Scarica e Gioca Gioca Online Gioca e Vinci

Recensione Silent Hill: Homecoming

Casa mia, casa mia, per nebbiosa che tu sia tu mi sembri una badia

Copertina Silent Hill: Homecoming
Titolo: Silent Hill: Homecoming
Piattaforma: PS3
Genere: Survival Horror
Software house: Konami
Sviluppatore: Konami
Distributore: Halifax
N.giocatori: 1
Pegi: 18+
Silent Hill: Homecoming PS3Gamesurf.it710
Recensione in un minuto
A cura di: Luca Luperini
The fog remains the same
Konami sfonda la porta della maledetta stanza 302, cercando di portare nuova linfa ad una serie giunta ormai ad un punto di non ritorno. E' infatti palese il tentativo della casa di distribuzione nipponica di far dimenticare agli appassionati la debacle del quarto episodio, Silent Hill The Room per l'appunto. In quell'appartamento molti fan della collina silente hanno letto la dipartita di una delle serie capostipite del genere survival horror. Messo piede fuori dal diabolico bilocale, appena imboccato il corridoio, le alternative erano due: tornare sui propri passi, ripercorrendo le proprie orme fino ad arrivare all'origine del successo della saga; oppure tentare la svolta action, prendendo le mosse dal quarto capitolo del rivale di sempre made in Capcom: Resident Evil. Konami ha preso una terza via. O meglio, non ne ha realmente presa nessuna delle due.

Silent Hill: Homecoming - Screenshot 0
Shepherd's Glen: una ridente cittadina invasa da una nebbia da fare invidia alla proverbiale Val Padana
Silent Hill: Homecoming - Screenshot 1
Un coniglio!? e chi l'avrebbe detto di trovare coniglio/i in Silent Hill!?
Silent Hill: Homecoming - Screenshot 2
Arte moderna, inquietante messaggio o entrambi!?

Homecoming si presenta così come il sottotitolo ideale per fissare le prerogative di questo quinto episodio. Perché Silent Hill torna a casa, o almeno ci prova. Proprio come il veterano Alex Shepherd, ha visto la morte in faccia e dopo un lungo periodo di degenza -sono passati quattro anni da The Room- è pronta per rivedere i propri cari e riscoprire gli affetti sopiti. Ma ogni ritorno a casa non è mai soltanto un tuffo nel passato. Le cose cambiano e non ci si può fare niente.

Non è unicamente lo scarto temporale, unita all'usura di determinati temi cardine, a motivare tale mutamento. I primis il cambio di prospettiva è dovuto proprio allo spostamento del baricentro concettuale in meri termini spaziali. Ci riferiamo all'avvicendamento tra l'asiatico Team Silent e l'occidentale Double Helix Games, al timone della serie. La software house californiana, cosciente del prezioso carico affidatale, ha così cercato di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte mantenendosi in linea con le aspettative dei fan, pur inserendo qua e la sostanziali novità tutte identificabili in termini gameplay. Ma se queste ultime sembrano rappresentare uno degli aspetti meglio riusciti di Homecoming, non stupisce invece che sia la sceneggiatura ad aver sofferto maggiormente il cambio di guardia.
 
Fratello, dove sei?
La stoica ricerca degli affetti perduti, l'umano senso di inadeguatezza, lo straripamento della realtà nella dimensione onirica, il disagio verso la malattia mentale e quella fisica: Silent Hill Homecoming ha tutto del Silent Hill. Eppure qualcosa non sembra funzionare. Nonostante il plot acceleri realmente soltanto attorno alla metà della narrazione, c'è sempre in agguato quel senso di “già visto” che ci impedisce di essere pienamente coinvolti dalle disavventure del povero Alex.
Colpa di Double Helix che ha calcato la mano premendo fin troppo sui cliché della serie!? Colpa del travaso tra due mondi culturali diametralmente opposti, durante il quale qualcosa è, inevitabilmente, andato perduto!?

