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Recensione Alan Wake

Chi ha paura del buio?

Copertina Alan Wake
Titolo: Alan Wake
Piattaforma: Xbox360
Genere: Avventura
Software house: Take 2 Interactive
Sviluppatore: Remedy
Distributore: Take 2
N.giocatori: 1
Pegi: 16+
Alan Wake Xbox 360Gamesurf.it810
Recensione in un minuto
A cura di: Ferdinando Saggese
Alan ed Alice sono sposati da diversi anni. Lui è un apprezzato autore di romanzi horror, lei una talentuosa fotografa ed il loro rapporto non potrebbe essere più forte. Alan è l'unico uomo di cui Alice si fida, Alice è l'unica donna in grado di svegliare Alan dagli incubi che gli disturbano la mente. Da qualche tempo, però, Alan non riesce più a svegliarsi, non riesce più ad esorcizzare le sue paure scrivendo romanzi. Per aiutare il marito a risolvere quello che sembra solamente il classico blocco dello scrittore, Alice decide di organizzare una vacanza in riva al lago, presso la cittadina di Bright Falls, nello stato di Washington, un piccolo angolo di paradiso dove immagina che Alan possa ritrovare l'ispirazione perduta. Quello che Alice non sa è che qualcosa di malvagio dimora a Bright Falls, qualcosa di misterioso, che li sta aspettando, che presto li separerà e costringerà Alan ad affrontare i suoi incubi.

Alan Wake - Screenshot 0
Alan Wake - Screenshot 1
Alan Wake - Screenshot 2

È a grandi linee questo l'incipit su cui si svilupperà la trama di "Alan Wake", ultima fatica della talentuosa software house finlandese Remedy Entertainment, un intreccio che grazie al lavoro di capaci sceneggiatori, Sam Lake su tutti, non teme il confronto con script destinati al mondo del cinema o della televisione. La vicenda, complessa ed affascinante, si svilupperà infatti sul sottile confine che separa il sonno dalla veglia, il sogno dalla realtà, e ci terrà incollati allo schermo dal primo all'ultimo minuto di gioco grazie ad un atmosfera surreale, numerosi colpi di scena e personaggi talmente caratterizzati da sembrare veri. Una trama tanto originale sarà inoltre enfatizzata dalla struttura narrativa scelta dagli sceneggiatori per questo titolo. "Alan Wake" sarà infatti suddiviso in capitoli, veri e propri episodi dalla durata più o meno costante, che giocheremo in sequenza, come assistessimo ad una serie televisiva. Una tecnica già vista in altri titoli, ma che solo in questo caso trova pieno compimento.

Così come la trama, anche il gameplay di "Alan Wake" sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione e non ci consente di inquadrare questa produzione in un genere specifico. il team di sviluppo ha definito la sua creatura uno "Psychological Action Thriller", descrizione che può vuol dire tutto oppure niente, ma che spiega meglio di tante altre cosa questa produzione è e quali obbiettivi cercherà di raggiungere in futuro. Noi che con le parole siamo meno bravi dei ragazzi di Remedy, possiamo descrivere "Alan Wake" come il punto di incontro tra due generi, un titolo che coniuga l'atmosfera dei migliori survival horror all'adrenalina dei titoli d'azione.

Inizialmente concepito come un action dalla struttura aperta, "Alan Wake" ha cambiato più volte forma durante i cinque anni necessari per il suo sviluppo, senza per questo perdere alcuni tratti del carattere originale. Seppur non sia più calcolato in tempo reale, il continuo susseguirsi del giorno e della notte avrà ad esempio delle ripercussioni importanti a livello di gameplay. Come abbiamo accennato nell'introduzione, nel corso dell'avventura Alan sarà perseguitato dai suoi incubi più spaventosi, che nutrendosi di oscurità si avvicineranno a lui solamente di notte. Di giorno ci troveremo quindi ad affrontare sezioni esplorative, nel corso delle quali cercare indizi e personaggi chiave per progredire nel gioco, mentre di notte affronteremo sezioni puramente action, spesso ambientate in un inquietante contesto naturale. Questo continuo alternarsi di azione ed esplorazione donerà ad "Alan Wake" un ritmo frizzante, ma bilanciato che ci spingerà a completare d'un fiato ogni episodio.

