Hands On The Legend of Zelda: Triforce Heroes

Tre Link... "is megl che one"!
Roberto VicarioDi Roberto Vicario (13 Ottobre 2015)
Già in passato la serie di The Legend of Zelda si era avventurata all'interno del genere cooperativo. Era infatti il lontano 2005 quando in Europa compariva sul mercato The Legend of Zelda: Four Sword Adventures. Il titolo portava quattro giocatori a dover collaborare (uno con il pad Game Cube, gli altri tre con un Game Boy Advance) per risolvere svariate tipologie di enigmi.

Nel 2015, Nintendo ha deciso di riprovarci con The Legend of Zelda: Triforce Heroes, un gioco che non si allontana più di tanto da quanto visto dieci anni fa, ma che ne snellisce la formula, rendendola più moderna. Abbiamo provato il gioco per qualche ora e qui vi riportiamo le nostre impressioni.
The Legend of Zelda: Triforce Heroes
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Collaborare, questa è la parola d'ordine!

Partiamo dalla storia. All'interno della città di Hytopia, vive una splendida Principessa di nome Fronzolina. La donna ama vestirsi con abiti sgargianti, colorati e sempre alla moda. Un giorno, purtroppo, una strega cattiva, abitante della terra dei mostri, lancia una maledizione sulla povera ragazza costringendola a dover indossare costantemente una tuta aderente completamente nera. La Principessa, in preda alla tristezza, sceglie di chiudersi nelle sue stanze e non uscire più.

Il Re, preoccupato per la figlia, decide di indire una missione sperando di trovare un valoroso eroe dalle orecchie a punta con i capelli biondi e la riga da una parte, che si avventuri nella terra dei mostri e spezzi la maledizione. Indovinate un po a chi toccherà?

Sebbene la trama mostri sfumature quasi da fiaba dei fratelli Grimm, la storia è sicuramente la componente meno predominante in questo capitolo. Un elemento che potrebbe far storcere il naso ai puristi del titolo ma che, vi assicuriamo, viene controbilanciata perfettamente da un gameplay che
abbiamo trovato vario e divertente.
L'avventura può essere infatti affrontata in due modi differenti: da soli o in compagnia di due amici, siano essi in locale (attraverso lan o download play per chi non possiede il gioco) oppure online, sfruttando altri giocatori connessi.

Partiamo dall'avventura in solitaria che, esattamente come ci è stato spiegato durante un evento di prova del gioco, ha un po la funzione di training, utile a farci prendere dimestichezza con i comandi di gioco e il design dei livelli.

Tutto il gameplay si basa infatti sulla collaborazione tra tre Link di colore differente (verde, rosso e blu). Nella modalità singolo giocatore ne potremo controllare uno alla volta, mentre gli altri si trasformeranno in manichini. Ovviamente ci saranno diversi comandi che ci permetteranno di farli collaborare tra loro, come ad esempio la possibilità di formare un totem mettendosi uno sopra l'altro, così da poter portare in giro tutti e tre i personaggi insieme.

Gran parte delle situazioni di gioco si baseranno ovviamente su questa caratteristica: trovare il modo di far collaborare tra loro i diversi personaggi spingendo il giocatore a risolvere svariate tipologie di enigmi che mondo dopo mondo diventeranno sempre più impegnativi. Anche i combattimenti presenti nel gioco, il più delle volte ci chiederanno di far collaborare i tre Link, soprattutto durante le boss fight.

Dalla nostra avremo come sempre la possibilità di far utilizzare degli oggetti ai nostri protagonisti, presi di peso dell'universo classico di Zelda: bombe, arco, rampino ecc. Inoltre, all'inizio di ogni livello potremo far indossare un costume al nostro personaggio, che andrà a modificare alcune delle sue caratteristiche: doppio danno, velocità maggiore o vita più lunga.
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Anche i nemici andranno studiati per essere affrontati...soprattutto i boss!
Parlando proprio della barra della saluta, bisognerà fare moltissima attenzione nel saperla gestire. Sebbene non siano state così insormontabili le difficoltà che abbiamo trovato durante il nostro hands on, il rischio di morire è molto alto. Questo può capitare proprio perché la barra della vita è condivisa tra tutti e tre i personaggi; prendere danno per uno, vorrà dire farlo prendere a tutti. Fate molta attenzione.

Un gameplay di questo tipo viene ovviamente esaltato nel momento in cui si passa al multiplayer (locale o online) con l'unica differenza che ognuno dei giocatori controllerà un singolo link. A livello di gameplay, il divertimento viene aumentato in forma esponenziale, soprattutto se ci si trova nella stessa stanza e si può comunicare con gli altri giocatori. Online invece, dovremo affidarci a una seria di emoticon che dovrebbero aiutare gli altri giocatori a capire cosa fare. Queste “faccine” sono molto belle ed esplicative, ma ci riserviamo il diritto di esprimere un parere definitivo prima dell'uscita della nostra recensione, e solamente dopo aver effettuato diversi test.

Sotto l'aspetto puramente estetico il titolo si presenta in forma smagliante, con una componente tecnica in tutto e per tutto simile a quella di The Legend of Zelda: A link Between Worlds. Anche qui però, ci addentreremo più nel dettaglio solamente nella nostra recensione.

Insomma, dobbiamo ammettere che The Legend of Zelda: Triforce Heroes ci ha stupito in maniera decisamente positiva. Sebbene non ci sia nessun aspetto davvero innovativo all'interno del gameplay che abbiamo potuto provare, il gioco diverte e permette un approccio all'universo di Zelda diverso da quello classico. Restate sintonizzati con noi per la non troppo lontana recensione, con tanto di giudizio definitivo.
Uno Zelda diverso dal solito. Questo è sicuramente il primo pensiero che ci è passato per la testa dopo aver trascorso qualche ora in compagnia di Triforce Heroes. Ovviamente solamente tre ore non sono abbastanza per poter esprimere un giudizio definitivo sul gioco, aspettiamo quindi di accumulare qualche ora in più per dare una forma e una sostanza definitiva a questo interessante progetto.
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The Legend of Zelda: Triforce Heroes

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