O più semplicemente siamo noi ad essere ormai completamente anestetizzati a qualunque tipo di suggestione!? Ovunque sia la risposta resta la sensazione di fondo che questo ultimo nato della serie suoni tanto come un tributo alla saga stessa. Un minestrone dove tutti gli ingredienti che ci aspettavamo di ritrovare risiedono mischiati e filtrati attraverso alla visione che della cittadina sul lago Toluca ha dato Christopher Gans con la sua trasposizione cinematografica. Senza perdere altro tempo in dissertazioni formali veniamo ora a cosa, in sostanza, il plot offre.

Come anticipato Alex Shepherd è un veterano, ferito più nella mente che nel corpo dalle indicibili atrocità della guerra. Le cose non migliorano affatto quando, tornando verso casa, scoprirà che perfino la sua città natale è stata investita da quell'incubo ricorrente che ne tormenta sonno. A  Shepher's Glen, ad attendere il nostro alter ego, niente comitato di benvenuto. Soltanto una soffocante nebbia all'interno della quale Alex dovrà avventurarsi per venire a capo della scomparsa del fratello minore Joshua. Una ricerca a cavallo tra la succitata cittadina e la limitrofa Silent Hill, attraverso i luoghi che abbiamo imparato ad amare, ed a odiare, da dieci anni a questa parte. Ospedali, scuole e municipi si alternano in maniera estremamente lineare, passando da una porta chiusa ad un enigma da risolvere. A rompere in parte questo senso di preordinazione sono le domande a scelta multipla disseminate per tutte le circa dieci ore di gioco complessive. Dialoghi attraverso i quali sarà possibile modificare almeno parzialmente il proseguo dell'avventura fino a sfociare in uno dei cinque finali alternativi.

Silent Hill: Homecoming - Screenshot 3
Anche questo capitolo non lesina a richiami all'età infantile
Silent Hill: Homecoming - Screenshot 4
Mappa e matitone rosso saranno indispensabili per muoversi negli ambienti, tra porte chiuse e strade sbarrate
Silent Hill: Homecoming - Screenshot 5
"Mr Shepherd, apra gli occhi e si svegli"

Proprio nella presenza di un buon numero di epiloghi differenti risiede quel principio di rigiocabilità che contribuisce ad arricchire la longevità del titolo.
La narrazione del plot viene in gran parte delegata alle frequenti e ben curate scene d'intermezzo che ormai rapprendano un marchio di fabbrica della serie. A muovere questi intermezzi è lo stesso motore grafico in game del quale, proprio in questi frangenti, vengono evidenziati pregi e difetti. Textures altalenanti ricoprono ambienti ben caratterizzati pur nella loro verve spiccatamente minimalista. Indole che ti tanto in tanto finisce per diventare, da scelta stilistica prestabilita, un limite sostanziale alla credibilità del tutto.

L'abuso di filtri per rendere l'immagine sporca e stropicciata -specialmente durante le fasi nell'otherworld-, l'ampio impiego della nebbia negli  esterni e quella del buio negli interni, insospettiscono il giocatore ponendosi, più che elementi atti a rafforzare il senso claustrofobico del tutto, palesi espedienti utili a mascherare alcune magagne grafiche. Decisamente più piacevoli sono i giochi di luce evidenziati dall'uso smodato della nostra fida torcia a batterie, ed i modelli poligonali degli abitanti di Shepher's Glen. Le animazioni di quest'ultimi paiono tutto sommato varie e verosimili nonostante gli endemici limiti espressivi propri di alcuni personaggi. Double Helix si merita inoltre una lode particolare per l'ispirato design degli abomini sparsi per la cittadina. Difatti, escludendo alcune creature riprese pedissequamente dalla pellicola di Gans, sono in particolar modo i boss a brillare per carisma e originalità del concept artistico.

Un discorso a parte se lo merita il comparto sonoro. Akira Yamaoka dimostra, se ce ne fosse ancora il bisogno, come il suo lavoro esuli completamente da quelli che siano le vicissitudini “giocose” del capitolo da lui musicato. Il lavoro del maestro giapponese è magistrale ed ineccepibile come al solito. Ben supportato anche da un campionamento sonoro variegato e dal professionale doppiaggio in lingua inglese.  
 