Il sistema di controllo scelto dagli sviluppatori non è molto diverso da quello adottato dalla maggior parte degli action in terza persona attualmente sul mercato. In particolare, utilizzeremo i due stick analogici per gestire spostamenti e visuale, il grilletto sinistro per mirare, quello destro per fare fuoco ed i due dorsali per correre ed attivare un'arma secondaria. Il tasto "A" ci permetterà di spiccare piccoli salti, mentre i tasti "X" e "Y" ci consentiranno di ricaricare arma e torcia rispettivamente. Il tasto "B" si attiverà infine nelle vicinanze di quei personaggi non giocanti e quegli oggetti dello scenario con cui potremo interagire nel corso dell'avventura.

Abbiamo accennato alla torcia, una preziosa fonte di luce portatile che utilizzeremo per squarciare le tenebre, ma sopratutto per avere ragione dei nostri avversari. Il mondo di Alan Wake è infatti infestato dagli incubi che scaturiscono dalle pagine dei suoi romanzi, incubi che nutrendosi di oscurità temono la luce più di ogni altra cosa. Viene da se che per avere ragione di nemici come questi, Alan dovrà fare affidamento su qualunque cosa possa generare della luce, che dovremo impiegare per indebolire i nemici fino a renderli vulnerabili al piombo rovente delle armi da fuoco. Abusare della torcia, tuttavia, potrebbe non rivelarsi una tecnica vincente. Concentrandone il raggio su di un bersaglio per indebolirlo più velocemente ne scaricheremo rapidamente le batterie, che dovremo sostituire con quelle che riusciremo a trovare esplorando l'ambiente di gioco. Qualora dovessimo rimanere senza batterie potremo comunque fare affidamento su di una serie di oggetti dello scenario in grado di generare luce, come fari e lampioni stradali, che però si attiveranno solamente attraverso dei generatori a gasolio difficili da avviare e per questo scomodi da gestire in battaglia.


12 minuti di gameplay


Il piccolo arsenale che troverà posto nella giacca di Alan comprenderà pistole e fucili, di varia foggia e dimensione, ed armi meno convenzionali come razzi, bengala e granate. Questi strumenti secondari, che generalmente attiveremo premendo il dorsale di destra, hanno motivo di esistere per la natura oscura dei posseduti, che potremo ad esempio eliminare in un colpo solo generando forti lampi con razzi di segnalazione e granate accecanti, oppure indebolire più velocemente grazie all'azione combinata di bengala e torcia. Progredendo nel gioco potremo inoltre migliorare l'equipaggiamento e le armi disponibili sostituendole con modelli via via più potenti e letali. Il livello di difficoltà, che potremo scegliere trai tre implementati, renderà i posseduti più o meno forti e resistenti ed influenzerà il tipo e la quantità di equipaggiamento disponibile, invitando il giocatore ad un'esplorazione più accurata dell'ambiente di gioco in cerca  di casette e capanni dove rifornirsi di oggetti e munizioni.

Nonostante il carattere piuttosto lineare dei livelli, i ragazzi di Remedy hanno infatti pensato di incentivare l'esplorazione nascondendo casse bonus piene di materiale e munizioni in punti della mappa che potremo raggiungere solamente seguendo le indicazioni di un misterioso personaggio che, applicando inchiostro fotosensibile ad alberi, rocce ed edifici ci indicherà dove trovare dell'equipaggiamento extra. Non solo, i ragazzi del team di sviluppo hanno disseminato per i livelli le pagine di un inquietante manoscritto che, anticipando a gli eventi cui Alan andrà incontro, potrebbe suggerirci la strategia migliore per affrontare determinate situazioni di gioco. "Alan Wake" è comunque un titolo dominato dal destino, pur conoscendo a grandi linee gli eventi che seguiranno, non potremo in alcun modo cambiare il corso della storia che si concluderà dopo un decina di ore di gioco e di tensione.

