La polemica sulla retrocompatibilità arriva al terzo atto

Raschiare dati fornisce una visione imprecisa di ciò che le persone stanno facendo

Di Fabrizio Cirillo (8 Giugno 2017 - 11:16)
La polemica sulla retrocompatibilità arriva al terzo atto

Microsoft non ci sta. La polemica fra Sony e Microsoft alimentata da uno studio di settore che evidenziava la dubbia utilità del servizio retrocompatibilità di Xbox One (secondo l'analisi gli utenti Xbox One passano meno del 1.5% del proprio tempo sui vecchi giochi Xbox 360) non deve essere andata proprio giù ai vertici della divisione Xbox, tanto da indurre lo stesso Phil Spencer a scendere in campo e dire la propria.

Dato per assodato che "raschiare dati sui server fornisce una visione imprecisa di ciò che le persone stanno facendo" e che pertanto uno studio di settore può lasciare il tempo che trova specialmente su piattaforme blindate come Xbox Live, per il boss della divisione Xbox esiste un solo dato certificabile, ovvero la presenza costante di almeno una o due vecchie glorie dell'universo Xbox 360 nella lista dei titoli più giocati del giorno su Xbox One.

Insomma, dati alla mano per Microsoft la retrocompatibiltà è e resta un valore, peraltro certificato a loro dire anche dal gradimento del pubblico.

  
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