Anteprima Race Driver GRID

Fumo o arrosto per il nuovo racing targato Codemasters?
Francesco RomagnoliDi Francesco Romagnoli (14 Maggio 2008)
Il bilancio 2008 della Xbox360 in quanto a Racing Games mostra una realtà alquanto povera.
Tolto il buon Burnout Paradise e passato quasi inosservato MX vs Untamed, non si è visto null'altro e, soprattutto, altrettanto poco è stato annunciato all'orizzonte che ci porta a fine anno.
A interrompere un'annata di magra per i racing games (a quattro ruote, mentre per le 2 ruote bolle qualcosa in pentola, anche sul breve periodo) c'ha pensato Codemasters, proponendo, ad un anno di distanza dal suo titolo "su sterrato", il suo gioco di corse "su asfalto".

A breve quindi potremo finalmente mettere le mani sul successore della tanto conclamata serie TOCA che, almeno su console, ha saputo richiamare attorno a sè un numeroso crogiuolo di appassionati. Ora che abbiamo potuto provare in anteprima questo Race Driver: Grid  vi proponiamo quindi le considerazioni che sono sorte in merito a questo test.
 
Race Driver GRID - Immagine 1
Non solo auto a ruote coperte: il panorama si va arricchendo
Race Driver GRID - Immagine 2
Tutti i cittadini di Milano e dintorni non potranno che rimanere soddisfatti dal poter gareggiare sotto al duomo
Race Driver GRID - Immagine 3
La modalità drift non ci ha convinto in pieno
 
 
Sin dai primi minuti di gioco vien subito chiarito lo spostamento del baricentro. Tanto per dare delle coordinate, questo GRID è molto più vicino ad un Dirt di quanto si possa immaginare, a discapito degli episodi della serie da tutti riconosciuta sotto il nome di TOCA.
Le somiglianze partono dalla perzonalizzazione dei menù per poi spostarsi al motore fisico del gioco, sia dal punto di vista comportamentale dell'auto, sia dal punto di vista del danneggiamento della stessa. Quindi, in quanto a guida, è facile prevedere che chi si attende uno sviluppo tendente al realismo della simulazione (verso cui TOCA sembrava mirare) rimarrà contraddetto.
L'auto infatti non da la giusta sensazione di peso e si dimostra sin troppo maneggevole. Inoltre non presenta un comportamento progressivo, ma passa dal conferire una sensazione di aderenza esagerata, per poi sbilanciarsi verso una perdita improvvisa della stessa.

A questo si aggiunga un effetto perno su cui l'auto sembra essere incernierata che non appaga certo nè l'occhio nè la sensibilità del pilota. Questo vale anche volante alla mano.
C'è da dire che se giocato con la visuale interna, con un settaggio ad hoc del volante (e ovviamente con tutti gli aiuti disabilitati) è capace di restituire una sensazione più genuina, pur tuttavia ancora troppo leggera ed "inconsistente" (così come lo è anche l'intervento del Force-Feedback).
Nel complesso si ha quindi un mix più tendente all'arcade, seppur con qualche spunto degno di nota (come il bloccaggio delle ruote).

Rimaniamo dell'idea che questo non investire in un modelli fisico credibile, per rendere il gioco acessibile a tutti, sia un fuscello piuttosto esile dietro cui nascondersi, quando si è più volte ampiamente dimostrato che il vero racing game in grado di appagare l'appassionato così come l'utenza casual è quello che sa mediare il rigore di una simulazione tramite i classici aiuti alla guida e delle modalità arcade studiate ad hoc, e non il contrario.

Va tuttavia ammesso che la porzione di pubblico che fa numero (quella casual) è quella che vuole spettacolo, incidenti, distruzione, competizione...e Codemasters ha scelto di mettere queste esigenze davanti al resto creando un gioco che, come Dirt, fa della spettacolarità delle gare un punto di forza. Altrimenti non si spiegherebbe una particolare attenzione per la fisica destinata a rappresentare gli incidenti, che coinvolgono tanto le autovetture, quanto i particolari della pista.
Quindi, oltre alle auto che si deformano in maniera considerevole, non ci sono più solo coni da abbattere; ora anche certe barriere e altri dettagli dei circuiti subiscono il colpo in maniera evidente.

Un altro aspetto degno di nota è il numero di auto su pista, che può raggiungere anche la ventina. C'è da dire che la prima impressione sul comportamento delle vetture gestite dall'IA non è stata così positiva con alti e bassi: non ci troviamo di fronte ad un trenino, ma il modo in cui si comportano gli avversari non ci è mai parso del tutto naturale. Frenano sin troppo presto, per poi ripartire con accelerazioni irraggiungibili se non tramite la scia, che in questo caso specifico è sin troppo accentuata e permette recuperi prestazionali fuori luogo.
Speriamo che nella versione finale questo parametro sia stato perfezionato, perché così sembra più di trovarsi in mezzo ad una mandria di stalloni in libera uscita più che ad una cerchia di piloti professionisti.
 