Tensione, è forse questa la sensazione più forte che abbiamo provato giocando "Alan Wake". I ragazzi di Remedy hanno, infatti, adattato alla trama del gioco, ma sopratutto ad una dimensione ludica convincente, quel modo di raccontare storie caro a maestri del terrore come Stephen King o H. P. Lovecraft, e quel modo di rappresentarle inventato da serie televisive di successo come "Lost". La suddivisione in capitoli, con tanto di trailer e recap, è solo l'aspetto più evidente di un nuovo modo di intendere il mezzo videoludico, mezzo che mai come quest'anno ha dimostrato di poter rivaleggiare con altre forme di intrattenimento anche sotto il profilo della narrazione. Giocando ad "Alan Wake" è quasi impossibile non cogliere una citazione. I riferimenti a libri, film e serie tv si sprecano e se i più "stagionati" tra di noi potranno tornare a respirare l'aria di Twin Peaks, cittadina americana teatro dell'omonima serie diretta dal maestro David Lynch, i più giovani coglieranno sicuramente il parallelismo tra questo gioco serie molto recenti come "Harper's Island". La cosa che colpisce è lo stile comunque unico che i ragazzi di Remedy sono riusciti ad infondere al gioco, nonostante i continui rimandi, le analogie, le citazioni esplicite, "Alan Wake" rimane un' esperienza unica, per certi versi più completa della passiva visione di un film.

Il comparto tecnico asseconda quasi alla perfezione l'atmosfera del titolo, anche se solo per ciò che concerne le scelte stilistico artistiche. I cinque anni necessari per lo sviluppo del gioco pesano sulle prestazioni generali del motore grafico che affiancherà a scenari mozzafiato un numero di poligoni dedicati a personaggi ed edifici solo nella media ed una qualità altalenante delle texture. Anche le animazioni applicate ai personaggi non ci hanno convinto del tutto sia per quanto riguarda i movimenti del personaggio sia per quanto concerne le animazioni dei volti. Discorso a parte merita il sistema di illuminazione, semplicemente perfetto nel rendere lo ombre più nere e spaventose. Anche la colonna sonora si attesta su livelli di eccellenza e non possiamo non sottolineare l'ottimo lavoro di localizzazione svolto sui testi e sul parlato.

Alan Wake - Screenshot 3
Alan Wake - Screenshot 4
Alan Wake - Screenshot 5
Commento

L'ultimo frutto del talento dei ragazzi di Remedy Interactive costituisce una sorta di tributo al mondo dell'editoria, del cinema, della televisione e perfino della musica, suggerendo spunti per letture, visioni ed ascolti di quelle opere che il team di sviluppo sembra amare incondizionatamente. "Alan Wake" testimonia che il videogioco è una forma di intrattenimento matura e che è possibile creare titoli che coniughino spessore narrativo a meccaniche di gioco robuste e curate, anche se prive di innovazioni di rilievo. Chi si aspettava un capolavoro senza tempo forse rimarrà deluso, gli anni necessari per completare lo sviluppo pesano eccome sulla struttura di gioco e, in modo particolare, sul comparto tecnico che i ragazzi di Remedy hanno sviluppato per questa produzione, ma nonostante questo "Alan Wake" è un gioco da avere a tutti i costi, da includere nella vostra collezione e da consigliare agli amici.

Pregi

  • Trama originale e ben raccontata.
  • Direzione artistica quasi impeccabile.
  • Meccaniche di gioco semplici, ma curate in ogni particolare.

Difetti

  • Comparto tenico non esente da difetti.
  • Non aggiunge niente di nuovo a livello di gameplay.

Hardware

Xbox 360 e disco di gioco originale.

Multiplayer

Assente.

chicco7777 profile
Ci sono rimasto male..
chicco7777 alle 9:44 del 6-5-2010 ha detto:cita
Ci sono rimasto male..
Zeni profile
[QUOTE=chicco7777;1904271]Ci sono rimasto male.. [/QUOTE]Rimasto male per un 8?Bah....
Zeni alle 9:54 del 6-5-2010 ha detto:cita
chicco7777 ha detto:
Ci sono rimasto male..
Rimasto male per un 8?Bah....
OWA profile
[QUOTE=chicco7777;1904271]Ci sono rimasto male.. [/QUOTE] Una delle migliori riviste per videogiochi di tutti i tempi, Super Console, e il bravissimo Marcello Cangialosi, arrivarono a eliminare tutte le votazioni numeriche parziali (grafica, sonoro, longevità ecc) dalle loro recensioni, lasciando solo il voto finale in calce, scritto piccino piccino. Più volte fu avanzata l'ipotesi di eliminare pure il singolo voto ma dal momento che la rivista con la sua redazione dovevano campare e per campare la rivista doveva vendere, decisero di lasciare il voto, per scongiurare il rischio di una paurosa flessione delle vendite.Una recensione deve fornire delle indicazioni di massima sul prodotto che si valuta; quanto più bravo è il recensore tanto più esaustivo e imparziale sarà l'articolo redatto. Il voto numerico è sempre fuorviante, perchè troppo spesso viene "strappato" dall'articolo a cui si riferisce, per quanto l'articolo in questione sia ben fatto. Ecco il primo commento di chi ci rimane male perchè AW ha preso "solo" 8, così come si criticava il 9 di GoW 3 o l'8 di FF13. Cosa colpisce di più, un articolo lungo e dettagliato o il numerino stampato in fondo?
OWA alle 10:16 del 6-5-2010 ha detto:cita
chicco7777 ha detto:
Ci sono rimasto male..



