Preview Killzone Liberation

Umani e Helghast nei 16:9 Sony
Luca GambinoDi Luca Gambino (12 Settembre 2006)
Dato il perdurare dell'assenza di novità riguardanti Killzone 2, Guerrilla ha deciso di sviare le attenzioni dei giocatori verso l'incarnazione portatile creata per raccontare il perdurare dell'eterna battaglia di umani ed Helghast. Svista sbriciolarsi sul campo l'etichetta di Killer-App su PS2 guadagnata in mesi (se non anni) di pompatissimo Hype, la software house olandese, ora in seno alle grazie di mamma Sony, ha ben visto di imparare dagli errori commessi all'esordio e di tentare un approccio maggiormente compatibile nei confronti dei 16:9 di casa Sony. Vista la scarsa qualità dei (pochi) FPS usciti sul nero gioiello, Guerrilla pesca dal mazzo il Jolly e tira fuori una visuale in isometrica che dovrebbe ridare lustro ad un approccio ormai in disuso e al contempo esaltare il versante più tattico dell'interpretazione di Killzone. E fa centro.
Killzone Liberation - Immagine 2
Non mancano gli scenari evocativi..
Killzone Liberation - Immagine 4
Una rappresentazione della traiettoria che percorrerà la granata sarà utile per garantire un sicuro successo.
Killzone Liberation - Immagine 6
Le casse disposte sul nostro percorso saranno utili per fornire materiale medico e armamentario di varia natura.
Il tutto in virtù di un adeguato sistema di controllo, praticamente esente da errori già in questa versione preliminare (fatta forse eccezione per una certa legnosità nel comando dei mezzi) e per tutta una serie di trovate che faranno felici tutti coloro abbiano anche solo minimamente apprezzato la prima uscita su PS2. L'universo ricreato in “Liberation” ripropone scenari desolati e spogli, posti temporalmente a solo due mesi dagli eventi narrati in Killzone e un sistema di combattimenti che esattamente come nella versione in “first person” richiedono di mettere da parte le belligeranze “rambesche” in favore di un approccio più tattico e meno “pelvico”. Non che manchino i movimenti classici del first person shooter (si allo strafe, no al salto), né che l'arsenale adeguato (alle classiche armi “umane” si uniscono anche quelle sottratte agli Helghast) sconsigli l'approccio “ammazzatutti”, ma è la conformazione del terreno di battaglia suggerisce velatamente un certo “savoir faire” nei confronti di avversari piuttosto dotati tecnicamente e con un dispiego di forze notevolmente superiore al nostro.

Ragion per cui, incassata la testa tra le spalle e accucciati dietro uno degli innumerevoli ripari sparsi per la mappa ci ritroveremo impegnati in una “guerra da trincea” ai tratti snervante ma incredibilmente divertente. Difficile trovare situazioni di vero stallo, soprattutto per la capacità dei designers Guerrilla, di disegnare attorno all'eroe di turno (ricordate Templar, vero?) scenari di gioco capaci di lasciare più di una soluzione al problema che si troverà di fronte. A tutto ciò si deve aggiungere anche la possibilità in alcune sezioni di potersi avvalere dell'aiuto di un secondo commilitone (Il mitragliere Rico, giusto per dirne uno) che, ubbidiente ai nostri comandi, si prodigherà nel coprire la nostra posizione, far saltare in aria i bersagli che ostruiscono il nostro passaggio e più in generale a riversare sui nemici ingenti quantità di piombo. Una notevole quantità di operazione gestite elegantemente da un sistema di controllo che non risente della mancanza di un secondo stick analogico e permette al giocatore di aver un riscontro immediato e preciso delle proprie volontà. Unica eccezione, almeno per quanto visto finora, è forse sul controllo dei mezzi disponibili che forse risultano piuttosto macchinosi e meno “elastici” , pur non raggiungendo mai i limiti della frustrazione.
Killzone Liberation - Immagine 9
Abbiamo appena piazzato il C4 per eliminare questa torretta...meglio allontanarsi.
Killzone Liberation - Immagine 11
Le missioni di Killzone Liberation spaziano dall'eliminazione sistematica dei nemici fino al recupero di ostaggi, come in questo caso. Seguimi, donna!
Killzone Liberation - Immagine 12
Siamo sotto il tiro di un perfido cecchino, meglio starcene al riparo e studiare qualche azione diversiva.
Anche tecnicamente, vera e unica croce della controparte PS2, Killzone Liberation riesce a impressionare positivamente in virtù di un dettaglio più che adeguato per il portatile Sony, sia per il sapiente utilizzo di texture mai troppo piatte e animazioni adeguate al tipo di inquadratura adottata. Resta qualche dubbio su una certa imprecisione sulla gestione degli scontri con gli antagonisti posti su diversi piani prospettici (e rispettive altezze, quindi), che spesso hanno rivelato una qualche imprecisione di fondo, ma confidiamo su una loro correzione in fase di ripulitura finale del codice. Ad aggiungere un certo “pepe” ad una struttura di gioco che già da ora mostra ampi orizzonti di successo è anche da annoverare la possibilità di sbloccare nuove armi e abilità, come ad esempio la possibilità di portarsi dietro un maggior numero di bombe a mano o fumogene, “spendendo” al termine di ogni missione i bonus accumulati durante il combattimento sul campo, ritrovando oggetti utili all'intelligence terrestre.

Insomma, la versione “a volo d'uccello” di Killzone promette di essere un ottimo secondo episodio della serie e non una semplice rivisitazione di quanto visto su PS2, andando ad aggiungersi ai finora pochi titoli visti sulla console Sony capace di fregiarsi del titolo di “originale” e non quello di “semplice conversion”. E di questi tempi fatti di mezze delusioni e di rinvii a tempi migliori non è certo poco.
Killzone Liberation - Immagine 13
Non mancheranno anche le postazioni di fuoco fissa per riversare sui nemici la nostra furia omicida.
Killzone Liberation - Immagine 18
Rico è ferito...una punturina e via, come nuovo!
Killzone Liberation - Immagine 20
Ecco il pannello attraverso il quale è possibile impartire ordini al nostro secondo. In questo caso, per esempio, possiamo dire a Rico di far saltare il mezzo che ci ostruisce il passaggio.
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