Recensione Game Of Thrones - Il Trono di Spade

Perché la notte è oscura e piena di terrori
Sonny Ubertini Di Sonny Ubertini
Le cronache del ghiaccio e del fuoco hanno saputo appassionare milioni di lettori fin dall'uscita del primo libro nel fin troppo lontano 1996, quando il concetto di epic fantasy veniva sovvertito e calato in un contesto fantapolitico fatto di intrighi e sfide d'astuzia, “Quando si gioca al gioco dei troni o si vince o si muore”. Il periodo di gestazione della saga è stato lungo oltre ogni previsione, passando da un progetto iniziale di 3 libri a quello finale di 7 (di cui fino ad oggi ne sono usciti 5), cosa dovuta principalmente alla cura nei dettagli dello scrittore (più a varie crisi d'autore ed altre oscure ragioni che solo il Dio dai mille volti saprà) e soprattutto all'immensa quantità di personaggi protagonisti che di fatto rendono la storia corale. Dopo anni di contratti non firmati, ecco che si presenta l'occasione definitiva con l'emittente statunitense HBO che produce (sempre sotto sorveglianza di Martin) l'ottima serie televisiva, seguendo in modo molto fedele gli avvenimenti dei libri e soprattutto aumentando ancora di più la fama del marchio che ora può considerarsi definitivamente su scala mondiale.
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Ed ecco a voi Alester mentre utilizza il potere di R'hllor
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Mors è un personaggio molto intrigante ed è temuto e rispettato da tutti i confratelli
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In alcune situazioni la scelta della classe può risultare essenziale
E quando le cose girano così bene sia sul fronte cartaceo che televisivo, il mondo videoludico non si fa attendere ed assimila la saga in un videogioco -Genesis- strategico di stampo particolare che ha diviso la critica, ma che non ha scoraggiato Cyanide a tentare la via del più classico gioco di ruolo con una storia scritta su misura da George R.R.Martin stesso, con in più l'aiuto di HBO per quanto riguarda la gestione del plot, in modo da rendere libri, serie tv e gioco un unico essere. Sarà la volta buona che i fans potranno accendere la loro candela a forma di Viserys?

Cronache di vecchi eroi
Mantenendo fede allo stile corale del libro, nel gioco si farà conoscenza di due protagonisti distinti e, almeno inizialmente, senza nessun legame dentro la storyline, sparsi ai capi del regno, dove a Nord abbiamo Mors Westford, membro dei Guardiani della notte in quanto Ranger che, a detta di molti, pare essere stato un eroe durante la ribellione di Robert Baratheon, oltre che vecchio amico del primo cavaliere del re. Impegnato con delle nuove reclute, lo vediamo sin da subito chiamato nel risolvere una spigolosa faccenda che getta da sempre una brutta immagine sui guardiani: la diserzione dei confratelli. Più a Sud invece un redivivo Alester Sarwick fa ritorno ad Acquaforte, suo feudo natale da cui si era separato per ben 15 anni di esilio autoimposto. Ora devoto al signore della luce R'hllor (religione praticata oltre il mare verso le città libere) e quindi prete rosso, ritorna a casa in occasione della morte del padre, giusto in tempo per notare come le condizioni sociali e politiche siano instabili e sul punto di scoppiare.
Venendo a conoscenza del fatto che il fratello è stato accusato della morte del padre e che quel brutto figuro del loro fratellastro sta per sposarsi la sorella e quindi mettere le mani sull'eredità di Acquaforte (abituatevi a questo e altro), Alester decide di tornare ad essere quello che è sempre stato ed indossa nuovamente il mantello con lo stemma della propria famiglia, con l'obiettivo di dimostrare l'innocenza del fratello sparito nel nulla e di impedire al fratellastro di dubbia personalità di prendere l'eredità di famiglia. Parte così verso Approdo del Re, ovvero la capitale del regno e la sede del Re stesso, dove spera di ottenere l'aiuto della Regina. Mors a sua volta dopo aver risolto la faccenda dei disertori ed essersi anche occupato di diversi bruti che tentavano di superare la barriera, riceve, oltre alla sconvolgente notizia della morte di Jon Arryn il già citato primo cavaliere del re, anche una lettera in cui pare chiaro che stia per succedere qualcosa di grosso riguardante una certa fuggitiva, facendo iniziare così anche il viaggio del vecchio Guardiano della notte.