Una delle migliori riviste per videogiochi di tutti i tempi, Super Console, e il bravissimo Marcello Cangialosi, arrivarono a eliminare tutte le votazioni numeriche parziali (grafica, sonoro, longevità ecc) dalle loro recensioni, lasciando solo il voto finale in calce, scritto piccino piccino. Più volte fu avanzata l'ipotesi di eliminare pure il singolo voto ma dal momento che la rivista con la sua redazione dovevano campare e per campare la rivista doveva vendere, decisero di lasciare il voto, per scongiurare il rischio di una paurosa flessione delle vendite.Una recensione deve fornire delle indicazioni di massima sul prodotto che si valuta; quanto più bravo è il recensore tanto più esaustivo e imparziale sarà l'articolo redatto. Il voto numerico è sempre fuorviante, perchè troppo spesso viene "strappato" dall'articolo a cui si riferisce, per quanto l'articolo in questione sia ben fatto. Ecco il primo commento di chi ci rimane male perchè AW ha preso "solo" 8, così come si criticava il 9 di GoW 3 o l'8 di FF13. Cosa colpisce di più, un articolo lungo e dettagliato o il numerino stampato in fondo?
Darkito profile
Mi aspettavo un capolavoro ed invece.......Beh per lo meno piango con un solo occhio per la sua mancata uscita su PC.
Darkito alle 10:16 del 6-5-2010 ha detto:cita
Mi aspettavo un capolavoro ed invece.......Beh per lo meno piango con un solo occhio per la sua mancata uscita su PC.
ceco82 profile
se vi dicono che un film fa schifo desistete dal guardarlo oppure no?
ceco82 alle 10:18 del 6-5-2010 ha detto:cita
se vi dicono che un film fa schifo desistete dal guardarlo oppure no?

Ubik79 profile
Non so che posizione prendere nei confronti di questo prodotto: se essere contento perchè il gioco conferma personalità e profondità nella storia o se rimanere un po' deluso per il fatto che non è il capolavoro che si aspettava. Perchè è inutile negarlo: di giochi buoni ce ne sono tanti in giro, i capolavori si contano sulle dita di una mano.
Ubik79 alle 10:19 del 6-5-2010 ha detto:cita
Non so che posizione prendere nei confronti di questo prodotto: se essere contento perchè il gioco conferma personalità e profondità nella storia o se rimanere un po' deluso per il fatto che non è il capolavoro che si aspettava. Perchè è inutile negarlo: di giochi buoni ce ne sono tanti in giro, i capolavori si contano sulle dita di una mano.
Ubik79 profile
Ferdinando, scusami, com'è gestito il sistema di salvataggio?
Ubik79 alle 10:20 del 6-5-2010 ha detto:cita
Ferdinando, scusami, com'è gestito il sistema di salvataggio?
enzo680 profile
un plauso a GAMESURF,perchè qui non si rilasciano votoni a prescindere! peccato che in questa comunità ci sia un pignolo come ElFundo, (scherzo! eh....) cartellino per enzo680 (lo sò già),ma a mè piace sherzare!
enzo680 alle 10:23 del 6-5-2010 ha detto:cita
un plauso a GAMESURF,perchè qui non si rilasciano votoni a prescindere!
peccato che in questa comunità ci sia un pignolo come ElFundo, (scherzo! eh....)
cartellino per enzo680 (lo sò già),ma a mè piace sherzare!
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