Variare per non cambiare
SIlent Hill Homecoming racchiude in se anche una micro rivoluzione della serie in termini di giocato. Prima su tutte la rimozione della canonica telecamera fissa a favore di una inquadratura mobile alle spalle del nostro alter ego. Proprio la regia è uno degli aspetti più riusciti del titolo, contro tutte le illazioni che vedevano questo specifico metodo di ripresa incapace di dare il taglio cinematografico consono ad un survival horror degno di tal nome.
A non riuscire con il buco è invece l'implementazione di un sistema di combattimento più variegato rispetto a quello tradizionale.

A giustificare una tale deviazione è proprio il particolare status del protagonista di turno. Alex Shepherd è un soldato. Ed il suo addestramento si traduce sul nostro pad in due funzioni di attacco, differenti per intensità e velocità, ed alla capacità di schivare le offensive avversarie. E' però un peccato constare come nelle situazioni più concitate ogni possibile tatticismo vada a farsi benedire per la difficoltà di gestire più ostili allo stesso tempo. Trattasi di una problematica intimamente connessa al rigido sistema di lockaggio che invece pare funzionare ottimamente negli scontri uno contro uno. Proprio in queste circostanze è possibile saggiare le reali potenzialità del nuovo sistema di combattimento. Alternando i pulsanti offensivi sarà così possibile effettuare brevi combo, e perfino dispensare colpi di grazia al momento opportuno, donando alla lotta quella fluidità che era mancata fin dagli albori della saga.

Apprezzabile anche la volontà degli sviluppatori di inserire una variante strategica pure nella scelta dell'arma da utilizzare. A seconda dell'abominio che ci troveremo davanti sarà infatti opportuno valutare al meglio non solo se affidarsi ad attacchi repentini o più brutali, ma anche quale sia l'arma più consona da impiegare per far leva sui limiti fisici tipici del nemico.

Ad ogni modo non sono presenti combattimenti insormontabili a patto di utilizzare con parsimonia gli items sparsi per i livelli e di mantenere sempre un profilo prudente. Ciò è necessario soprattutto tenuto conto della penuria di savepoints disseminati per le locations. A tal proposito, pur appoggiando la scelta di mantenere questo determinato metodo di salvataggio al fine di salvaguardare il senso di tensione e di precarietà indispensabile alla buona riuscita del genere, è però frustrante constatare come alcuni checkpoint siano davvero troppo distanti l'uno dall'altro.
Infine, Silent Hill Homecoming non accantona la sua componente riflessiva riproponendo un discreto numero di puzzle. Questi si contraddistinguono per un quoziente di difficoltà medio-basso che forse non li renderà appaganti alla vista dei giocatori più smaliziati ma, al contempo, consentirà a anche ai player meno avvezzi ai puzzle di apprezzarli come opportune frapposizioni tra un atto efferato e l'altro.

Silent Hill: Homecoming - Screenshot 6
Questi abomini sono tanto lenti quando feroci. Meglio utilizzare combinazioni energiche, magari tenendo premuto l'attacco pesante.
Silent Hill: Homecoming - Screenshot 7
Joshua, il fratello di Alex, è la chiave di volta di tutto il plot
Silent Hill: Homecoming - Screenshot 8
La madre di Alex non sembra aver preso per niente bene la scomparsa del secondogenito

Commento

Tautologico ed autoreferenziale, Silent Hill Homecoming segna un ritorno ai natali miscelando astutamente i leitmotiv della serie alla reinterpretazione stilistica del contesto effettuata con la recente trasposizione cinematografica. Il risultato è un titolo dignitoso capace di mantenersi fedele allo spirito di fondo della collina silente, implementando allo stesso tempo alcuni elementi tipici del genere action. A mancare veramente a Silent Hill Homecoming è invece quel quid, quella capacità di stupire e stordire il giocatore attingendo a piene mani nelle sue paure inconsce, che aveva segnato gli indimenticati primi due episodi della saga. Una defezione che contribuisce ad avvalorare la sensazione di essere presenti di fronte ad un brand ormai giunto ad un binario morto. Un marchio della quale questa quinta incarnazione non è null'altro che una, seppur decorosa, celebrazione.  

Pregi

  • Atmosfera disturbata e disturbante come da tradizione
  • Akira Yamaoka ed i suoi splendidi temi musicali
  • Sistema di combattimento tanto interessante...

Difetti

  • ...quanto difficile da padroneggiare a pieno
  • Graficamente modesto
  • Determinate situazioni e svolte narrative puzzano innegabilmente di già visto.