Race Driver GRID - Immagine 4
La mappatura delle vie non ricalca quella originale
Race Driver GRID - Immagine 5
Il Giappone è la patria per eccellenza della disciplina del drifting
Race Driver GRID - Immagine 6
Vetture delle serie turismo in lotta: siamo ansiosi di sapere quali licenze sono state acquisite
Insomma, per tirare le somme sulla piacevolezza di guida si può dire che il titolo sembra mantenersi su standard discreti, una via di mezzo che tante volte ha sancito l'insuccesso di un racing game, ma che stavolta potrebbe azzeccare la traiettoria come a suo tempo fece Project Gotham Racing. In quanto a riferimenti va chiamato in causa anche Need For Speed, sia per qualche richiamo a livello di guidabilità (per fortuna sottolineiamo il "vago") sia perchè in questo GRID compaiono  le gare Drift, e così anche per via di una caratterizzazione delle auto decisamente più tamarra e dallo stile meno classicista (che invece ha sempre caratterizzato PGR). Per quanto riguarda le sessioni di drifting, speriamo che nel gioco finale non acquisiscano un peso troppo rilevante, poichè non rappresentano certo la summa del divertimento, sfornando parametri di guida completamente da reinterpretare e senzaltro poco convincenti. Se rimangono come variazioni limitate sul tema potrebbero risultare interesanti.

Dal punto di vista tecnico il gioco la spunta in maniera molto più convincente. Il dettaglio delle auto, pur non raggiungendo le vette di certe produzioni recenti (GT5Prologue) è di buon livello e altrettanto curate sono le ambientazioni, con una risalto per quelle cittadine, che appaiono senzaltro più spettacolari. La decisa presenza di effetti di bloom come al solito dividerà l'opinione pubblica, tra coloro che ne vanno matti e chi invece ne soffre la saturazione.

Sui toni della palette di colori (tendente al giallognolo) e sul motore grafico in generale, DIRT rappresenta senzaltro più di un semplice rimando. Anche qui gli effetti che riproducono il fumo o le uscite di pista sull'erba sono davvero ben fatti: nel caso di qualche burnout ci si potrà letteralmente perdere in mezzo ad un coltre spessa oltre la quale non è possibile vedere.

Anche dal punto di vista sonoro il titolo sembra cavarsela bene, anche se il ridotto numero di vetture a disposizione per questa nostra prova non ci ha dato modo di verificare il grado di attinenza e diversificazione dei rombi prodotti dalle automobili.
Da segnalare invece un piccolo particolare di quelli che riempiono il cuore: si può impostare il proprio nome, scegliendo tra una lista predefinita, ma localizzata in italiano, cosìcchè lo speaker dei menù così come in gara potrà chiamarci per nome.

Questo aspetto ci fa crescere la nostalgia per un'altra delle caratteristiche che avevano reso appassionante TOCA per molti, ovvero la modalità carriera, contornata da tanto di storia, che aumentava non di poco il senso di immedesimazione nel ruolo di pilota che puntava a farsi largo per conquistare, in un crescendo di classi, il titoli di campione assoluto. Al momento attuale la moria di informazioni al riguardo fa pensare che questa modalità nel nuovo GRID sia scomparsa e abbia lasciato il posto ad una modalità "a scalare" ben più anonima, tipo quella vista in DIRT.

Un punto su cui invece si spera che questo gioco abbia fatto passi avanti rispetto al suo "cugino" ambientato sullo sterrato e la parte on-line. In particolare, ora che si potrà gareggiare sino a 12 giocatori in contemporanea, sarebbe d'uopo che la personalizzazione delle stanze fosse quanto mai curata, in modo da essere sfruttata a fondo. Al giorno d'oggi agli utenti non basta trovarsi davanti ad un semaforo e partire, gareggiando con i primi che capita e su piste e condizioni scelte a caso o non settabili.
 
Se questo ed altri punti interrogativi avranno una risposta in positivo nella prova del gioco completo è inutile dire che il gioco potrebbe ambire ad un posto di riguardo nel panorama racing per console. In caso contrario potrà avvalersi solamente del fatto di trovarsi in una posizione avvantaggiata in quanto ad uscite, con pochi concorrenti, anche se c'è da dire che Forza Motorsport 2 e PGR 4, nonostante siano ormai sul mercato da tempo, continuano a tenere incollati ai monitor parecchi piloti, e non sarà facile scalzarli da lì. Manca ancora poco e presto potremo verificare di persona se Race Driver: Grid avrà i numeri per riuscire nell'intento.
 
Race Driver GRID - Immagine 7
La visuale interna aumenta l'immersione nel gioco
Race Driver GRID - Immagine 8
Un box alquanto malandato, speriamo la situazione migliori
Race Driver GRID - Immagine 9
Il livello di deformazione delle vetture dovuto ai danni subiti è notevole
I produttori di DIRT mettono in pista un racing Game che sembra in grado di offrire buoni risultati sul lato della varietà dell'esperienza di gioco e dal punto di vista tecnico, ma che apre qualche spiraglio alle critiche dal punto di vista della scelta effettuata sul comportamento delle autovetture e quindi sulla guida.
In generale il titolo sembra comunque meritevole di attenzione ed in grado di soddisfare un ampia fetta di pubblico, in particolare quella affascinata dalla spettacolarità del mondo delle corse. Un gioco quindi con tanto apparire ma poca sostanza? Un dubbio che non ci accompagnerà ancora per molto, dato che Codemasters è quasi pronta a consegnarci sul tavolo della redazione la versione definitiva di questo Race Driver: GRID.
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