbiamo fatto).

In compenso, l'organizzazione degli eventi sul calendario non ci ha soddisfatto: considerando che molti giocatori richiedono particolare equipaggiamento per essere ingaggiati, non ha senso mettere il negozio DOPO gli ingaggi, e questi altri DOPO le sessioni di allenamento. A volte, prima di poter schierare un giocatore, dove aspettare anche un'intera settimana, solo perché gli eventi sono ordinati in maniera insensata. Questo indubbiamente invita a rigiocare la storia da capo dopo averla terminata (a quel punto avete tutti i requisiti per ingaggiare e poco vi interessa di pompare), ma le partite diventano solo una noiosa ripetizione dai risultati assurdi.

Insomma, a meno che non vogliate completare il gioco al 100%, ottenendo tutte le stelle-talento (l'ultima si ottiene alla 99ª vittoria) e pompando tutti i giocatori fino ai loro limiti, presumibilmente dopo appena una settimana non troverete più grossi stimoli, ed anche se rimane sempre il MultiPlayer la mancanza dell'OnLine e la presenza di squadre-Tabù (a causa dei personaggi squilibrati) rende in sostanza la longevità il tallone d'Achille del gioco. Gioco che, comunque, riesce a divertire in egual misura grandi e piccini, e che come primo esperimento fa ben sperare per il futuro.
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Il commerciante di turno è un rabbid urlante
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Non c'è che dire: una porta evocativa... fortunatamente durante la partita resta immobile
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Ad ogni goal segnato (o subito) andrà a comporsi parte del fondale
6,5
Questo primo Academy of Champions (perché il concept lascia intuire che verrà riutilizzato per altri sport) certo non si propone di essere un gioco di calcio realistico, quanto piuttosto un titolo molto spensierato e costruito su un sistema molto “alla cartone animato”. Il risultato è indubbiamente simpatico, brioso e divertente, sebbene qualche scelta in materia di gestione degli eventi sia perlomeno discutibile. Soprattutto, purtroppo, l'esperienza di gioco è abbastanza breve (a meno di non voler vincere le famose 99 partite), e la mancanza di una modalità OnLine limita anche il divertente MultiPlayer. A prescindere, però, un titolo simpatico e onesto, dedicato a grandi e piccini.
voto grafica6
voto sonoro6
voto gameplay8
voto durata5

Academy of Champions - Football

Academy of Champions - Football Wii Cover
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