Hardware

Una PS3, una copia originale del gioco ed una buona scorta di batterie per la torcia elettrica.

Multiplayer

Assente.

L85mada profile
Be' sto 7 propio non lo capisco....e' uno dei ultimi silent hill piu' riusciti...8.5
L85mada alle 19:23 del 22-3-2010 ha detto:cita
Be' sto 7 propio non lo capisco....e' uno dei ultimi silent hill piu' riusciti...8.5
Celkoz profile
[i]Secondo mé voi critici non sapete più distinguere quando un gioco merita o no. Questo è un vero gioco a differenza di altri e poi la maggior parte dei videogiocatori a mio parere non cerca giochi impegnativi e lunghissimi, ma giochi proprio come questo, cioé divertente e bello graficamente (dire graficamente modesto è veramente un'assurdità secondo mé).[/i] Avrebbe meritato sicuramente più attenzione secondo mé... [b]I MIEI VOTI[/b] [b]Grafica:[/b] [b]7.5[/b] é nella media, ma a chi piacciono scene horror e veramente una bellezza. [b]Sonoro:[/b] [b]8.5[/b] veramente ben riuscito, riesce a tenere suspance. [b]Giocabilità: 7[/b] all'inizio può essere difficile abbattere i nemici e ciò potrebbe diventare frustrante. [b]Longevità: 8[/b] non dura ne poco ne tanto e poi ci sono i finali alternativi. [b]Complessivo: 8[/b] un bel gioco, non è assolutamente solo per i fan della serie, ma per tutti quelli che cercano un bel survival horror.
Celkoz alle 13:12 del 4-4-2010 ha detto:cita
Secondo mé voi critici non sapete più distinguere quando un gioco merita o no. Questo è un vero gioco a differenza di altri e poi la maggior parte dei videogiocatori a mio parere non cerca giochi impegnativi e lunghissimi, ma giochi proprio come questo, cioé divertente e bello graficamente (dire graficamente modesto è veramente un'assurdità secondo mé).
Avrebbe meritato sicuramente più attenzione secondo mé...
I MIEI VOTI

Grafica: 7.5 é nella media, ma a chi piacciono scene horror e veramente una bellezza.
Sonoro: 8.5 veramente ben riuscito, riesce a tenere suspance.
Giocabilità: 7 all'inizio può essere difficile abbattere i nemici e ciò potrebbe diventare frustrante.
Longevità: 8 non dura ne poco ne tanto e poi ci sono i finali alternativi.
Complessivo: 8 un bel gioco, non è assolutamente solo per i fan della serie, ma per tutti quelli che cercano un bel survival horror.


weuylf profile
[QUOTE=L85mada;1879470]Be' sto 7 propio non lo capisco....e' uno dei ultimi silent hill piu' riusciti...8.5[/QUOTE] Beh grazie tante, gli ultimi Silent Hill fanno pena. 7 è più che giusto. Indica un titolo con buone idee ma con qualche problema di troppo che non permette al titolo di decollare , ciò che Homecoming è. Io l'ho trovato ottimo e mi sono divertito molto giocandoci, anche se è ancora troppo lontano dalla luce dei primi.
weuylf alle 20:33 del 4-4-2010 ha detto:cita
L85mada ha detto:
Be' sto 7 propio non lo capisco....e' uno dei ultimi silent hill piu' riusciti...8.5


Beh grazie tante, gli ultimi Silent Hill fanno pena.

7 è più che giusto. Indica un titolo con buone idee ma con qualche problema di troppo che non permette al titolo di decollare , ciò che Homecoming è. Io l'ho trovato ottimo e mi sono divertito molto giocandoci, anche se è ancora troppo lontano dalla luce dei primi.
snakekratos profile
Domanda per esperti:so che i migliori della saga sono l'1 e il 2,però mi consigliate di più questo capitolo della saga o il 3?
snakekratos alle 18:47 del 27-11-2010 ha detto:cita
Domanda per esperti:so che i migliori della saga sono l'1 e il 2,però mi consigliate di più questo capitolo della saga o il 3?

