| Non c'è tre senza quattro... In principio c'era Prince Of Persia: ai tempi, anni prima del motion capture (1989), non si era ancora visto uno sprite cosi magistralmente animato. Soprattutto grazie al carisma del personaggio principale, il gioco, sostanzialmente un platform (per giunta frustrante!) con elementi esplorativi e di combattimento, riscosse un enorme successo, tale da meritarsi più di un seguito. Vennero cosi realizzati Prince Of Persia 2: The Shadow and the Flame (del 1993) e Prince Of Persia 3D (1999), nessuno dei quali, svanito il fattore innovazione, riusci a superare il successo del capostipite. Cosa ci possiamo aspettare dopo l'incontro del principe con la terza dimensione? Ovviamente quello con la quarta dimensione... Il tempo è denaro! In questo caso potremmo, invece, dire che il tempo è vita: in effetti, come spiegheremo più avanti, la manipolazione del tempo svolge anche la funzione che, nei precedenti episodi, era compiuta dalle cosiddette “vite”. L'antefatto: durante il combattimento per la conquista di una città un giovane principe, erede virtuale del nostro magnifico sprite, trova, tra i tesori conquistati, un pugnale incantato. Desideroso dell'approvazione del padre e seguendo incautamente i consigli di un velenoso visir, consigliere del re, mediante il pugnale magico scatena le Sabbie del Tempo, rinchiuse fino a quel momento in una clessidra magica.
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Confrontation“..Come scritto dalle profezie, la guerra di Rag'narok è giunta, portando con sé un era di oscurità e dolore..”