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Discussione: Tennis

  1. #1241
    solid L'avatar di enzo680
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  2. #1242
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    In attesa di vedere la giornata di oggi, intanto vedo di chiudere il discorso (iniziato tanto tempo fa) sulla generazione di Federer.

    11 anni fa Federer vinse la più patetica edizione di slam che io abbia seguito in 15 anni, quella degli AO 2006. Un'edizione in cui affrontò un solo top 20 (!!!), e in finale battè Marcos Baghdatis. Baghdatis è uno che ultimamente è riuscito a perdere il record di vittorie consecutive in Coppa Davis contro il numero 900 del mondo... considerando anche gli avversari battuti, Baghdatis ha trasformato così questo record, che era di Borg e costituiva una pagina di storia del tennis, nella più ridicola e grottesca striscia vincente mai vista nella storia del tennis.
    Ma insomma, è quasi una costante di quasi tutti quelli che hanno circondato Federer nei suoi anni migliori. Sembra davvero una generazione che è stata capace di mischiare il ridicolo e il sublime come nessun'altra nella storia del tennis. Si sono ritirati tutti a parte lo svizzero... ne rimane soltanto un'altro, che a 39 anni è rientrato nel circuito per la 37819845° volta.

    Il peggior numero 2 di sempre

    Andy Murray è un tennista fortissimo. In qualsiasi altro periodo nell'era open avrebbe vinto 5-6 Slam e sarebbe riuscito a diventare il tennista numero 1 del mondo nel picco della sua carriera. Purtroppo si è trovato davanti non 1, non 2, ma ben 3 tennisti molto più forti di lui, un'anomalia senza eguali nella storia del tennis. Ha dovuto aspettare che calassero tutti e 3 quei fuoriclasse per poter raggiungere un obiettivo alla sua portata. Non lo fosse diventato, aveva comunque da essere più che contento di quanto vinto, avendo nel palmares 3 Slam, 2 ori olimpici, 1 ATP Finals, 14 Masters 1000, e in totale 45 tornei del circuito maggiore.
    Invece, 15 anni prima, nella bambagia del medioevo tennistico (1998-2002), tu potevi far piangere Roger Federer come nessun altro ne è stato capace, e per essere numero 2 del mondo bastava avere nel palmares la bellezza di 1 Masters 1000, e 5 titoli ATP. Senza essere MAI stato un vero protagonista ad altissimi livelli. Bastava essere Tommy Haas.
    E Tommy Haas non solo è il peggior numero 2 di sempre. È la più grande marchetta mai costruita nel tennis. Un esercizio di stile, un clichè vivente ad uso e consumo di tifosi casuali e giornalistucoli.

    È un tennista costruito che ad alti livelli è sempre stato molto mediocre, tanto da essere più forte nei videogiochi che nella realtà? Ma no, è un tennista a tutto campo con il rovescio ad una mano. In campo è sempre stato insofferente e frustrato come pochi altri, ha il record di ritiri dai tornei ATP, e ha sciolto una marea di partite alla sua portata? Ma no, è simpatico, si fa i selfie con le iguane. O l'ultima: oh, è 1000 del mondo ed è riuscito a vincere una partita! Non è che sia quasi il minimo per uno che ha il ranking protetto, cioè un'entrata garantita nel main draw sulla base dei risultati ottenuti 3 ANNI PRIMA, figuriamoci.
    Oh, lui vuole competere. Capito? Non è un privilegiato che mal che vada si guadagna 20mila € andando in Australia (e ritirandosi dopo un set), e magari togliendoli direttamente pure a qualcuno che si fa il mazzo da anni proprio per quello, no!
    Lui ritorna dagli infortuni, è più forte della sfortuna! Peccato che poi pensi a Del Potro, che ha avuto davvero una carriera rovinata dagli infortuni, e capisci che Hass è solo un tennista sopravvalutato i cui infortuni e altre vicissitudini non hanno comunque pregiudicato proprio niente. Fosse stato davvero forte, avrebbe almeno vinto le briciole che lasciava Federer tra 2004 e 2007 (come i casi umani suoi coetanei), anni in cui era libero da infortuni... lui niente, quarti e semi se andava bene, e perdeva pure dai Davydenko di turno.
    Oh, ma è stato numero 2 del mondo... anzi no, questo non lo dice più nessuno. Per pudore, chiaramente. Visto che i grandi match e i grandi risultati di Haas in carriera non se li ricorda più nessuno... anche perchè, perlopiù, non ci sono mai stati.

    Da over 30, per Hass è il solito copione: si infortuna, rientra e fa schifo per un anno (e vabbè), poi finite le entrate protette vince tutto quello che può in un paio di mesi (di solito nei periodi più morti della stagione) rifacendosi il ranking. Poi cala, si infortuna e ricomincia tutto da capo. Praticamente uguale ai mediocri suoi coetanei, solo con qualche partita vinta in più di loro.

    L'ultima immagine che ho di Haas è a Roma, dove l'ho visto dal vivo: aveva problemi ad avere la meglio contro un mediocre come Sijsling (su terra, poi). Il pubblico lo incitava dopo che Hass perdeva il punto, e lui rispondeva urlando incazzatissimo in tedesco al settore di pubblico che lo incitava di più. Comico e patetico allo stesso tempo.