Dargil profile
Il 3 ha la sua atmosfera e lo ritengo meglio di questo, che invece è più canonico, se ti sono piaciuti i primi 2 allora ti dovrebbe piacere
Dargil alle 19:02 del 27-11-2010 ha detto:cita
Il 3 ha la sua atmosfera e lo ritengo meglio di questo, che invece è più canonico, se ti sono piaciuti i primi 2 allora ti dovrebbe piacere
snakekratos profile
[QUOTE=Dargil;2032027]Il 3 ha la sua atmosfera e lo ritengo meglio di questo, che invece è più canonico, se ti sono piaciuti i primi 2 allora ti dovrebbe piacere[/QUOTE] Grazie mille della tua spiegazione.Comunque io non ho mai giocato a nessun survival horror e ho scelto i giochi di questa saga perché a giudicare da quello che ho letto in giro sono quelli che più rispecchiano il significato di survival horror.Secondo un tuo parere personale ho ragione a dire che questa saga è la migliore appartenente al genere survival horror,o ci sono capitoli di qualche altra saga ancora migliori (resident evil)?
snakekratos alle 20:51 del 27-11-2010 ha detto:cita
Dargil ha detto:
Il 3 ha la sua atmosfera e lo ritengo meglio di questo, che invece è più canonico, se ti sono piaciuti i primi 2 allora ti dovrebbe piacere

Grazie mille della tua spiegazione.Comunque io non ho mai giocato a nessun survival horror e ho scelto i giochi di questa saga perché a giudicare da quello che ho letto in giro sono quelli che più rispecchiano il significato di survival horror.Secondo un tuo parere personale ho ragione a dire che questa saga è la migliore appartenente al genere survival horror,o ci sono capitoli di qualche altra saga ancora migliori (resident evil)?
Dargil profile
Avendo recuperato questi capolavori in ritardo, non sono quello più adatto a parlare a riguardo, so solo che l'horror lo ha inventato Alone in The dark di cui sono fiero possessore della versione pc, i primi 2 Resident evil per psx e per ps2 il Code Veronica sono dei gran bei giochi, idem per i primi 2 Silent hill, di cui ti consiglio assolutamente il secondo, che secondo me a livello di trama porta l'horror all'apice della sua parte artistica, mentre gli ultimi Resident evil sono dei survival action, Silent hill sembra in un apparente crisi spirituale, nonostante a modo suo mi abbia affascinato col terzo, quarto e quinto capitolo, l'origins poi per me merita molto, ma su psp, che su ps2 si vede che è costruito attorno ad un portatile, perciò ti consiglio di recuperare almeno i primi 2 capitoli di Silent hill e di Resident evil, altrimenti puoi farti tranquillamente i Silent hill nel'ordine cronologico che vuoi, visto che non c'è un collegamento marcato, anzi, sarebbe anche meglio nella qualità del prodotto, che sarebbe crescente, inizia pure da questo quindi, ma sappi che si tratta di una serie particolare
Dargil alle 21:28 del 27-11-2010 ha detto:cita
Avendo recuperato questi capolavori in ritardo, non sono quello più adatto a parlare a riguardo, so solo che l'horror lo ha inventato Alone in The dark di cui sono fiero possessore della versione pc, i primi 2 Resident evil per psx e per ps2 il Code Veronica sono dei gran bei giochi, idem per i primi 2 Silent hill, di cui ti consiglio assolutamente il secondo, che secondo me a livello di trama porta l'horror all'apice della sua parte artistica, mentre gli ultimi Resident evil sono dei survival action, Silent hill sembra in un apparente crisi spirituale, nonostante a modo suo mi abbia affascinato col terzo, quarto e quinto capitolo, l'origins poi per me merita molto, ma su psp, che su ps2 si vede che è costruito attorno ad un portatile, perciò ti consiglio di recuperare almeno i primi 2 capitoli di Silent hill e di Resident evil, altrimenti puoi farti tranquillamente i Silent hill nel'ordine cronologico che vuoi, visto che non c'è un collegamento marcato, anzi, sarebbe anche meglio nella qualità del prodotto, che sarebbe crescente, inizia pure da questo quindi, ma sappi che si tratta di una serie particolare
snakekratos profile
[QUOTE=Dargil;2032147]Avendo recuperato questi capolavori in ritardo, non sono quello più adatto a parlare a riguardo, so solo che l'horror lo ha inventato Alone in The dark di cui sono fiero possessore della versione pc, i primi 2 Resident evil per psx e per ps2 il Code Veronica sono dei gran bei giochi, idem per i primi 2 Silent hill, di cui ti consiglio assolutamente il secondo, che secondo me a livello di trama porta l'horror all'apice della sua parte artistica, mentre gli ultimi Resident evil sono dei survival action, Silent hill sembra in un apparente crisi spirituale, nonostante a modo suo mi abbia affascinato col terzo, quarto e quinto capitolo, l'origins poi per me merita molto, ma su psp, che su ps2 si vede che è costruito attorno ad un portatile, perciò ti consiglio di recuperare almeno i primi 2 capitoli di Silent hill e di Resident evil, altrimenti puoi farti tranquillamente i Silent hill nel'ordine cronologico che vuoi, visto che non c'è un collegamento marcato, anzi, sarebbe anche meglio nella qualità del prodotto, che sarebbe crescente, inizia pure da questo quindi, ma sappi che si tratta di una serie particolare[/QUOTE] Ok.Ti ringrazio infinitamente della tua spiegazione,ancora grazie mille
snakekratos alle 21:54 del 27-11-2010 ha detto:cita
Dargil ha detto:
Avendo recuperato questi capolavori in ritardo, non sono quello più adatto a parlare a riguardo, so solo che l'horror lo ha inventato Alone in The dark di cui sono fiero possessore della versione pc, i primi 2 Resident evil per psx e per ps2 il Code Veronica sono dei gran bei giochi, idem per i primi 2 Silent hill, di cui ti consiglio assolutamente il secondo, che secondo me a livello di trama porta l'horror all'apice della sua parte artistica, mentre gli ultimi Resident evil sono dei survival action, Silent hill sembra in un apparente crisi spirituale, nonostante a modo suo mi abbia affascinato col terzo, quarto e quinto capitolo, l'origins poi per me merita molto, ma su psp, che su ps2 si vede che è costruito attorno ad un portatile, perciò ti consiglio di recuperare almeno i primi 2 capitoli di Silent hill e di Resident evil, altrimenti puoi farti tranquillamente i Silent hill nel'ordine cronologico che vuoi, visto che non c'è un collegamento marcato, anzi, sarebbe anche meglio nella qualità del prodotto, che sarebbe crescente, inizia pure da questo quindi, ma sappi che si tratta di una serie particolare