Gioco di alleanze
Durante la storia i personaggi verranno costantemente alternati (per buona tradizione Martiniana sempre nei momenti clou) ed entrambi avranno la loro personalizzazione a tema. Mors ed Alester potranno essere scelti tra il classico cavaliere, che in virtù del nome proporrà un personaggio equilibrato capace di alternare spada e scudo con una protezione media, il guerriero, spinto alle armi a due mani e improntato alla distruzione più totale essendo coperto da rivestimenti pesanti ed infine quello che tra un nome e l'altro è il classico assassino, di sponda più furtiva ed ammiccante a protezioni ed armi leggere. Una volta scelta la classe, si potranno assegnare i punti abilità disponibili alle varie caratteristiche (divise piuttosto monotonamente per leggero, medio e pesante), dopodiché si passerà alla scelta delle abilità che, seguendo la classica ramificazione, offre una dozzina di scelte (ovviamente diverse a seconda del personaggio) a testa, che si potranno sbloccare mano a mano che si salirà di livello. Fino a qui niente di nuovo, ecco quindi che si intravede un'altra ramificazione delle abilità. Alester infatti essendo un prete rosso ha a disposizione poteri e caratteristiche comuni all'ordine religioso, per lui quindi saranno disponibili delle abilità riguardanti R'hllor, in cui si potranno apprendere capacità quali infuocare le armi.
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Una delle tante situazioni in cui vi ritrovere circondati ed assediati dai nemici
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Le proporzioni dei personaggi non sempre sono convincenti
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La cura ed i dettagli politici si sono rivelati di buon livello
Mors dal canto suo è un metamorfo (durante la sua avventura avrete costantemente un fedele mastino) e quindi possiede a sua volta delle abilità che da tale particolarità possono scaturire, come attacchi unici capaci di danneggiare o spaventare i nemici. Segue infine un'altra peculiarità interessante per quanto riguarda la personalizzazione dei personaggi divisa in “Punti forti” e “Punti deboli”. Per chi volesse infatti avere dei bonus come una maggiore efficienza degli alleati o più punti esperienza dopo un level up, sarà possibile possederle semplicemente selezionandole, ma al prezzo di equilibrare la cosa con degli status a loro volta negativi. Si chiama Equilibrio e sono disponibili diversi status "a lato", ognuno dei quali ha un certo valore che può essere equilibrato con un medesimo valore della sponda opposta, esempio: la capacità di avere due punti abilità extra a livello ha un valore punti forti di 2, sarà quindi necessario un valore di punti deboli pari a 2, che si può raggiungere selezionando sia capacità del medesimo valore e sia quelle di valore minore in somma. In quest'ultimo caso quindi sarà possibile scambiare numeri differenti di capacità negative e positive che nel corso del gioco si potranno anche acquisire tramite determinate scelte e che non mancheranno di rivelarsi interessanti.