    Bilancio di una generazione

    Haas è insomma è il degno esponente di quella che è oggettivamente una delle peggiori generazioni della storia del tennis open, è probabilmente la più mediocre in assoluto. Fortunatamente è l'ultimo dei quei casi um... tennisti di spicco a giocare ancora, poi rimarrà solo Federer.

    E tra quelli della sua generazione, lo svizzero non sarà l'unico a restare nella storia del tennis per un bel po'. Possiamo ricordare anche:
    - Nikolay Davydenko, il peggior tennista ad aver vinto le ATP Finals.
    - Nicolas Massu, il peggior tennista ad aver vinto l'oro olimpico.
    - James Blake e Nicolas Kiefer, che si contendono il titolo di peggior tennista ad essere stato numero 4 del ranking ATP.
    - Ivan Ljubicic, indiscutibilmente il peggior tennista ad essere mai stato numero 3 del ranking.
    - Lleyton Hewitt, il peggior tennista ad essere mai stato numero 1 del ranking per un anno intero. E ad avere ottenuto i risultati che ha ottenuto.
    - e Tommy Haas, il peggior tennista ad essere mai stato numero 2 del ranking.

    Menzione d'onore per Marat Safin (uno che poteva essere rivale di Federer, ma tra gli infortuni e la testa che si trovava ha deciso di rimanere sè stesso), David Nalbandian (il tennista più sopravvalutato della sua generazione, il che è tutto dire), Juan Carlos Ferrero (dapprima indicato come possibile dominatore sulla terra rossa, poi invece letteralmente scoppiato a neanche 24 anni) e David Ferrer (tennista quasi tutto gambe che a 30 anni diventava numero 3 del mondo in mezzo ai Big Four, vincendo 3-4 partite l'anno contro i top ten, praticamente l'esempio da manuale dell'overachiever).

    Quasi tutti questi hanno avuto anche lunghe carriere, in cui hanno passato lunghi anni da comprimari.
    Safin, Roddick, Nalbandian, hanno almeno avuto la decenza di smettere una volta che non riuscivano più a giocare ad alti livelli, per vari problemi.
    Tutti gli altri, no. Sono arrivati a 30 anni che ormai erano bollitissimi, passando una lunga e penosa parte finale di carriera a perdere contro chiunque e a vincere una partita di rilievo ogni 2-3 anni. E il tutto perchè, come ammise Hewitt, quelli erano gli unici momenti di gloria che potevano ancora avere... oppure semplicemente per passare a ritirare gli assegni degli Slam (dai 20.000 € ai 30.000$ soltanto per fare 2-3 games al primo turno, con tanto di spese di viaggio pagate).
    Del resto è uno sport di privilegiati, mica di eroi. E quest'intera generazione non fa altro che ricordarlo.
    Ultima modifica di Red; 20-04-2017 alle 16:43

  3. #1243
    Bored Member L'avatar di Red
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    Roland Garros che si conclude con l'incoronazione del più grande tennista di sempre su una superficie.
    Per Nadal, oltre al decimo trionfo nel torneo, anche il percorso adeguato alla sua supremazia sulla terra rossa, triturando chiunque e perdendo solo 36 games in tutto.
    Il fatto che poi l'abbia fatto a 31 anni, 12 anni dopo il primo trionfo, non fa altro che aggiungere valore alla sua vittoria.

    Peccato che Djokovic non fosse in condizione e che Federer abbia ovviamente deciso di saltare la terra per puntare su quella "stagione" che consiste nel Queen's+Wimbledon+più una serie di tornei per sopravvalutati pipponi... sarebbero stati fatti a pezzi anche loro, come succede a Wawrinka quasi ogni volta che affronta un Nadal competitivo.

    Si parla tanto del gioco più aggressivo... pardon, del nuovo rovescio ad una mano di Federer, ma l'evoluzione tecnica di Nadal è stata forse ancora più impressionante: è molto più aggressivo con tutti i colpi, cerca la soluzione vincente con più continuità, e con il rovescio è tornato a girare lo scambio come ai vecchi tempi. Non so quanto durerà (i problemi fisici sono sempre dietro l'angolo), ma intanto me lo godo.

    Poi va beh, sul momento del tennis attuale, poco da aggiungere a quello che avevo già scritto dopo gli AO. Murray sta dando segni di ripresa, Djokovic dopo un anno non detiene più neanche uno Slam (insomma, ancora meglio che detenerli tutti e 4 battendo Murray al Roland Garros), e Thiem sembra finalmente poter diventare un campione del RG una volta che Nadal calerà, e poco altro.


    Per il resto, c'è ancora meno da dire. Date le condizioni del forum e dell'utenza, è inutile continuare con questo thread, dire altro sarebbe davvero uno stucchevole parlarsi addosso senza senso. Sono stato fortunato a partecipare a questa che è stata la più gradevole e costruttiva discussione che abbia mai testimoniato in 15 anni di questo forum (a parte alcuni passaggi a vuoto, ma sono la solita tassa da pagare in un forum), ma ora non posso che prendere atto che non ci sono più le condizioni per andare avanti.

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