Ok.Ti ringrazio infinitamente della tua spiegazione,ancora grazie mille
Attenzione

Solo gli utenti registrati possono inviare il proprio commento
Clicca pertanto Qui per loggarti oppure Registrati gratuitamente.

Inserisci un tuo commento

  • podcast
  • iphone
  • ipad
  • video
  • facebook
  • twitter
  • forum
  • rss

Un trailer da Campioni per Black Ops 2

Un intervallo interessante a Monaco

Un Kickstarter anche per Kitaru

L'RPG Cyberpunk si accontenta di poco

Nuove immagini per Neptunia V

Le cyber-guerriere di Compile Heart in mostra

Oinkie è il nuovo lottatore di Anarchy Reigns

L'anello mancante tra il porcello e il coccodrillo?

Combat Trailer per Sleeping Dogs

Arti marziali, prese, armi e ambiente
Facebook
Datura coverDaturaUn'esperienza Mystica tra la vita e la morte
Silent Hill HD collection coverSilent Hill HD collectionNebbia e tensione in alta definizione!
Devil May Cry HD Collection coverDevil May Cry HD CollectionUn ritorno al passato in attesa del prossimo balzo verso il futuro
MotorStorm RC coverMotorStorm RCGioco doppio a prezzo Budget
forum
Copertina Puntata 38

Onda Ludica - Puntata 38

A volte ritrattano

Scarica la Puntata 37
Scarica la Puntata 36
Scarica la Puntata 35
Scarica la Puntata 34
Scarica la Puntata 33
Scarica la Puntata 32

Vai all'elenco completo »

Twitter

SONDAGGIO

Vi interessa una ADSL ad alte prestazioni dedicata al Gaming Online?

  • Si
  • No