Affresco fantasy
Finita la personalizzazione si verrà subito catapultati nel più classico gioco di ruolo occidentale, condito in entrambe le storie da citazioni e fanservice a quantità. Oltre a muoverci all'interno di ambientazioni storiche, sarà anche possibile incappare nei cameo dei personaggi più conosciuti della saga, che in questo caso presentano le fattezze della serie televisiva (chi più chi meno) e che oltre a darvi delle missioni secondarie, nella maggior parte dei casi saranno anche parte integrante dell'ottima trama scritta da Martin. La storia infatti è sicuramente la parte più riuscita del gioco che, sfruttando quanto già creato dalla serie televisiva, ha saputo ricreare la stessa atmosfera di intrighi e situazioni (a tratti allucinanti da quanto sono imprevedibili) che ha decretato il successo della saga. Specialmente la caratterizzazione dei due protagonisti è efficace, dimostrandosi carismatici ed ognuno con una sua particolare storia capace di dare uno spessore al background veramente ottimo. Non è un caso che la narrazione sia anche la parte predominante del gioco stesso, scavalcando in certi punti addirittura i combattimenti e proponendo miriadi di dialoghi in cui il giocatore potrà esprimere la propria opinione. La gestione non è tanto diversa dai classici titoli Bioware e tra una risposta e l'altra non cambia veramente molto la crescita della trama, è stato poi notato come spesso certe risposte del proprio protagonista ignorassero completamente il dialogo precedente, creando situazioni in cui i personaggi facevano domande che venivano bellamente ignorate. Un difetto che all'inizio può passare inosservato, ma che durante le 25 ore della storia principale arriva a risultare irritante.
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Dialogare sarà una costante che, oltre a far proseguire la trama, permetterà anche di sentire cose interessanti sulla storia di Westeros
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I duelli non mancheranno durante la storia
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La trama sarà colma di sorprese e retroscena, questo è garantito
Passando all'atto pratico, il gioco ripercorre le principali ambientazioni di Westeros e si rivela una vera e propria cartolina che farà fare avanti e indietro attraverso locazioni storiche. Molte ripescano quanto già mostrato nella serie televisiva, altre sono completamente inedite e toglieranno diversi sfizi ai fan. Per quanto sia possibile vagare da una locazione all'altra, il viaggio sarà per lo più lineare dando di rado la possibilità di muoversi nelle lande intorno agli insediamenti principali. In ogni locazione sono presenti oggetti e missioni secondarie opportunamente segnate sulla mini mappa, cosa che rende il tutto ancora più lineare di quanto non lo fosse in precedenza. Sarà possibile effettuare le subquest anche durante quelle principali, visto che si tratta per lo più di missioni rapide e capaci di risolversi anche con semplici dialoghi. Molto più interessanti le principali, dove durante l'esplorazione dei dungeon si avrà a che fare con un mix di combattimenti in tempo reale e dialoghi.
Il sistema di gioco riprende anch'esso il classico stile occidentale, con una gestione delle azioni affidata ad un menù circolare che invece di bloccare il tempo lo farà solo considerevolmente rallentare. Si potranno scegliere fino a 3 azioni di fila, oltre al classico attacco normale in un gameplay che ricorda molto da vicino il capolavoro Bioware, Dragon Age Origins, anche se in versione semplificata. La difficoltà si attesta su buoni livelli, spingendo il giocatore ad attuare tattiche e schemi prima di avventarsi verso le orde di nemici, spesso anche grazie ai compagni di viaggio che daranno man forte, oltre ad essere utilizzabili. Da far notare come entrambi i personaggi abbiano una particolarità unica che spesso varierà il gameplay: Mors potrà prendere il controllo del proprio cane e il giocatore potrà usarlo in prima persona trovando odori utili per proseguire nella storia o per scovare oggetti nascosti, mentre Alester a sua volta potrà risolvere degli enigmi tramite il potere di R'hllor che farà apparire tutte le leve o i marchingegni presenti nei livelli. Da non trascurare nemmeno la varietà generale delle missioni che il più delle volte tireranno in ballo elementi presi di forza dagli action adventure.
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Messa da parte la semplicità (comunque abbastanza varia) del gioco, passiamo alla vera nota dolente del prodotto. Forte dell'ormai utilizzatissimo Unreal Engine 3, Game of thrones non riesce a dare assolutamente giustizia al motore grafico. Ci vengono presentate ambientazioni abbastanza dettagliate ma che alla fine risulteranno piacevoli solo per la ricreazione architettonica (che presenta anche diverse brutture per quanto riguarda le proporzioni) più che per la bellezza visiva stessa, che oltretutto si ritrova con alti e bassi tra gli interni e gli esterni. Il peggio risulta sui personaggi, dove Cyanide evidentemente ha lavorato di meno e riciclato di più, con personaggi corpulenti e rozzi come nemmeno Gregor La Montagna che Cavalca è mai stato.
Questo non è assolutamente un difetto, ma mostra una certa incertezza stilistica che fa confondere il giocatore, specialmente per quei cameo che, contrariamente ai nuovi personaggi, si presentano più simili agli attori in carne ed ossa. I dettagli in ogni caso si mantengono su un livello accettabile, rivelandosi molto buoni con gli effetti di luce e le armature, ma subendo un pesante downgrade per i personaggi stessi, oltre ad un fastidioso Tearing che non accenna a scomparire nemmeno con le impostazioni grafiche al massimo (oltretutto oscenamente scarne in quanto a scelta). Le animazioni in certe occasioni si rivelano adatte, specie negli scontri, per altre stonano incredibilmente, mentre i volti sono dettagliati quanto insensibili. Il sonoro invece si è rivelato molto più curato, merito anche di una moltitudine di brani già presenti nella serie televisiva che si rivelano sempre azzeccati durante le situazioni, mentre il doppiaggio per quanto buono non tenta di fare uso degli accenti diversi che si dovrebbero incontrare in certi personaggi.

6,5
Game of thrones è un gioco discreto e dotato di diversi spunti interessanti a cui però i produttori non hanno osato calcare la mano. La storia è ottima e ben raccontata, le ambientazioni e l'atmosfera sono ricreate con giustizia, i personaggi carismatici e il gameplay interessante. Il problema sorge quando ci si accorge che tutti questi elementi (storia e personaggi esclusi) si rivelano buoni solo a metà, con un motore grafico che presenta fin troppi difetti ed un gameplay che dopo diverse ore inizia a risultare limitato per quanto offerto, sembrando più un action che un GDR. Sicuramente un gioco capace di attirare l'attenzione durante la storia principale, che i fan apprezzeranno e a cui possono aggiungere mezzo punto in più al voto finale. Per tutti gli altri invece, c'è molto di meglio
voto grafica5
voto sonoro8
voto gameplay7
voto durata7
Sky TG24: guarda la diretta

Game Of Thrones - Il Trono di Spade

Disponibile per: PC , Xbox 360, PS3
Game Of Thrones - Il Trono di Spade PC Cover
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